Caserta, giovedì 2 maggio 2013. PRIMA SETTIMANA INTENSIVA A CASERTA. Secondo giorno.



FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia
PRIMA SETTIMANA INTENSIVA
DOPO IL PENSIONAMENTO
DEL DR. LOIACONO.
SECONDO GIORNO. 

Il gelo più intenso si percepisce ancora prima del risveglio

Anche questa giornata è stata intensa e ricca di immersioni le quale ci hanno fatto vedere che in molti siamo ad essere congelati. Il ghiaccio si scioglie lento, questo gelo ci pesa di più nel momento in cui siamo agli albori del risveglio, come una partoriente, il momento più doloroso per lei è proprio quando sta per partorire, quando la nuova vita sta per venire al mondo. Il gelo è come un blocco, come un qualcosa che ci impedisce di metterci in viaggio. Il gelo blocca le nostre emozioni, esso conserva ma brucia.


Tutti noi, appena nati, veniamo al mondo con una nostra specificità che a volte non viene colta. Al figlio viene imposto uno stile di vita che spesso non corrisponde alle sue reali esigenze di vita e aspirazioni, questo lo abbiamo visto grazie a Ludovica, la figlia di Daniela e Carmine, che pur di mantenere un equilibrio nella sua parte bambina. A volte ghiacciarsi ci serve a non sentire troppo forte il dolore per il desiderio che invece avremmo di sentire il calore perché il ghiaccio per sciogliersi ha bisogno del sole. Per fare il passaggio ci vuole il sole.

Abbiamo capito che le parole non bastano; questo è il caso di Pierpaolo. Spesso per sciogliere una persona bloccata con il proprio corpo è necessario assolutamente il contatto fisico, durante la sua dinamica abbiamo tutti percepito il suo grande desiderio di essere accolto e toccato pur dimostrando la sua sfiducia nei confronti dell’esterno. Anche quella di Marcello è una situazione ghiacciata. Le parole con lui non hanno nessuna efficacia, la maniera più diretta per interagire con lui per quello di passare attraverso il corpo. Man mano che il giaccio si scioglie si cominciano a provare i propri intensi dolori. Per fare il passaggio bisogno attraversare la sofferenza, quella che parte dal profondo e che ci spinge a metterci in viaggio.

Ci ha colpito molto Irene, la mamma di Nicola, la quale ha affermato più volte che la sua vita è stata priva di sofferenza. Quando uno è ghiacciato non riesce a vedere cosa c’è dentro. Mila, pure frequentando il Metodo alla Salute da tanti anni, è riuscita a far emergere tagli sempre più profondi che l’hanno riportato al suo passato rapporto di coppia, in particolare al fatto che lei non riesce ancora ad elaborare il lutto del marito. Alla fine si è sciolta in un pianto liberatorio.

Ci siamo accorti che nelle famiglie dove ci sono i cosiddetti “psicotici”, a pagare il prezzo più alto sono i fratelli e le sorelle. Questo è il caso di Giuseppe il fratello di Salvatore e Michela, la sorella di Davide, entrambi chiusi e congelati dalla loro rabbia per essere stati figli non visti.


Molto interessante è stata la teoria fatta da Raffaele, il quale ha detto che per riprendere il cammino dobbiamo ritornare alla ciclicità della vita. Siamo in un buio dove manca la ciclicità ma se fossimo legati agli antenati come il sole per esempio, non avremmo paura di mettere in dinamica gli opposti. Noi nella nostra vita vorremmo solo il giorno e non ci abbandoniamo al fatto che esiste anche la notte. Prima dell’alba si deve creare il buio più profondo. Infatti prima dell’aurora, dobbiamo attraversare il punto di massima oscurità; è solo durante l’alba che riusciamo a vedere la prima luce che ci dà il senso della speranza. Noi l’alba non riusciamo a percepirla, pretendiamo la luce vivendo nelle tenebre; non sappiamo aspettare, difficilmente vediamo il cambiamento degli altri. Questo ci fa pensare all’unità didattica del Communitometro. Il momento più buio è rappresentato dall’anello diabolico. E’ solo grazie a questo che possiamo fare il salto precipiziale e riuscire a vedere la prima luce.


Claudia e Alessandro

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