Fano (PU), sabato 1° giugno 2013. XII POMERIGGIO LETTERARIO GLOBALE. Il bozzolo e la farfalla.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia



 





DUEGIORNI MARCHIGIANA.
Primo step:
XII Pomeriggio letterario globale.
“Il bozzolo e la farfalla”.



Un sole tiepido e una frizzante brezza marina, insieme a tutti i componenti dell’Associazione alla Salute ONLUS Marche, hanno accolto a Fano sabato 1 giugno un centinaio di persone provenienti da tutta Italia in occasione del XII pomeriggio letterario globale, per ascoltare e vivere in diretta la teoria globale del Dr. Mariano Loiacono sul racconto Il bozzolo e la farfalla.

Locandina  a cura di Luca Pieroni

Scendendo nell’antica Sala Pedinotti del sotterraneo di Palazzo Martinozzi la luce cede il posto a un’oscurità misteriosa ma accogliente che ci prepara a ricollegarci ai nostri codici profondi spesso tralasciati nella frenetica vita quotidiana.

Ad attenderci, come sempre, Mariano Loiacono, che come Presidente della Fondazione Nuova Specie, ma soprattutto come uomo non nasconde fin da subito la sua difficile e sofferente situazione soggettiva nella quale si trova da circa tre mesi. Non nasconde il suo senso di solitudine e la sua delusione per essersi sentito ancora una volta solo nell’affrontare la chiusura del bozzolo Centro di Medicina Sociale, nel quale per 37 anni ha potuto portare avanti con teoria e prassi il suo Metodo alla Salute e ci invita fortemente a essere più solidali ed ad affrontare insieme i problemi e le sfide che si prospettano per far crescere la Fondazione Nuova Specie.

Partendo proprio dall’analisi globale dei problemi che si sono generati nella fase appena conclusa soprattutto dalla con-fusione del suo ruolo dentro alle realtà in cui aveva operato, Mariano ha individuato i punti su cui fare chiarezza e ci anticipa che ci saranno delle nuove linee guida e dei nuovi delegati per la Fondazione a cui sono state assegnate deleghe di competenza in vari ambiti.

In anteprima ci comunica che il prossimo corso di Epistemologia globale che si terrà a febbraio 2014 sarà organizzato dalla Marcagna e sarà tenuto insieme a lui in quanto parte “Spirito”, anche da Silvio Boldrini, simbolo della parte “Figlio” e da Barbara Loiacono, simbolo della parte “Padre/Madre” . La loro sinergia andrà a formare una metafora dell’Uno Trino nell’inedita conduzione di questo importante corso.

A Barbara viene donato da parte dell’Alsa Marche il suggestivo quadro dell’artista globale Michela Garbati “Il salto precipiziale” come metafora del salto che si sta accingendo a compiere affiancando Mariano LoiaconoSilvio Boldrini, e come augurio ad esprimere sempre più liberamente la sua specificità e di sentirsi uguale nella diversità nel rapporto con essi.



Il secondo bozzolo che si è chiuso per Mariano Loiacono dopo 25 anni è il rapporto con l’Università di Urbino per mezzo del Prof. Giuliano Piazzi, ora in pensione. Alla ricerca ma soprattutto al coraggio di compiere scelte nuove rispetto all’ambiente in cui ha operato egli ha voluto rendere onore definendolo “Il nuovo Copernico della Sociologia” nel saggio di nuova pubblicazione Nuova Specie.
Mentre il Chrònos scorre inesorabilmente quasi a ricordarci che tutto nella vita è transitorio, ci avviciniamo al cuore pulsante del pomeriggio e accompagnati da Mariano ci addentriamo oltre le semplici parole del racconto “Il bozzolo e la farfalla” per carpirne il valore vitale





 

Innanzitutto, l’esperienza di un contadino globale sa che la vita dentro il bozzolo, o bocciolo, è iniziata molto prima del momento in cui si percepisce la presenza della farfalla

 

Le fasi di passaggio sono infatti quattro

  1. nella prima l’uovo è deposto da un’altra farfalla;
  2. nella seconda, dall’uovo che si schiude nasce il bruco che per nutrirsi divora l’uovo stesso facendolo rimanere parte integrante della sua esistenza. Poi il bruco fa la “muta” per 4/5 volte, riprendendosi quindi varie parti; 
  3. la terza fase è quella della crisalide, ossia quando il bruco è maturo si fissa a un ramo o a una foglia a testa in giù, proprio come il feto nel grembo di una donna, e inizia a tessere il suo bozzolo nel quale rimarrà fino a quando diventerà un lepidottero (che significa ali a scaglie) e inizierà la sua battaglia per l’uscita;
  4. se riuscirà ad attraversare il piccolo buco passerà alla quarta fase in cui diviene una vera e propria farfalla variopinta e particolare che nella sua breve vita creerà la sua nuova discendenza.

 

 
 

È così che la farfalla compie il suo “Viaggio trasmutativo” come viene accuratamente sottotitolato da Mariano il racconto, sottolineando l’importanza del viaggio continuo e transitorio della vita che unicamente mediante le difficoltà e gli ostacoli può permetterci di crescere ed esprimere creativamente la nostra specificità.

Le fasi del processo trasmutativo della farfalla sono anche la metafora di come la terra e il cielo si fondono.

Tutte le fasi di crescita e trasformazione sono importanti e specifiche; non possono prescindere le une dalle altre e solamente un accompagnatore devoto, paziente, coraggioso, potrà aiutarci a resistere durante la permanenza nel bozzolo quando ne sentiamo l’asfissia, quando siamo esausti per gli sforzi di uscire, quando siamo delusi e preferiremmo lasciar perdere o perdere la vita stessa piuttosto che soffrire ancora.

Purtroppo invece capita di ritrovarsi degli accompagnatori casuali o frettolosi che non riescono a cogliere la profondità della vita e della storia di chi incontrano, vedono solo ciò che appare, come la punta di un iceberg, e ignorando la presenza e l’importanza di ciò che non si vede, non si sente e non si sa, non ci permettono di crescere e vorrebbero farci bruciare le tappe.

Pur  “con gesti di gentilezza” o credendo di fare il meglio per noi, si sostituiscono a noi e non ci fanno prendere la parti che ancora ci mancano per diventare farfalla o peggio ancora decidono di tappare il buco; non capiscono che il tempo che occorre alla “trasmutazione” è un inedito Kairòs e che il loro aiuto superficiale non ci permetterà di raggiungere il nostro massimo empowerment. Ci costringeranno invece a uscire dal bozzolo a loro piacimento aprendolo con il temperino e ci ritroveremo così “con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate” che non ci permetteranno mai di volare in alto nel cielo e di esprimere pienamente ciò che solo noi siamo.

Solo le difficoltà, i problemi, la fatica, gli ostacoli da superare possono farci attraversare il viaggio specifico e inedito che madre metastoria ha per noi nella sua gravidanza terrestre per farci diventare splendide, feconde e variopinte farfalle metastoriche.





Per me è stato bellissimo riconoscere in questa metafora del bozzolo e della farfalla la fase in cui mi sento di essere, la strada che ho fatto e le difficoltà che ho incontrato e sentire, neanche tanto in fondo, che il viaggio trasmutativo continua, che ci saranno altri bruchi, altre crisalidi da accompagnare e bozzoli da aprire… 

A tutti buon viaggio trasmutativo!

Margherita Citton
 

2 Commenti

  1. Graziana

    Cara sorellina Margherita,
    grazie mille per questo post pieno della tua specificità innamorata di ciò che la vita e la natura già sanno e ci possono insegnare. Leggendolo ho avuto la possibilità di tornare su diverse cose che quel pomeriggio mi avevano colpita e, come anche tu dici, di riconoscere che sono profondamente in viaggio verso l'apertura di un bozzolo ancora molto resistente. Ma le nostre farfalle intanto rafforzano e irrobustiscono le ali di cui scoprono, ogni giorno, colori nuovi e inaspettati o dimenticati…
    Grazie ancora!
    Ti voglio bene,
    Graziana.

  2. GIUSEPPE

    Brava Margherita. Purtroppo non ci son o stato mami hai fatto vivere un po l'atmosfera. Mi piace questa teoria che viene presa da osservazioni della vita. Sono sorpreso che il prossimo corso di epistemologia Mariano lo farà insieme a Silvio e Barbara. Penso di esserci perché è una bella e rischiosa novità.
    Giuseppe

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