Campi Bisenzio (FI), martedì 13 novembre 2012. LETTERA DI SIMONE BIAGIOTTI A NICHI VENDOLA.



FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Presidente: Dr. Mariano Loiacono



EMERGENZA CMS DI FOGGIA.
LETTERA DI SIMONE BIAGIOTTI
ALL’ON. NICHI VENDOLA.



Egr. Presidente Nicola Vendola,
Le scrivo in merito alla chiusura imminente del Centro Medicina Sociale di Foggia.
Mi chiamo Simone Biagiotti, abito a Campi Bisenzio (FI). Sono approdato a Foggia per risolvere un disagio di mia moglie Anna Maria, che si portava sulle spalle da ben ventitré anni. Non le dico quanti psichiatri e psicologi abbiamo interpellato in questi anni e quali e quanti psicofarmaci ha assunto, senza che le sortissero alcun effetto se non di brevissima durata. 

Le diagnosi sono state molteplici, depressione maggiore (chissà perché maggiore, forse perché esiste anche quella minore e quella regolare? ) Disturbo Ossessivo Compulsivo, fame compulsiva. Ci mancava solo che le dicessero :” cara signora lei è andata completamente in tilt, non possiamo fare più niente”.

Non ultimo ci fu anche il parere di un “illustre luminare” toscano, il quale propose addirittura di fare l’elettroshock, non prima però di aver parlato nemmeno dieci minuti senza guardarti in viso e senza darti la mano per saluto. Si è “puppato” 300 euro e in cambio ci ha lasciato un misero foglietto con l’elenco di farmaci da prendere (da noi in Toscana la carta costa tanto.)
A quel punto, tornando verso casa, ci siamo chiesti se non esistesse in Italia qualcosa di alternativo, e, smanettando su internet abbiamo trovato il dott. Loiacono e il CMS di Foggia.
Armati di buona volontà, abbiamo intrapreso quello che per certi versi definirei “l’ultimo viaggio della speranza”.
Ebbene, caro Presidente, non ci crederà ma nei mesi che io e mia moglie abbiamo frequentato il centro, non solo ha scalato i farmaci, ma ha evidenziato dei sensibili miglioramenti. Di contro, giacché io mi ero posto all’inizio solo come accompagnatore, mi sono messo in gioco, affrontando anche la mia “metastoria”, nonostante fossi asintomatico.
Quello che adesso mi fa rivoltare le scatole (mi perdoni l’espressione, noi fiorentini siamo abbastanza focosi) è che tutto quello che il Dott. Mariano Loiacono ha costruito in quasi quaranta anni di attività, servendo solo la sanità pubblica e senza mai fare una visita privata, dato il prossimo pensionamento, sia distrutto semplicemente perché non si rinnova il contratto all’assistente.

Ma come, si spendono milioni di euro per l’acquisto di macchinari costosi per reparti che non saranno mai aperti, si spendono altrettanti milioni di euro per edificare strutture che non serviranno a nulla, e non si trovano 70000 euro o giù di lì per pagare lo stipendio a un medico?

Mi viene logico pensare, visto il metodo controcorrente adottato dal Dott. Loiacono, che qualche “Barone o industria farmaceutica” si sia messa, diciamo in mezzo, perché non si produce profitto prescrivendo le scatoline di psicofarmaci, oppure perché in questo modo si va a screditare la categoria degli psichiatri convenzionali (quelli che io definisco gli alchimisti del terzo millennio, poiché il loro ruolo è solo quello di prescrivere cocktail di farmaci, sperando di tramutare il male oscuro in qualcos’altro che non è l’oro).
Mi perdoni Presidente se sono andato giù pesante con le accuse nell’ultima parte della lettera, ma come ben sa, noi fiorentini siamo famosi non solo per le bellezze culturali della città, ma anche per essere un po’ stronzetti quando ci vuole.
Distinti saluti,


Simone Biagiotti
348 3349271 
mefi.s@libero.it 

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