Troia (FG), venerdì 11 gennaio 2013. II PROGETTO “LA FINESTRA DI BABICH”. QUINTO GIORNO.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS


Presidente Dr. Mariano Loiacono
PROGETTO 
“LA FINESTRA DI BABICH”,
 QUINTO GIORNO:
“SONO UN PECCATO 
VERSO LO SPIRITO?”

Stamattina, come tutte le mattine, mi sveglio a fatica con nessuna voglia di cominciare la giornata; avrei voglia di restare nel letto con gli occhi chiusi e la testa annullata nelle profondità del mio sonno/sogno. Ma l’impegno preso verso le compagne mi fa alzare e scendere al piano di sotto per cominciare questa quinta giornata del progetto La finestra di Babich.
Cominciamo con gli esercizi per risvegliare il corpo, esercizi che per due giorni non avevamo fatto perché non me la sentivo di condurli.
Dopo la colazione ci ritroviamo tutte e sento che l’utero si ricompone per accogliere nuovi embrioni e accompagnare nuove dinamiche che sono pronte per prendere forma.
La prima ad immergersi è Annamaria che racconta i suoi vissuti di bambina non vista, nata da un “non amore” che, come molte di noi, ha dovuto fare da madre ad una mamma/bambina insoddisfatta della sua vita e chiusa all’amore verso una figlia che chiedeva solo di essere voluta e accettata per quello che solo lei è.
Sentiamo che il dolore che si è risvegliato è grande, profondo, antico e che ha bisogno di esprimersi un po’ alla volta perché la sua potenza fa ancora paura.
Da questa dinamica viene coinvolta in modo particolare Daniela che comincia a mostrare la sua insofferenza attraverso dei movimenti del corpo che vogliono dire che è  pronta ad immergersi a sua volta nelle sue profondità; Daniela fa molta fatica perché si sente ancora sospesa tra la figlia delusa e arrabbiata e la brava bambina che deve ancora proteggere e difendere la madre. Prova ad esprimere la sua rabbia ma si ferma quasi subito, ed ogni volta, con grande amore per lei e per ogni bambina delusa che ognuna di noi è, l’aiutiamo a non fermarsi a non arrendersi ed a non avere paura perché se non riesce a liberarsene si ritroverà ancora una volta sospesa; al termine di questa lunga e faticosa dinamica Daniela si lascia andare tra le braccia di Marina in un lungo pianto liberatorio per se e per la stessa Marina.
Sono provata anch’io per essere stata vicino a Daniela nella sua immersione e nella sua travagliata dinamica e credo che per oggi possa bastare ma non è così: Angela vede Rosanna che nel suo angolo piange per Daniela e le si avvicina incitandola a mettere fuori il suo dolore, ad esprimere la sua rabbia, a comunicarci i suoi desideri e anche questa volta mi sento di coinvolgermi, non so in quale momento mi inserisco, so solo che intervengo con lei a partire da me senza pensare se faccio bene o faccio male, sono coinvolta con tutti i miei codici e sento che è buono per lei ma sento che è molto buono anche per me.
Al termine mi allontano per un po’ e quando torno trovo Annamaria, Daniela e Rosanna abbracciate tra loro con un contatto di corpi scoperti che accompagnate dalla musica e da parole che toccano corde profonde, lentamente si accarezzano e si contengono; mi guardo intorno e non vedo più bambine disperate che si lasciano cullare da madri altrettanto deluse, ma donne che alla pari si accolgono e si accompagnano in un sentimento di sorellanza. Giovanna mi abbraccia e non la sento madre ma sorella, Angela abbraccia e tiene la mano a Dina, Marina e Paola abbracciate sull’altro divano, Stefania ai piedi delle tre sorelle abbandonate sul pavimento, Pina che si unisce a me e Giovanna….la mia mente matematica ritorna attiva e mentre conta si rende conto che ne mancano due: sono Lara e Marta che sono in cucina a preparare il pranzo per tutte le altre.
Siamo risalite dalla profondità in cui siamo andate ad affacciarci e durante il pranzo ci scambiamo in modo molto leggero e giocoso le prime impressioni della mattinata, l’atmosfera ritorna leggera, ridiamo molto e ci prendiamo in giro l’una con l’altra facendoci anche molti complimenti su come siamo state “forti” nelle varie dinamiche.
Non c’è più frutta, non c’è più il pandoro, è finito persino il caffè, non mi resta che stendermi sul divano e godermi un meritato riposo; il risveglio è profumatissimo: Stefania ha fatto i biscotti e ce li offre per merenda ma il caffè ancora non c’è, qualcuna è uscita e l’ha preso al bar ma io ne faccio a meno, mi gusto i biscotti e bevo l’acqua.
Alla ripresa proviamo a fare teoria cercando di utilizzare le unità didattiche; comincia Marta aiutandosi con l’unità di crisi, dicendo che quello che stiamo facendo ancora sono le prime due fasi e cioè: mi separo e mi distinguo, facciamo ancora molta fatica a procedere con il DECIDO in quanto molto probabilmente è la fase più dolorosa perché prevede un tagliare dei rami secchi che non ci servono più, che non ci portano frutti, che ci fanno star male, ma che molte volte sono la nostra identità e crediamo di non poterne fare a meno.
Dopo l’intervento di Marta io non riesco più a seguire gli interventi successivi, mi scoppia un forte mal di testa e vorrei solo allungarmi e dormire; chiudo gli occhi e un po’ mi addormento pure ma poi provo a seguire ma non ci riesco proprio.
A  sbloccare questo che sento un momento molto pesante, è lo scoppio di Pina che invitata da Angela ci esprime il suo stare male: non ce la fa più a sentire solo parole, sempre parole, le manca l’aria, si sente soffocare e ci chiede di smetterla con le parole e di fare qualcosa anche se lei non sa dire che cosa; le proponiamo di uscire e così alcune di noi l’accompagnano a fare una passeggiata; esco anch’io e mi piace molto sentire il vento freddo che accarezza il mio viso e asciuga le lacrime su quello di Pina; è questo lo spirito? Che tu sia il benvenuto!
Al ritorno la stanza che abbiamo lasciato un po’ appesantita è stata trasformata in un grande morbido tappeto, Giovanna mi invita a fare quello che dal primo giorno avevo proposto di fare ogni sera prima di andare a letto e cioè scambiarci un massaggio. Sono felice di questo perché mi muovo in un territorio conosciuto e che mi piace molto: scelgo che la parte che ci dobbiamo massaggiare è il viso, e così assistite da Giovanna che ci passa la crema e ci mette la musica, ci concediamo questo momento magico di scambio. Terminiamo giusto in tempo! Bussano alla porta molto forte: non può essere che Francesco unico maschio ammesso in questo utero per sole donne. Lo facciamo accomodare e lo invitiamo a cenare con noi; l’atmosfera è calda e famigliare; dopo cena ci accomodiamo e spieghiamo a Francesco il motivo per cui abbiamo pensato a lui per una dinamica metastorica per una di noi: mi ha molto emozionata Francesco che con molta umiltà ha accolto la nostra richiesta dicendo che è una dinamica che serve anche a lui; si è deciso che passerà la notte con noi e questo ha portato nella nostra casa molta ilarità, leggerezza, allegria ma anche tanta emozione perché ognuna di noi sa il valore che ha questo momento per alcune di noi.
In questo momento, mentre scrivo il post, sento un gran silenzio: molte di noi sicuramente dormono dopo questa giornata molto intensa, alcune forse sono sveglie perché le emozioni molto forti sono dure da smaltire e qualcuna si concede il dono di ascoltare un suo desiderio e provare a non sentirne vergogna.
Sento dal profondo di me stessa che NON sono un peccato per lo spirito!
Buona notte Padre, buona notte Figlio, benvenuto Spirito!
Grazia

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