Ca’ Marco (Urbania), giovedì 3 gennaio 2013. RITO DI PASSAGGIO DALL’ INFANZIA ALL’ADOLESCENZA DI RAFFAELE.


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UN RITO DI PASSAGGIO
PER DARE IMPORTANZA
E AIUTARE A TRANSITARE
UN RAGAZZO E LA SUA FAMIGLIA DALLA PRE-ADOLESCENZA ALL’ADOLESCENZA.

C ’era una volta in un luogo incantato, chiamato “Ca’ Marcio” dove tutto è possibile e dove puoi vedere piccoli pesciolini volare e fare cip-cip,  una piccola tribù formata da i due fratelli Orazi, le loro donne e i figli Ester e Raffaele. 
Il compleanno di Raffaele figlio di Paride e Ombretta  avviene in un tempo favorevole dove molti viandanti, ognuno in viaggio nella propria vita, si ritrovano in quel luogo per celebrare il rito di passaggio dalla pre-adolescenza all’adolescenza del ragazzo. 

Sono presenti gli antenati Franco, Rosy, Antonella e Victoria e i nomadi provenienti dalla Lombardia e dalla Romagna Nicola, Annamaria, Marino, Gioele, Marta e Giancarlo
La gioia di ritrovarsi si manifesta subito col corpo inizialmente con abbracci e  poi in crescendo con giochi e lotte tribali. Cristian e Valentina accolgono tutti nella loro casa con una cena etnica con un menu’ a base riso basmati, pollo e verdure, piatto preferito di Raffaele che lo lega ai ricordi dell’infanzia quando Valentina lo cucinava per lui. La cena viene consumata seduti a terra in cerchio, fase preparatoria al rito che seguirà più tardi; Raffaele si sente a suo agio  e il suo pensiero  è un ringraziamento ai presenti perché era da tanto tempo che non consumava una cena così piena di significati.


Cristian e Valentina, conduttori del rito di passaggio, hanno preparato la stanza del fuoco e alla luce delle tante candele accese ci accompagnano ad entrare e a disporci in cerchio. Le piccole luci, la musica l’odore del legno che brucia coinvolgono i nostri sensi e abbracciati cominciamo ad abbandonare il razionale per scendere e donare a Raffa il nostro stato emozionale. Il rito prevede il lasciare quanto è stato fondamentale nella fase di crescita di bambino-preadolescente legato al femminile e al materno per transitare nella fase adolescenziale attraverso l’accompagnamento degli altri uomini della tribu’ che facendogli da specchio, lo aiutano a far germogliare il seme dell’indipendenza e del maschile che caratterizza questa fase della vita. 

Ombretta entra nella stanza con un bicchiere di latte che offre a Raffaele e gli legge una lettera attraverso la quale racconta la loro vita emotiva dal momento della sua nascita, esprime umilmente quanto il “nutrimento” che gli ha donato a volte sia stato povero e parziale e quanto Raffaele sia stato per lei comunque sempre motivo di orgoglio. In questa occasione Ombretta ha fatto un ulteriore passo nell’aiutare il figlio a crescere distinguendosi da lui e riconoscendogli una specificità unica diversa dalla sua tagliando così ciò che ancora rimaneva del cordone ombelicale che li ha legati in un rapporto simbiotico fino ad ora.

E’ stato importante vedere come entrambi si sono immersi con devozione in questo taglio che ha permesso loro di vivere un momento molto intenso fatto di pianto profondo. Abbiamo tutti assistito al parto devoto di una madre che consegna ad una nuova fase della vita suo figlio. Magia.

Con l’aiuto di Cristian risaliamo un po’ attraverso il gesto simbolico di Raffaele che brucia una pagina dei “I Promessi Sposi”, libro appartenuto a sua madre pieno di appunti e disegni di Ombretta che continuamente lo riportavano a lei invadendo la sua dimensione scolastica e coi pari.  Cristian, accompagnatore devoto, ha dato a Raffaele la possibilità di riflettere o di aspettare ancora a fare questo gesto così importante, ma Raffaele era deciso lo ha dimostrato esprimendo di essere pronto al nuovo viaggio sia con la postura del corpo che con lo sguardo.


Valentina introduce la seconda parte del rito che vede accompagnatori di Raffa gli uomini ed in particolare il primo uomo della sua vita: Paride.
Il padre, mettendosi alla pari, offre al figlio la propria esperienza di vita e lo invita a cavalcare in questo nuovo viaggio fianco a fianco. A questo punto a torso nudo Paride visita il corpo del figlio, iniziando dall’ombellico per poi salire attraverso il  torace fino al viso disegnando simboli tribali con la cenere sciolta nell’acqua. Lo stesso fa Raffaele sul corpo di Paride e quindi comincia una lunga danza dove i corpi del padre e del figlio, prima timidamente, poi sempre più intensamente si cercano si invadono si confrontano. 

Il resto della tribu’ danza intorno a loro e aiutano i due ad avvicinarsi ed a scendere sempre più, fino a quando tutti sono coinvolti con l’analogico e il bioorganico. La danza diventa festa di accoglienza di questa nuova fase di vita  fino a quando stanchi e felici gli uomini si chiudono in un abbraccio che sigilla il germogliare dell’indipendenza maschile neonata di Raffaele.

La tribu’ si riunisce infine deliziandosi della fantastica torta che il viandante Gioele ha cucinato alla luce della luna romagnola, miscelando l’arte dell’alchimia e della cucina.
La tribu’ di “Ca Marcio” questa mattina si è svegliata al cinguettio dei pesciolini volanti pronti ad un nuovo giorno di lavoro in questo luogo incantato.
Annamaria

3 Commenti

  1. Silvio Boldrini

    Caro Raffaele,
    sono davvero contento per il passaggio che hai compiuto con questo rito, accompagnato da tante altre persone che ti vogliono bene e nelle quali potrai contare nella traversata che stai iniziando.
    Io da adolescente non ho avuto nessuno e mi sono impantanato in riti perversi dai quai mi sembrava impossibile uscire,per questo so quanto ho sofferto e mi fa piacere se quello che è accaduto a me non si ripeterà nella tua vita. Nonostante hai già vissuto molte delusioni credo che adesso ti puoi fidare di più di tuo padre Paride, tua madre Ombretta e di tutti noi. Considera anche me tra le persone che ti vogliono bene, se avessi saputo del tuo rito avrei cercato di esserci. Silvio.

  2. Anonimo

    Grazie Annamaria per questo post emozionante e coinvolgente… è bellissimo questo rito che avete preparato e condiviso. Un abbraccio grande a Raffaele, Paride, Ombretta e a tutta la famiglia molteplice! Margherita

  3. Giusy

    Brava Annamaria. mi-ci hai fatto entrare nellatmosfera di una cosa magica ma reale. Penso che Raffaele sia fortunato per aver potuto fare questo rito con la sua famiglia e con tanti amici. Che bello sarebbe far diventare questo rito nuna opportunità per tanti preadolescenti. Mi incoraggia pure ame quello che avete fatto.
    Giusy

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