CMS (FG), martedì 25 dicembre 2012. TREGIORNI NATALIZIA AL CMS DI FOGGIA. Seconda giornata.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS


Presidente Dr. Mariano Loiacono

LE TAPPE DEL VIAGGIO
NELLA GRAVIDANZA DI UN LABORATORIO METASTORICO.

FESTA PER IL PENSIONAMENTO
DEL DR. MARIANO LOIACONO.

Scrivere questo post per una persona come Mariano mi onora.
La sua vita si può riassumere in un “avanti tutta”, i cui frutti sono maturati nel tempo. La sua forza interiore e la sua umanità hanno saputo trasformare situazioni di disagio, svantaggio, conflittualità, in una lettura profonda e unica della vita.
La formula con la quale il giorno di Natale abbiamo vissuto i 36 anni di vita lavorativa di Mariano, dal 1976 al 2012, è frutto di un atto devoto quanto creativo di Barbara, Francesca, Giovanna, Giusy, Sandra, Giusi, Graziana, Cindy e Daniela. Una serie di scatole il cui contenuto accompagnava eventi significativi, dolorosi o felici, sempre vissuti nella profondità.
Si parte con la laurea conseguita nel 1976 all’ospedale Gemelli di Roma con il massimo dei voti e lode e si arriva al termine del 2012 in un unico viaggio metastorico.

La ricchezza delle testimonianze di chi lo ha accompagnato ci coinvolge tutti emotivamente. Fin dalle origini, testimonia un collega neurologo e conferma Giovanna, Mariano non ama prescrivere farmaci e si oppone quando qualche malato viene indirizzato al manicomio.
Certo è che se lo avesse fatto. il suo lavoro e la sua carriera sarebbero stati diversi.
Il rispetto delle persone e l’agire etico di Mariano si esprimono con coerenza, coraggio, determinazione. Non arretra di fronte a minacce, difficoltà, isolamento, denigrazione.
Solo grazie alla sua passione si aprono gradualmente occhi, anime, coscienze a quello “spettacolo” del vivere cui tutti aspiriamo. E’ Mariano a parlare per primo di disagio diffuso ed a vedere tossicodipendenza, alcolismo, sofferenza mentale, devianza, come il segnale che c’è qualcosa di profondo e comune nella lacerazione di tante vite umane. Vite spezzate, frammentate, umiliate, i cui codici profondi, corporei ed emotivi vanno riattivati per riprendere il cammino.
Adriano, che ha vissuto i primi anni del centro di Medicina Sociale, ricorda commosso l’impegno di Mariano, le lotte per guadagnare insieme spazi, diritti, dignità.
Il “ Metodo alla Salute” accompagna da allora la sua vita.
Le storie e le testimonianze che si susseguono sono altrettanto coinvolgenti:
Tonio Creanza da Vancouver, Donatella da Montecucco e tanti altri, la cui vita si intreccia saldamente con quella di Mariano nel recupero di speranza, identità, specificità.
Si possono così comprendere le tante rinascite che tuttora accadono nei gruppi alla salute.
Mariano vive di tutto: ostacoli dai colleghi, delusioni dalla persone che lo affiancano, isolamento, traumi. Non demorde, non si scoraggia, prosegue in un cammino cui sembra destinato da una forza superiore. Accetta di esserci, di ricominciare, di progettare anche dove altri si sarebbero fermati o adattati. Il suo sguardo anticipatore, capace di cogliere le complessità, lo rende a volte incomprensibile ai più e ciò avviene sia nel contesto professionale che privato.
Come egli commenta in modo misurato “ ho imparato dalla vita, non dai libri”.
La sua è un’ immersione totale nelle profondità. Questa scelta e le ostilità che ne conseguono, producono una malattia autoimmune che gli blocca il movimento, che gli procura dolore, destabilizza le figlie e la moglie Giovanna. E’ quest’ultima a rievocare l’angoscia della diagnosi e lo smarrimento di tutti. Passa la foto di un Mariano in stampelle, volto scavato e sguardo che interroga.
Sono otto lunghi anni di terapie tossiche, tentativi di guarigione miracolose come il viaggio a Lourdes o l’approccio ai Carismatici, rassicurazioni dei medici del tutto improponibili, tocca ancora a lui decidere. Quando gli vengono prescritti gli antitumorali, ad insaputa della moglie e dei colleghi, sospende i farmaci e sarà l’inizio del suo recupero.

Non gli mancano le conferme professionali.
Un luminare, il professor Eugenio Ferrari, dopo aver letto il suo libro, “Droga, drogati e drogologi,” gli scrive una lettera di stima e lo incoraggia a proseguire sul suo cammino.
Il professor Piazzi della facoltà di Sociologia di Urbino, lo invita a tenere lezioni e gli invia gli studenti della facoltà in stage.
Difficile citare i tanti attestati che gli arrivano da colleghi di fama internazionale, tra tutti il professore Baughman dall’America ed il professore Bob Johnson dall’Inghilterra, i quali riconoscono che il suo approccio al disagio diffuso senza l’uso di psicofarmaci è una delle migliori novità in campo psichiatrico.
Nel frattempo aumentano le persone che affiancano Mariano nel viaggio verso la nascita di una “Nuova Specie”. Viene da dire quella umana, di cui Mariano è un grande esempio.
Ha potuto infatti rinunciare al denaro, alla carriera, alla salute, ha potuto accettare ferite ed ostacoli che avrebbero annientato molti, non ha mai dimenticato la propria umanità.
Le amarezze, l’essere ignorato dalle Istituzioni di cui pure fa parte, la possibile chiusura del Centro non spezzano in Mariano coraggio e sensibilità.
Ora, come lui stesso afferma, è pronto a volare come aquila, sicuro di sé e delle proprie capacità non più alla ricerca di padri e di conferme.
La sua ricerca durata 40 anni, animata da una progettualità di cui non sempre è stato colto l’intero valore, sarà certamente approfondita e sostenuta da tante persone che sono una naturale quanto convinta discendenza.
Alla luce di tutto ciò rimangono pallide ombre sullo sfondo l’essere accusato dal PCI di “spaccio ideologico”, quando proponeva l’approccio globale al disagio, il voltafaccia della comunità EMMAUS, il silenzio dei Comboniani, le mille ostilità piccole e grandi di un sistema sanitario corrotto ed irresponsabile.
Mariano ha reso, con l’utero psi, il quadrimensionalismo, le domus, le associazioni presenti in 9 regioni che contano migliaia di iscritti, una realtà imprescindibile il viaggio di Nuova Specie.
La rivista Limax, il Centro di documentazione, i continui seminari di formazione, la Fondazione Nuova Specie nata il 25 febbraio 2011, ora ONLUS, la creazione in spazi come la scuola di opportunità per il metodo di espandersi, i progetti Rainbow, ora renderanno vani ogni tentativo di mettere il silenziatore ad una intera comunità di cui Mariano è l’artefice.
Siamo in tanti a sentirci come Lui sognatori concreti ed a volere proseguire il cammino.
Migliore sintesi di questa è certamente la lettera che Mariano ha scritto all’ Onorevole Vendola e che costituisce testimonianza morale dal valore universale.
 

Giovanna Cola

1 Commento/i

  1. Graziana

    Grazie, Giovanna, per questo tuo bel racconto…il 25 è stata per me una giornata di grandi emozioni…scatola dopo scatola mi sono sentita sempre più innamorata della vita di Mariano e della sua lungimiranza nel sognare quello che oggi inizia ad incarnarsi anche attraverso ognuno di noi…quel giorno ho sentito una bella pluralità di presenze attive e concrete e sento che questa è una strada buona…ricordando commossa la commozione di Giovanna V. e fiera e divertita la lettera della "maialina" ancora ti ringrazio, Giovanna, e ringrazio te, Mariano, che di questo sei stato l'attore protagonista. Graziana.

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