Troia (FG), giovedì 10 gennaio 2013. PROGETTO LA FINESTRA DI BABICH. Bilancio intermerdio.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS


Presidente Dr. Mariano Loiacono

PROGETTO 

“LA FINESTRA DI BABICH”,
 DAL “COME ERO” AL ” COME SONO” E VERSO “COSA VOGLIO”.

Finalmente dopo quattro giorni di intenso lavoro, la mattina del giovedì è dedicata al tempo libero, anche in previsione del bilancio pomeridiano con Mariano.
Chi si dedica alla cucina, chi esce per passeggiare, chi si riposa.
Dopo un pranzo succulento ci siamo incontrate perché Giovanna voleva illustrarci come procedere nei giorni restanti; mentre i primi giorni sono stati caratterizzati dal “come ero” i successivi andranno dal “ come sono” verso “ cosa voglio”.
Tutto questo motivato dal fatto che questo progetto ha come obbiettivo quello di fare un passo verso l’ adultità , o la crescita di parti che sono ancora ferme o ingabbiate, per spingerci a riconoscere la metastoria.


Dopo giornate solo al femminile, arriva Mariano, un uomo… e che uomo!
Mariano inizia il bilancio con la lettura di un brano del Vangelo, prima lettera ai Corinzi di Paolo di Tarso, un autore molto “caro” alle donne…
Dopo aver ascoltato lo stato quiete delle 13 donne ha cominciato a prendere in esame i vari aspetti di questo progetto facendo teoria.
Il progetto “La finestra di Babich” è un progetto al femminile, in cui le donne fanno strada dove gli altri ancora non arrivano.
Mariano ci ha fatto vedere che la modalità  scelta per questo  progetto è quella  più difficile, cioè tutta al femminile, aperta all’ inedito e pronta ad accogliere  tutto quello che la vita  propone, sia il positivo che il negativo.
I progetti al maschile sono invece quelli che programmano tutto senza lasciare niente all’inedito.
La nostra vita ci è stata costruita senza rispondere alle nostre più profonde esigenze e ai nostri bisogni e tutto ciò ci ha portato a vivere rispondendo a bisogni che non sono i nostri, ma quelli che ci fa riconoscere un mondo esterno che è sempre più una rappresentazione della vita, che sono gli altri a indurci.

Il luogo scelto per vivere il progetto è un altro elemento importante perché la Domus è una della prime case devote all’accoglienza delle persone in trattamento, ma prima ancora è la casa in cui Giovanna ha trascorso tutta la sua vita prima di uscirne col matrimonio.

Inoltre ha evidenziato come questi progetti possono aiutare a creare progetti anche regionali in cui le persone che hanno già fatto esperienza potranno costruire opportunità ad altre donne di sperimentare esperienze simili, ma sempre differenti perché ogni progetto si immerge in vite sempre diverse, ma uguali nella diversità.
Mariano ha dato a ciascuna di noi indicazioni sul nostro stato quiete dando a tutte una visione molto centrata sulla nostra  possibile crescita.
Nonostante i nostri dubbi e paure sulla nostra capacità di accogliere e stare in questo progetto, Mariano ci ha dato il valore che abbiamo avuto in quello che abbiamo fatto.
Si può sempre crescere e migliorare su tutti i piani della nostra vita, ma intanto possiamo dire che siamo state  brave.
La serata si è conclusa con una ricca cena  in onore del nostro ospite e nostra .

Giovanna  e Daniela

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