Caserta, mercoledì 1 maggio 2013. PRIMA SETTIMANA INTENSIVA DOPO IL PENSIONAMENTO DEL DR. MARIANO LOIACONO.

 
FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS  
Registro Persone giuridiche n. 429

Prefettura di Foggia









 

ORGANIZZATA DALLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE CON LASSOCIAZIONE ALLA SALUTE CAMPANIA
PARTE LA  SETTIMANA INTENSIVA ALL’OMBRA DEL VESUVIO….

Accoglienza e primo giorno

Un bambino nasce e si incammina lungo
un sentiero, fatto di faticose salite e gradevoli discese, di animali
pericolosi e di fiori profumati, di fredda neve e di caldo sole.
Affianco al bambino cammina una figura, più grande, che il sentiero l’ha
già percorso e che vuole accompagnare
il piccolo, spinto dall’affetto che prova per lui. Questa figura non
farebbe mai nulla di male al bambino, perché vuole solo che lui percorra
il sentiero con felicità e tranquillità
. Ci sono pochissimi
modi giusti in cui il bambino può essere accompagnato, e nessuno li
conosce, mentre i modi sbagliati sono tantissimi, e per questo motivo
cadere inconsapevolmente in errore è la cosa più facile del mondo
. Lungo
il sentiero il bambino può soffrire la salita perché non è stato preso
in braccio, può essere morso dall’animale perché si è avvicinato troppo
oppure può star male perché non è stato coperto dal freddo.
O
peggio ancora, può superare tutte queste prove  non mostrando fatica,
nascondendo i morsi o resistendo ostentatamente al freddo, credendo di
aver superato tutte le prove, fino a quando non arriva il momento in cui
i muscoli sono affaticati, il morso si è infettato e il raffreddore è
diventato polmonite
. A quel punto, la figura grande può dare
una caramella al pioppo per placare il dolore del bambino, per sedare le
sue emozioni, oppure può cercare un antidoto che vada a snocciolare
la causa in maniera molto lenta, per poter arrivare con più sicurezza
alla giusta soluzione, la tanto agognata “SALUTE”.
La settimana intensiva di Caserta, come spiegato direttamente dal Dr. Mariano Loiacono nella serata di accoglienza di martedì 30 aprile, servirà ai partecipanti per verificare ed ampliare le proprie competenze nel contesto delle situazioni psicotiche che ho metaforicamente descritto sopra. La psicosi
non è altro che l’allontanamento da se stessi e dalla vita, ossia da
quel sentiero fatto di mille cose belle e mille difficoltà che ci hanno
creato una serie di problemi, tecnicamente “sintomi”, che fino a questo
momento abbiamo il più delle volte affrontato o curato in maniera
errata.
 
Il punto nevralgico del Metodo Alla Salute, che è stato giustamente sottolineato nella serata d’apertura, è la modalità alternativa dell’affrontare determinate situazioni, ossia la partecipazione attiva ai “Gruppi alla salute” ed alle “unità didattiche
che permetteranno ai vari soggetti di aiutarsi a vicenda proprio grazie
alla struttura amplia ed aperta che caratterizza il Metodo: una rete che aiuta le persone, mettendo a disposizione dei vari vissuti una serie di teorie in continua evoluzione.
Per sottolineare quanto importante sia lo scambio comunicativo e il
mettersi a proprio agio per potersi affidare meglio agli altri
componenti del Gruppo, il Dr. Loiacono ha invitato a presentarsi molti dei ragazzi, genitori, ed accompagnatori che non conosceva, introducendo così alcune delle problematiche
diffuse nei nostri tempi in cui, il proliferarsi del disagio affrontato
in maniera quantomeno superficiale, ha dato vita ad un vero e proprio “campionario di aborti di figli bloccati”.

 
Dopo
la leggerezza della serata di accoglienza, rinfrescata da una serie di
siparietti comici che sicuramente hanno sciolto molti presenti alle
prime esperienze,
nella giornata di mercoledì 1 Maggio
si è avuto il primo affondo all’interno del Metodo, attraverso la
riproduzione allargata ed approfondita del “Gruppo alla salute” in tutti
i suoi passaggi. La spiegazione del “Graal alla salute” è servita da apripista per la giornata, che è stata programmata secondo il classico schema pensieri-comunicazioni-immersioni-teoria tipico del “Metodo”. 
Dopo la fase dei pensieri, come può spesso accadere quando alcuni simpatici componenti del gruppo che sono maggiormente sensibili ed attivi, si sono innescate una serie di dinamiche che hanno spaventato molti dei pensieri, salvo essere riprese
e spiegate dagli abili conduttori che sono stati in grado di
raccogliere tutto il necessario per poter fare teoria alla fine
Dopo le sensazioni ed impressioni causate dalle dinamiche, dalle comunicazioni e dalle immersioni, nel pomeriggio è stato giustamente dato ampio spazio alla teoria ed alla raccolta degli elementi necessari per chiudere la giornata con un sostanziale rafforzamento del fondo comune, principio fondamentale per la buona riuscita di ogni “Gruppo” che si rispetti.
 
Il titolo scelto per la teoria è stato “Segnali non accettati, danni di vita causati”,
che reputo il miglior titolo possibile, soprattutto nella prima
giornata di un intensiva. Innanzitutto l’importanza data alla parola “segnale”, ossia
l’unico ponte comunicativo profondo che si può instaurare all’interno
di una famiglia, a meno che questa non sia stata illuminata dalla grazia
divina. Percepire un segnale non è impossibile, più difficile è
accettarlo, soprattutto se il genitore viene da una famiglia e da una
società in cui chi comunicava i propri sentimenti veniva arrestato,
metaforicamente e non.
Ancor più importante l’uso del verbo “causare”. Causa è molto diverso da “colpa”.
Spesso vedo genitori stizziti o distrutti dal fatto che i loro vuoti
interiori hanno caricato di disagi i figli, ma reputo questi sentimenti
inutili. Nessuno deve farsi una colpa, perché è
stato un rapporto causa-effetto del tutto inconsapevole, poiché
ingranaggio di un meccanismo inevitabile se non si hanno alcuni elementi
come quelli proposti dal “Metodo alla Salute”
. Tutte le storie, grossomodo, erano le varie sfumature di questo concetto composto dal binomio segnale-causa, che sono sicuro sarà un tema principale anche nelle prossime giornate.
Spero
che questa settimana intensiva faccia luce su alcuni lati oscuri della
vita di molti, e sono convinto che la luce arriverà. D’altronde siamo
vicino Napoli, quindi….ha da passa’ a nuttata.

Alessio Amato

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