Troia, martedì 8 gennaio 2013. TERZA GIORNATA DEL PROGETTO “LA FINESTRA DI BABICH”.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS


Presidente Dr. Mariano Loiacono

 
TERZA GIORNATA :
“ALLA FINESTRA DI BABICH SI AFFACCIANO BAMBINE, 
ADOLESCENTI O ADULTE”?

Anche oggi, martedì 8 gennaio 2013, inauguriamo il terzo giorno del nostro progetto “La Finestra di Babich” con esercizi proposti da Grazia: è piacevole sgranchire, risvegliare gradualmente le singole parti del corpo con massaggi ad hoc, effettuati anche a coppia.

Poi la nostra giornata di lavoro condotta da Giovanna, coadiuvata da Lara ed Annamaria, ha inizio con l’ascolto dello stato-quiete di ciascuna: emerge così la difficoltà per molte ad autorizzarci a dire o fare ciò che sentiamo per la paura di sbagliare e/o per la sfiducia in noi stesse.
Pian piano questa fase iniziale delle comunicazioni in maniera naturale sfocia nell’immersione di Angela, il cui malessere è stato evidente fin dal primo giorno: chiede aiuto a Pina e a Dina, a cui rimprovera di essere e di fare “la brava” sempre e comunque, efficiente, iperattiva, impegnatissima com’è nel suo ruolo di “madre” di tutti, di presidente dell’ Associazione Koilos.
La sorella si ribella a questa etichetta, ammette di avere, come tutti, limiti e difetti, dichiara di voler esserci come persona accanto ad Angela e piange, inizialmente di rabbia.
Il suo pianto pian piano si trasforma in singulti sempre più profondi, che la scuotono e le spezzano la voce e diviene antico, espressione di un dolore atavico anch’ esso: ora è una bimba addolorata, sofferente, che desidera ardentemente anche solo una carezza da una “madre”, che non può e non sa che stringerle la mano, una bimba che ha paura, si vergogna di una pagella deludente, di un insuccesso scolastico…

La pausa del primo pomeriggio è resa inedita da Marta, che ancora sofferente per la tosse e il mal di stomaco, scende a pianoterra e si stende sul divano: ben presto manifesta il suo disagio di giovane donna a vivere un progetto per lo più di e per “adulte” e la sua volontà di andarsene.
Lara ed Annamaria la invitano a ripensarci, a provare a starci e Marta, che troppo spesso ha dovuto fare la “madre”, l’adulta di se stessa, va indietro nel tempo, si immerge in un passato molto doloroso di bambina ed adolescente inesorabilmente sola.
Giovanna le si avvicina, l’abbraccia e la coccola…Cosa fare ora: cambiare stanza o attraversare il dolore di tante “madri” presenti, che non “sentono” i propri figli?che hanno avuto paura di accogliere quella figlia così tormentata, inquieta ed inquietante?
Lara, incalzata in qualche modo da Paola, propone la seconda soluzione che da subito si rivela “vincente”, in quanto spalanca le bocche del vulcano: Daniela, Paola, Giovanna, Pina si confessano…
Tutti hanno avuto ed hanno ancora paura di abbracciare i propri figli, in quanto si sentono in colpa verso di loro per gli inevitabili “errori” commessi, pur senza rendersene conto, perché non vorrebbero guardare in faccia il negativo, che essi sbattono loro in faccia, perché li amano profondamente, ma sentono questo amore come una grave colpa, soprattutto quando essi sono ormai uomini o si avviano ad esserlo.
Le dinamiche si susseguono l’una dopo l’altra, l’una naturalmente “tirata” dall’altra: il dolore è profondo, palpabile, di una intensità quasi insopportabile, poiché queste donne hanno ora la consapevolezza di non essere mai state adulte, che vuol dire etimologicamente cresciute (dal verbo “adolesco”= cresco, vado verso l’intero), ma ancora bambina frantumata, tagliata, costretta a rinunciare al corpo e alle emozioni.

Eppure proprio queste dinamiche “guariscono” Marta.
Anche l’esterno ora può entrare in questo consesso di donne, ora un po’ meno “sfracanate”, senz’altro più consapevoli: arrivano così Giancarlo, Lucia, Vittoria e la cagnolina Bianca, che non tarda a sentire la devozione dell’utero della Domus e ad acclimatarsi festosamente.
Giovanna si ricorda che manca il pane e si affretta ad uscire: solo a metà corso si accorge di avere ai piedi vistose ed inequivocabili ciabatte turchesi.
Concludiamo anche questa seconda giornata con il bilancio, in cui plaudiamo alla sensibilità, competenza ed abilità delle tre conduttrici.

Paola Selleri

3 Commenti

  1. Unknown

    Caro Silvio,
    sento che hai colto pienamente uno degli aspetti più profondi di questo progetto al femminile, che non è solo delle donne e per le donne, ma che è un' esperienza globale di crescita e di confronto per un nuovo scambio ed una nuova fiducia sia tra femminile e maschile, sia tra donne e uomini figli, mariti, fratelli, amici.
    Ti voglio bene ed è sempre un piacere leggere i tuoi pensieri.
    Marta

  2. Silvio Boldrini

    Carissime donne del progetto Babich,
    sto leggendo i post e voglio esprimervi la mia vicinanza per il coraggioso viaggio che state facendo.
    E' bello sentire come vi state accompagnando alla pari al di là dei ruoli, l'età e i legami che avete.
    Per me è bello perché come figlio maschio ho dovuto lavorare molto per distinguermi da mia madre, per cui sentire che altre donne e madri desiderano crescere lo riconosco come una speranza anche per i maschi come me che sono arrivati a non fidarsi più delle donne.
    Credo che l'8 Gennaio, giorno dell'anniversario di San Daniele Silvetto il diavoletto, ha dato il suo contributo per spingere il progetto Babich più in profondità.
    Benedico l'insieme femminile-maschile di ognuna di voi e buon continuazione del vostro viaggio.
    Un bacio
    Silvio

  3. Silvio Boldrini

    Carissime donne del progetto Babich,
    sto leggendo i post e voglio esprimervi la mia vicinanza per il coraggioso viaggio che state facendo.
    E' bello sentire come vi state accompagnando alla pari al di là dei ruoli, l'età e i legami che avete.
    Per me è bello perché come figlio maschio ho dovuto lavorare molto per distinguermi da mia madre, per cui sentire che altre donne e madri desiderano crescere lo riconosco come una speranza anche per i maschi come me che sono arrivati a non fidarsi più delle donne.
    Credo che l'8 Gennaio, giorno dell'anniversario di San Daniele Silvetto il diavoletto, ha dato il suo contributo per spingere il progetto Babich più in profondità.
    Benedico l'insieme femminile-maschile di ognuna di voi e buon continuazione del vostro viaggio.
    Un bacio
    Silvio

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