Ancona-Marcagna, sabato 20 aprile 2013. SUPERVISIONE DI CINDY.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 














Prefettura di Foggia








SOPRAVVIVE CHI 
VIENE VISTO DAGLI ALTRI…
VIVE SOLO CHI 
VIENE SOGNATO DAGLI ALTRI.

 



La terra si lavora con il bel tempo.
E Cindy, dopo tanto e faticoso lavoro su se stessa, ci mostra come sia importante fare il punto della situazione ora che le piogge battenti dell’emergenza sono un ricordo del passato e una promessa per il futuro. 

Ora, che tutti facciamo un po’ difficoltà ad individuare per lei una prospettiva anche se guardiamo da sopra, è più feconda la sua terra. Non c’è la siccità degli imprevisti, veri e/o autocostruiti, ad inaridire la sua terra e a renderla una crosta secca e non lavorabile. E anche questa volta Cindy ci insegna che il momento migliore per accogliere le sementi dagli altri è quando il proprio terreno è tranquillo e ben lavorato.


 

Certo per le venticinque persone accorse da tutta la Marcagna (Marche-Emilia Romagna) è più difficile vedere in una normalità senza grandi squilibri persistenti, come pozze di disperazione che marciscono il terreno o ettari di terra incrostati dalla solitudine eteroreferenziale. Però nella sua onestà emotiva e determinazione metastorica, Cindy ci fa dono anche di questa Supervisione aperta dove tutti i presenti hanno parlato e dove molti assenti hanno contribuito via mail.

Ciò che si può riassumere è l’intenso percorso che Cindy ha fatto in questi anni, testimoniato dai tanti che hanno guardato occhi negli occhi una donna dea della luna” che anche nei momenti più bui non ha smarrito la strada ed ha continuato, a sua insaputa, a fare luce crescente-calante lì dal cielo ai tanti naviganti di Nuova Specie  che hanno avuto la fortuna di conoscerla.
 

Ciò che non si può riassumere è l’energia che è scaturita da questo incontro  SARVASico dove si sono sentite suonare tutte le note della Home Life.
Ma andiamo per gradi…

Alcuni anni fa Cindy era quasi sommersa dalle onde. La pioggia del suo diluvio universale aveva coperto gran parte della sua terra interiore. E lei è rimasta per anni aggrappata ad uno scoglio per non affogare. E più rimaneva aggrappata allo scoglio tagliente, più le unghie si strappavano dalla carne e le braccia si ferivano, le ginocchia si squarciavano e i polmoni si riempivano dell’acqua delle sue lacrime in tempesta. Questo era il FINTO MASCHILE a cui si aggrappava per non soccombere. L’aggressività di una fiera ferita e rinchiusa all’angolo da un esterno privo di amore e da un interno ancora più arido. Feroce e carnefice verso se stessa più di quanto non fosse l’esterno.

Poi Mariano le ha indicato il sole dentro di lei, e Cindy ha avuto la determinazione e l’onesta di guardarlo dritto negli occhi. E il sole ha contraccambiato lo sguardo. E le acque delle sue lacrime profonde hanno cominciato ad asciugarsi. Con estremo dolore l’acqua ha iniziato a svelare tutti i tagli e le ferite che il corpo e l’anima di Cindy hanno subito per rimanere autoincatenata a quell’unico scoglio rimasto. E, meraviglia delle meraviglie, con il ritrarsi delle acque Cindy ha scoperto quella terra fertile che è dentro di sé. Poi ci sono anche stati momenti in cui il desiderio del sole e la paura di rimanerne senza l’hanno portata alla siccità. Ad incrostare le distese vallate della sua isola. E sotto il sole cocente, con la schiena curva e le braccia doloranti, Cindy ha cominciato ad intravedere prima e a costruire poi, il suo stesso porto. Un porto senza più acqua.

E poi è tornata la stagione delle piogge torrenziali che ha spazzato via con dolore alcuni lavori in corso ed ha sommerso di nuovo parte del porto. Ma Cindy, accompagnata da chi l’ha vista sognata e portata nel cuore, non ha ceduto al canto delle sirene e non ha abbandonato il sogno-progetto della sua stessa vita.
E poi, di nuovo il sole cocente e il lavoro sui campi.
E poi, di nuovo la pioggia inclemente delle sue lacrime.
E poi, ancora il sole inarrestabile.
E poi, di nuovo…

 

Ecco nascere, dall’alternanza delle dilatazioni e contrazioni della sua anima, il BUON FEMMINILE di Cindy. Un femminile sufficientemente buono verso gli altri, ma prima ancora verso se stessa. Perché solo chi ha già bevuto alla fonte della disperazione ha di che dissetare gli altri. Solo chi lavora costantemente su  se stesso può accompagnare devotamente gli altri.

Infine, e lo ricordo come fosse ieri, il Rito di passaggio per i suoi trent’anni, dove Cindy ha festeggiato il suo essere coppia. Il suo matrimonio con se stessa. Il matrimonio “orgiastico” di tutte le sue parti, di tutti i colori del suo infinito arcobaleno interiore. Non più solo femminile e maschile (o aspiranti tali) ma tutti i colori che si sono mescolati dentro di sé e hanno dato vita ad altri colori sempre più nuovi e sempre più appartenenti a Cindy. A quella Cindy vera e profonda che ad ogni pennellata ha mostrato se stessa con un BUON vero MASCHILE sempre crescente.

Ed ora siamo qui a riconoscere a Cindy tutto quello che ha costruito col pianto e lo stridor di denti. Siamo qui a mostrarle la bellezza di questo porto sicuro ben rifinito e intarsiato che lei ancora vede come poco più di uno scoglio. A mostrarle le distese dei campi dorati che una volta erano sommersi dal mare di dolore e che ora, spiga per spiga, ondeggiano al suo vento metastorico e sotto il sole benevolo che brilla dentro se stessa. A mostrarle tutte le miriadi di sfaccettature, e ce ne sono molte altre che ancora noi non siamo in grado di vedere, della pietra preziosa che brilla dentro di lei. 

Ora è il tempo di prendere il coraggio e di usare lo splendido porto che ha costruito a partire da sé e dalle sue profondità, sia per salpare sul mare della vita e andare a visitare gli altri porti, ma anche per cominciare ad accogliere nel suo porto gli altri naviganti. 

Ancora Cindy crede che si tratti di un piccolo scoglio inospitale, ma forse è perché i suoi occhi sono rimati abbagliati dal sole che l’ha salvata e non riesce ancora a mettere bene a fuoco tutto quello che ha costruito nella sua isola.
Arriveranno altre tempeste.
Tornerà anche la siccità.
 

Ma Cindy ora si è attrezzata con un porto solido e con un pozzo d’acqua dolce che pesca direttamente dal suo METASTORICO.

Ora Cindy sa che lei è ciò che soltanto lei è. E il suo valore non è in discussione per nessuno di coloro che hanno sognato Cindy per quella che lei, forse, ancora fa un po’ fatica a riconoscersi. 

Ormai non c’è più modo per lei di tornare indietro. Ormai fa parte dei sogni individuali di molti e del sogno collettivo di Nuova Specie. Ormai Cindy ha provato in profondità l’emozione di sentirsi sognata da qualcuno, di essere il sogno di qualcuno che la ama a tal punto da sognarla.

Ti auguro, un giorno, di svegliarti alla mattina e di sentirti che tu hai sognato te stessa per lo SPETTACOLO che solo tu sei. Allora, davanti allo specchio ti chiederai: “Questa mattina quanto mi fido di me stessa?” e la risposta finalmente sarà: “Quel tanto che basta per godermi l’INEDITO di questa nuova giornata che aspetta soltanto ME!

Ti voglio bene,
Federico

9 Commenti

  1. Unknown

    Caro Federico e cara Cindy vi ringrazio vi ho conosciuti in momenti diversi Cindy al mio primo gruppo nel dicembre 2008 e Federico da poco più di due anni ora questo scambio avvenuto in occasione della supervisione e risanante poichè testimonia un successo una positiva prospettiva per chi su certe parti non ci ha lavorato ancora abbastanza mostrarlo poi in questo modo dal "Leopardico Federico" lo trovo devoto per tutti poichè l'inno alla speranza è ristabilizzante anche se lontano! Naima

  2. Unknown

    Caro Federico e cara Cindy vi ringrazio vi ho conosciuti in momenti diversi Cindy al mio primo gruppo nel dicembre 2008 e Federico da poco più di due anni ora questo scambio avvenuto in occasione della supervisione e risanante poichè testimonia un successo una positiva prospettiva per chi su certe parti non ci ha lavorato ancora abbastanza mostrarlo poi in questo modo dal "Leopardico Federico" lo trovo devoto per tutti poichè l'inno alla speranza è ristabilizzante anche se lontano! Naima

  3. Giovanni

    Tutti dicono bene di Federico ma nessuno se lo piglia. Non è che ci vuoi provare tu, Cindy? Ovviamente, patteggia bene e preservati. Non si può mai sapere.
    Giovanni

  4. Anonimo

    Grazie Federico, leggerti è emozionante… Un abbraccio Victoria

  5. Anonimo

    Caro Federico, le parole che hai sporcato con le tue emozioni profonde si sono trasformate in pura poesia…Grazie. Marghe

  6. Giuseppina Mastrangelo

    Cara Cindy e caro Federico vi ringrazio per averci donato questa bella pagina di Storia e Metastoria che danzano insieme…. Vi voglio bene!

  7. Unknown

    Caro Federico,

    hai una specificità davvero bella e una sensibilità molto raffinata, te l'ho già detto… Ma ci tenevo a scrivertelo ancora perché non mi stanco di dirtelo e perché mi hai fatto proprio un bel dono, scrivendo questo post poetico.

    Ti voglio tanto bene,

    Cindy

  8. Daniela

    ti ringrazio Federico per questo scritto di poesia
    le tue doti sono espresse in questo scritto
    un abbraccio Daniela

  9. Silvio Boldrini

    Caro Federico,
    hai scritto un post unico come te.
    un bacio
    Silvio

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

FACEBOOK

5x1000-Fondazione Nuova Specie