Paris – France, da sabato 27 a mercoledì 31 luglio. “VOYAGE MÉTA-HISTORIQUE DANS LA VILLE LUMIÈRE”.

IL NOSTRO VIAGGIO
DI NUOVA SPECIE
NELLA “VILLE LUMIÈRE”!
Vogliamo lasciare le tracce di un Viaggio di Nuova Specie in una delle capitali più conosciute e visitate al mondo e cioè Parigi. Il gruppo di viaggiatori era formato da Cindy (la promotrice-conduttrice), Francesca, Barbara, Giovanna, Mariano, Sandra e Raffaele
La sera prima della partenza, il venerdì 26 luglio, ci siamo trovati a casa di Sandra e Raffaele ed abbiamo fatto un bilancio per l’ascolto dei nostri Stati quiete. E’ stato molto importante soprattutto per Sandra, Cindy e per Raffaele, perché ci ha permesso di transitare dal meccanismo di chiusura-appesantimento che gli eventi storici ci avevano generato al fatto che siamo partiti più alleggeriti per la “belle ville”. Ci rendiamo conto che se non si riesce a fare vuoto nella propria vita, superando il pieno storico,  non si riesce a fare entrare il nuovo che si può scoprire nel percorso e godersi il piacere del viaggio metastorico. Il giorno dopo siamo partiti per l’aeroporto di Bologna e durante il tragitto abbiamo fatto un bilancio preventivo del viaggio. Ognuno ha riferito come stava, cosa rappresentava questo viaggio per lui, le proprie difficoltà e cosa si aspettava da questa nuova città. Per Sandra e Raffaele il viaggio rappresentava una sorta di luna di miele, in questa nuova fase di coppia, per Francesca un modo per fare festa dopo aver chiuso diversi “cerchi”, per Cindy la gioia di poter esprimere un amorevole accompagnamento al gruppo, per Barbara la leggerezza dell’adolescente alla ricerca dello charme parigino, per Mariano l’opportunità di viversi passivamente l’esperienza, affidandosi al gruppo, ma anche procedere verso nuove prospettive  in questa fase del progetto e stare vicino a Giovanna nelle diverse prove di coraggio. Da subito la rivelazione positiva del gruppo è stata Giovanna che ha espresso la volontà di affidarsi in questo viaggio alle varie difficoltà “claustrofobiche”, superando la paura del chiuso dell’aereo, della metro e dell’ascensore
Arrivati a Parigi, abbiamo raggiunto l’albergo e dopo esserci sistemati nelle nostre camere abbiamo preso la metropolitana per raggiungere il tipico quartiere di Montmartre. Lì abbiamo cenato e visitato piacevolmente il movimentato quartiere, raggiungendo la chiesa del Sacré-Coeur, uno dei monumenti più alti di Parigi, insieme alla Tour Eiffel. Da lì abbiamo potuto gustare il panorama notturno della città romantica. 
 
Il giorno dopo abbiamo messo a disposizione tante energie, ma ne è valsa la pena, perché l’entusiasmo adolescenziale del dover scoprire nuove bellezze grazie all’impeccabile accompagnamento di Cindy ci ha permesso di visitare tanti posti. Siamo partiti dalla cattedrale di Notre-Dame de Paris, passando per una lunga passeggiata che costeggiava la Senna, facendo tappa al Museo degli Impressionisti Musée d’Orsay, raggiungendo la Tour Eiffel e per finire la visita guidata sul battello (“Bateau-mouche”), che attraversando la Senna ci ha permesso di ammirare le bellezze principali di Parigi. La sera abbiamo cenato nel quartiere vicino alla Torre Eiffel, aspettando le undici la sua illuminazione scintillante per pochi minuti.

Ognuno di noi ha potuto gustare diversi aspetti dei posti visitati ma merita un’attenzione particolare la bellezza dei meravigliosi quadri degli impressionisti a partire da Monet, Degas, Renoir, Manete post-impressionisti come Van Gogh presenti nel Museo d’Orsay. 
 
“Les coquelicots” (“I papaveri”), 1869 – Claude MONET

“L’Orchestre de l’Opéra”, 1868/9 – Edgar DEGAS
“Bal au Moulin de la Galette”, 1876 – Pierre-Auguste RENOIR
“Le déjeuner sur l’herbe”, 1862/3 – Edouard MANET

“Nuit étoilée sur le Rhône”, 1888 – Vincent VAN GOGH

Un’ulteriore attenzione merita la salita sugli oltre trecento metri della Tour Eiffel, soprattutto per la prova di coraggio fatta da Giovanna. Salendo con due ascensori diversi abbiamo raggiunto i due piani della torre fino alla cima. L’accompagnamento globale di Mariano e la devozione del gruppo, ma anche la volontà nell’affidarsi di Giovanna le ha permesso di superare questa paura terribile. Questa volta Giovanna non si è chiusa, rinunciando, ma standoci ha potuto attraversare le sue difficoltà “claustrofobiche” e le vertigini. Come dice un pezzo di una canzone di Jovanotti “la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare”. Arrivati su, dopo aver affrontato il secondo ascensore più stretto, più buio e più alto, Giovanna è scoppiata in pianto liberatorio. E’ lì che forse avviene il cambiamento in noi, nell’abbandonarsi al pianto che ci accompagna interiormente al superamento della paura, cedendo e godendo di una primordiale forza interiore. Auguriamo a Giovanna di proseguire in questi riti di coraggio per consolidare il sentiero della propria libertà. In fin dei conti, come ha teorizzato Mariano, abbiamo paura del chiuso e di conseguenza di vivere semplicemente in ambienti più ristretti, perché ancora non abbiamo liberato alcune chiusure storiche interiori. Un gesto che abbiamo apprezzato tanto come meccanismo di accompagnamento globale è stata la modalità con la quale Mariano è stato vicino a Giovanna. Mariano aveva espresso il desiderio come atto d’amore da parte di Giovanna nel compiere la prova di coraggio ma durante se ne è distinto, lasciandola completamente libera. E’ come se avesse fatto con il non fare, soprattutto rispettando veramente la libertà di Giovanna.
Seconda prova di coraggio, dopo il viaggio nel “Métropolitain”, l’ascesa sulla Tour Eiffel!
Barbara e Francesca accompagnano Giovanna, cantando per lei (qui non si vede) e per tutti i visitatori della Tour!

Vista dal primo piano della Torre Eiffel.
Giovanna e Mariano sulla riva destra della Senna, con la scintillante Torre in sottofondo.
Il giorno dopo eravamo tutti un po’ più stanchi ma questo non ci ha impedito di proseguire il viaggio alla scoperta del museo Le Louvre. Uno dei musei più grandi del mondo e con le opere considerate tra le più belle. Non si può dire che le bellezze che custodisce questo museo non siano rare ma troppi pezzi unici messi insieme rischiano di stonare. E’ un po’ come se la mania di grandezza di Napoleone venisse sgamata in questo museo, che ha voluto raccogliere-fregare opere da tutta Europa che hanno però perso il valore delle loro radici. E poi diciamocelo fino in fondo, è vero che l’arte non è proprietà di nessuno ma se dal Le Louvre si tolgono le due gallerie dei quadri e le sculture italiane il museo si riduce tantissimo. Con questo non vogliamo innescare una polemica storica ma semplicemente prendiamo atto di quanto i Parigini, forse più che i Francesi, sono bravi a farsi vanto delle bellezze altrui
“La morte della Vergine”, 1605/6 – CARAVAGGIO
“Amore e Psiche”, 1788-1793 – Antonio CANOVA
Le altre opere d’arte del Louvre 😉
Il Louvre, palazzo vecchio di 800 anni, non piaceva a Luigi XIV che lo reputava troppo piccolo per lui (100.000 mq); ragione per cui fece costuire la famosa Reggia di Versailles!
Francesca, la gigante bona, sorregge la Piramide del Louvre!
Dopo la visita al Museo Le Louvre, abbiamo fatto un bel riposino sul prato adiacente al museo, accompagnato da una temperatura piacevole. Successivamente ci siamo incamminati per les Champs-Elysées. Una lunga passeggiata ci ha permesso di gustare il grandissimo parco, le Jardin des Tuileries, ricco di colori, dovuto alle tante varietà di fiori presenti e vissuto piacevolmente dai parigini e dai turisti. A seguire abbiamo visitato il cuore dello shopping parigino, le Galeries Lafayette e successivamente il maestoso Palazzo dell’Opéra. In metropolitana abbiamo raggiunto il quartiere di Montmartre, per poter visitare il simbolo della Belle Epoque parigina, Le Moulin Rouge

Davanti al “Café des deux Moulins”, quello di Amélie Poulain!
Il giorno seguente siamo partiti per la volta della Reggia di Versailles, l’emblema di Luigi XIV, il Re sole. Durante il viaggio ancora una volta Cindy ci ha fatto gustare la bellezza di un racconto storico diverso da quello cui siamo abituati nelle nostre esperienze scolastiche, pesante e nozionistico. Invece Cindy ci ha stimolati, incuriositi, alleggeriti, raccontandoci i tanti intrecci dei vissuti storici e personali soprattutto di Luigi XIV ma anche di altri re e regine. Del Re Sole stupisce naturalmente la sua mania di potenza e di splendore, soprattutto attraverso l’ostentazione della materialità.
 
Versailles: il cancro della Monarchia assoluta. Noi, davanti alla Reggia, un sogno concreto: verso una Nuova Specie!
Proprio durante la lunga fila di attesa di oltre due ore davanti la Reggia di Versailles, è nata da parte di Mariano una bellissima teoria sul senso della storia e della metastoria, sull’evoluzione della vita, tra il valore storico che rappresenta quel posto, come simbolo di un’economia che per quanto statica storicamente, oggi smuove analogicamente migliaia di persone. L’economia finanziaria di oggi ha radici anche nell’idea di grandezza racchiusa nella Reggia di Versailles ma a differenza di allora oggi non sappiamo dov’è. L’economia finanziaria sta diventando il nuovo Re sole, assoluto di oggi, che influenza storie, vite e culture di tutto il mondo ma non sappiamo in quale reggia sia nascosto. Perdendo il senso dell’analogico e di conseguenza del bio-organico rischiamo di perdere anche il senso dell’interezza e di conseguenza del viaggio. Da qui invece il valore del Progetto Nuova Specie, che non vuole creare cattedrali nel deserto ma che spinge verso il viaggio, la metastoria. Da qui l’importanza della ricerca dei me.me. (mediatori metastorici) che ogni etnia ha sviluppato negli anni e dell’Utero Psiché in grado come l’utero dei mammiferi di trasmettere in pochi mesi l’essenza di miliardi di anni di storia della vita. Per Mariano l’intervento sul disagio è solo una parte del progetto, un venti per cento, il resto è rappresentato proprio dalla nascita dell’Utero Psiché e dalle fondamenta basate sull’Epistemologia globale e sul Quadrimensionalismo, le sue prime intuizioni teoriche già all’età di diciotto anni. Queste profonde considerazioni emerse davanti alla Reggia di Versailles hanno segnato simbolicamente l’inizio di una nuova fase del Progetto Nuova Specie, sia per Mariano che per chi ci vorrà stare in questo affascinante viaggio metastorico. Ringraziamo Mariano per averci ancora una volta accompagnati ad andare oltre gli aspetti puramente storici e fatto intravvedere il senso di un viaggio più globale, più vicino alla vita e adatta a questo nuovo millennio.

A conclusione voglio ringraziare Cindy, per averci regalato amorevolmente la possibilità di viverci queste giornate di viaggio pienamente sapendo di essere accompagnati con devozione e maestria. A Sandra che in alcuni momenti ha saputo fare da staffetta nell’accompagnamento. Ci ha fatto piacere la leggerezza e allegria di Barbara, la sua curiosità al viaggio, alla scoperta del nuovo… Grazie a Giovanna di essersi fidata e della gioia che ci hai trasmesso quando abbiamo raggiunto gli oltre trecento metri di altezza, a Mariano per essersi fatto condurre e per averci condotto verso il nuovo, a Francesca per la sua leggerezza adolescenziale. Un grazie particolare anche a Raffaele per aver svolto la difficile funzione dell’uomo “anti-stress” e per la sua dedizione e attenzione ai particolari. Dedico ad ognuno di noi la famosa citazione di un antenato francese, Marcel Proust:

« Le véritable voyage de découverte ne consiste pas à chercher de nouveaux paysages, mais à avoir avec de nouveaux yeux ».

« Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi ».

Augurandoci, anche grazie a questo viaggio a Parigi, di continuare a viaggiare nelle proprie profondità attraverso un nuovo punto di vista.  

Raffaele e Francesca

“Le mur des Je t’aime”, 2000 – Frédéric BARON e Claire KITO

Amare è disordine… allora amiamo“!

1 Commento/i

  1. Anonimo

    Bellissimo racconto.
    Direi unico nel suo genere… Evocativo.
    Mi ha lasciato molti spunti su cui riflettere.
    In particolar modo su come la vita, in ogni suo aspetto, possa diventare un'opportunità per rafforzare il viaggio metastorico.
    Grazie di cuore.

    flavio

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