Troia, domenica 6 gennaio 2013. PRIMA GIORNATA DEL II PROGETTO LA FINESTRA DI BABICH.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS


Presidente Dr. Mariano Loiacono

 
PRIMA GIORNATA  
DEL II PROGETTO 
“LA FINESTRA DI BABICH”,
 TUTTO AL FEMMINILE.

Si apre il sipario sulla stanza a piano terra della Domus di Troia: sono le 18 del 06 gennaio 2013 e tredici donne sono raccolte in cerchio, accanto ad una tavola che per l’occasione è stata ricoperta, con tanto di bigliettino d’auguri, di dolci natalizi e frutta dalle tre fatine Marilisa, Elena e Ivana, che con amore e generosità li hanno preparati. Illuminate dal fuoco crepitante del camino, le tredici donne, così diverse per età, animo e storie, si preparano a raccontarsi e ad abbandonarsi all’inedito che la vita offrirà loro nei prossimi sette giorni. 

E’ la seconda edizione del progetto tutto al femminile “La Finestra di Babich”, e inizia proprio il giorno dell’Epifania, legata a due profondi archetipi della vita: la Stella Cometa e i Re Magi. Come Giovanna ricorda, la stella è l’antenato più antico del viaggio della vita e della sua trasmutazione: noi tutti e il nostro pianeta siamo nati dalla polvere di stelle. Quando la vita non viene rispettata, perché allontanata dal suo antico viaggio, sente forte la mancanza di questi antenati e nasce un intenso “desiderio” (dal latino “de” allontanarsi, “sidera” stelle) della loro presenza. E’ qui che le stelle comete si fanno vedere, per indicare a chi le vede che la vita soffre e necessita di un cambiamento: di notte la loro luce può mitigare le tenebre e guidare i passi di chi è in attesa di una nuova nascita e ne sta cercando il luogo. 
Tuttavia il segnale della Stella Cometa è molto debole e dal significato incerto, e richiede, per essere colto, che sia stato avvertito l’allontanamento della vita dalla sua profondità, si sia provato lo struggente desiderio di trovare il segnale stellare e ci si sia messi in condizione di decodificare quel segnale incerto seguendolo notte dopo notte finché non si arriva al luogo dov’è “nato il bambino”. Per questo la Stella Cometa si fa vedere e parla solo ai Magi, cioè a coloro che sono attratti dalla trasmutazione che è parte della vita, e che sono in grado di cogliere il magico che c’è oltre la sola luce della ragione. Nutrendo desideri profondi, essi scrutano attentamente e in completa solitudine il firmamento alla ricerca di segnali stellari, cercando di interpretarne il significato, e in base a questo, decidono a proprio rischio se mettersi o no in cammino: un cammino in cui solo chi persevera potrà approdare a nuove fasi del viaggio, sino ad arrivare alla terra natale dove verificare che una nascita è avvenuta.

Le tredici donne in viaggio a partire da questo giorno di Epifania sono: Giovanna Velluto, Annamaria Coppolillo, Angela Quarticelli, Dina Quarticelli, Pina Pitta, Daniela Marcobelli, Marina Mangiulli, Marta Prossimo, Lara Procaccini, Rosanna D’Errico, Paola Selleri, Stefania Parabita e Grazia Pietroforte.
Tutto inizia con un rito in cui le tredici donne sono invitate da Giovanna a scrivere su un foglietto che cosa di sé e della loro vita vogliono e si impegnano a buttare via. Ognuna procede poi col leggere ciò che ha scritto, descrivendo il proprio stato quiete e parlando delle aspettative che ha sul progetto che si appresta a vivere. L’atmosfera è calda, accogliente, e questo aiuta le tredici donne ad immergersi e a parlare di sé con sincerità, senza maschere. C’è in tutte la voglia di buttare via il negativo, nelle sue innumerevoli facce, che finora le ha condizionate nella vita, tramutandolo in Spirito creatore, in forza positiva che permette di diventare stelle in grado di illuminare sé e gli altri.  
Le aspettative sul Progetto? In molte non ne hanno, desiderose di vedere cosa spontaneamente accadrà nei giorni a seguire; per altre è la prima volta che lo vivono né sanno cosa è accaduto nel precedente, per cui semplicemente si affidano alla vita. Chi ha già partecipato alla prima edizione, fa riferimento a quanto allora vissuto, alla potenza dell’energia condivisa, al positivo, tanto, che c’è stato, ma anche al negativo che pure non è mancato, e a quanto di nuovo e importante per la crescita e la vita si è tratto da questo. Giovanna invita tutte a vivere questa nuova esperienza appena iniziata in pieno contatto con le proprie profondità e con sincero spirito di accoglienza verso sé e le altre. Il rito si conclude con il momento in cui ognuna brucia nel fuoco il proprio foglietto, e con questo tutte le cose che vuol perdere e lasciare andar via definitivamente, davanti alla sola luce del camino e delle poche candele accese. E’ un momento molto intimo, sacro, come sacri sono i cambiamenti che la vita ci spinge a fare nel lungo viaggio che la caratterizza.


Terminata questa fase, le pance anche in senso fisico e non solo metastorico reclamano nutrimento: Annamaria si offre così per preparare la cena, e in quattro e quattr’otto un’ottima polenta taragna con lenticchie, che accontenta anche le vegane, arriva in tavola, dove si sprigiona una piacevole energia tutta al femminile tra chiacchiere e risate.
La conclusione della serata? E’ sul belvedere di Troia, a pochi passi dalla Domus, dove dieci delle tredici donne si raccolgono intorno ad una lampada dei desideri per farla volare e portare lontano nel cielo ciò che ognuna custodisce nel proprio cuore. Tuttavia la metastoria, attraverso il forte e gelido vento che soffia su Troia, impedisce il decollo della lampada..ma le donne, imperterrite, non si lasciano scoraggiare, e interpretano il segno come un ostacolo, una prova da cui non lasciarsi fermare, da affrontare, e accendono tante stelle filanti che colorano di vivaci sprazzi d’oro la buia notte troiana, pronte a lasciarsi andare ognuna al proprio sonno-sogno.
Marina

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