Cinisello Balsamo (MI), domenica 17 marzo 2013. SUPERVISIONE DELL’ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE LOMBARDIA.











FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 




Prefettura di Foggia
NASCERE È DA TUTTI
GENERARSI UN’ALTRA VOLTA
È DA PERSONA DI NUOVA SPECIE
IN ESODO PER LA VITA.
SUPERVISIONE ASSOCIAZIONE
ALLA SALUTE LOMBARDIA. 


I giorno 17 marzo il sole splende ma non troppo, tra giganteschi nuvoloni scuri e minacciosi, l’aria è frizzante e ci aiuta a risveglarci da tanta fatica e poco sonno di questo tour longobardo del Dr. Loiacono.

Prima che tutti siano presenti Mariano comunica di aver trovato, a seguito della supervisione della famiglia Bulgarelli/Amadori, proposto e condiviso i nomi dei tre progetti che li  vedono coinvolti insieme ai  figli, ovvero:
  • progetto RIO (i fratelli Rachele e Ruggero) da fiume, acqua che scorre, lava e scioglie;
  • progetto GNOT (Tonino e Giovanna) dal dialetto pugliese conoscenza ma anche creazione, accompagnamento, valore per i legami parentali;
  • progetto RUAT (Coordinamento) da spirito che mette in movimento le cose.
Mariano (costipato e con tosse quasi canina) introduce la giornata ringraziando gli organizzatori di questa 6 giorni intensa di convegni, incontri, emozioni e musica, facendo una sintesi degli appuntamenti nelle province di Bergamo, Como e Valbrona, Cinisello Balsamo.

Ringraziamenti anche ai giovani che dalla Puglia sono “scesi” qui al Nord, in particolare a Gioele, Marta, la sempre presente Lara senza le e i quali non avremmo potuto godere della tecnologia necessaria, delle foto e delle registrazioni degli eventi.
Riepilogando, a Bergamo è stata una sessione, condotta dal Dr. Paolo Bonacina, molto partecipata e sentita in particolare per la presenza di operatori e pazienti del CMS dove Paolo lavora come psichiatra. In particolare il confronto con il responsabile del centro ha potuto mettere in risalto le motivazioni, gli strumenti ed i nuovi punti di vista acquisiti attraverso il Metodo alla Salute, contrapposti alla staticità ed immobilità dei cosiddetti specialisti del disagio. Questa contrapposizione, ha rilevato Mariano, non fa che allontanare in Paolo prospettive ed entusiasmo, costringendolo nei limiti ristretti di una struttura psicotica. Si potrebbe allora ipotizzare in un futuro non troppo lontano (speriamo) che lui possa liberarsi e fondare in questa città bergamasca la seconda esperienza intensiva di accoglienza alla persona, sfruttando anche le competenze di chi già c’è.

Como una realtà più piccola, che evidenzia ulteriormente il nuovo che avanza, è stata a sua volta una sorpresa: ben organizzata e presentata da Daniela/Patrizia, alias Raffaella Carrà per la serata,  che ha dimostrato in diretta la sua crescita. Ha raccontato del suo inizio da “pollicina” che neanche osava mostrarsi in pubblico perché non consapevole del proprio valore. In questa serata Mariano ha dato molto valore anche all’accompagnamento del gruppo musicale “Gli Alchechengi” alla conduzione di Gianda che ha abilmente messo insieme persone che frequentano il conservatorio musicale, pazienti del CRT di Como, e musicanti improvvisati di ogni età, razza e cultura.

A Gianda cogliendo il suo specifico valore e la sua sensibilità particolare ha voluto donare per interposta persona il libro Le sette corde della Chitarra Didattica Globale ed un segnalibro di vecchia stampa che raffigura un piede nudo in cammino  estremamente simbolico.
All’Alpe del Vicerè si è volta la supervisione della Casa dell’Alpe e un incontro a Valbrona (CO) con l’Associazione di Sana Pianta. La supervisione è stata fortemente voluta da Jasmina, giovane e determinata e ha costituito occasione iniziale per la venuta di Mariano in terra lombarda. Con le sue parole il Dr. Loiacono ha voluto dare un ulteriore stimolo per un nuovo progetto che vi abbia sede, costituito da incontri, feste, occasioni per condividere, scambiare, conoscersi e lo ha chiamato “Dal Tradimento alla Finestra di Jasmina”.

Dalla Marcagna e dal Veneto, Silvio, Michela, Vittoria, Davide, Isaia, Nadia, partendo dal loro negativo ci raccontano come sono riusciti ad avvicinarsi e qualcuno addiritura a compiere il salto precipiziale all’interno delle Associazioni alla Salute del proprio territorio. Ci hanno così offerto spunti e stimoli per la nostra rinascita, molto utili in questo momento di crisi.

Il Dr. Loiacono propone di cambiare il nome da Associazione alla Salute Lombardia in Associazione alla Salute Goliardia, spiegandoci la radice etimologica di questa parola. Goliardia è un antico termine risalente al XII secolo con cui si identificava l’ordine dei “clerici vagantes”: studenti ecclesiasti poveri, che giravano da città in citta con spirito libero, alla ricerca dei piaceri della vita, spiriti anarchici, trasgressivi, ironici che amavano stare in compagnia e amavano l’avventura. I clerici vagantes hanno poi preso il nome di goliardici dal gigante Golia per similitudine di spirito (considerato nemico di Dio come loro), ed in quanto dediti ad una vita irregolare e nomade.

Mariano  sente di dover ringraziare la Presidente Giovanna B. per essersi presa cura dei germogli  iniziali e di essere riuscita a farli crescere, tant’è che sul territorio sono nate già tre sedi con una propria specificità e caratterizzazione. Vede la possibilità di rafforzare la rete e abbattere i muri sul territorio (vedi associazione Piccoli Passi di Bergamo), di fare Crossingover, creare intrecci e relazioni con altre realtà extraregionali. Consiglia di avere dei sogni e di condividerli fortemente per poterli concretizzare. Chiede anche di sostenere Jasmina che è molto brava a sminare le situazioni particolari e di sostenerla, di sfruttare la sua forza magmatica e di canalizzarla. Ci sprona a viaggiare con i propri piedi, anche scalzi e pure sulle strade cosparse di pietre.
Ci consiglia di non rimanere inchiodati nei propri ruoli, nel vecchio, senza permetterci nuovi “parti” e di passare dalla teoria alla prassi partendo sempre da se stessi con entusiasmo e fiducia. Di fare fondo comune, che sarebbe ora.

Grazie al Trio RAG Riccardo-Amerigo e Gioele che su invito di Mariano ad essere un po’ più festaioli, ci cantano una canzone autoctona e tutto sommato metaforica…Oh mia bela madunina… e tutti ci si fa una bella risata liberatrice.
Sotto la pioggia che è ritornata insistente si conclude la supervisione e Mariano ringrazia la moglie Giovanna per la disponibilità ed elasticità dimostrate in tutto questo correre di qua e di là e chiede un riconoscimento e i ringraziamenti per sé, ai coordinatori degli incontri del “Kairòs lombardo”.
Paolo, Daniela/Patrizia e Giovanna commossi, riconoscenti, arricchiti da tanta generosità di idee, stimoli, condivisione di esperienze, lo ringraziano a nome personale e di tutti…
Concludiamo ritornando alla frase iniziale: accettiamo l’esodo come un processo della vita necessario per farci entrare in crisi e decisi e insieme abbandonare i vecchi equilibri spostandoci su strade nuove. Come sempre grazie Mariano!
Paola e Donatella

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