Urbania (PU), mercoledì 4 luglio 2012. PROGETTO LA FINESTRA DI BABICH, DINAMICHE METASTORICHE TRA DONNE. Primi due giorni.

  Fondazione Nuova Specie ONLUS
Presidente: Dr. Mariano Loiacono

PROGETTO
“LA FINESTRA DI BABICH”,
DINAMICHE METASTORICHE
TRA DONNE
CON DIFFICOLTA’ DI CRESCERE.

Primo giorno:
ascolto dello stato quiete.
Secondo giorno:
rito tra profondità e leggerezza.

Quattro luglio
Ore 18:00 circa
A Ca’ Marco, Urbania

 
Noi undici donne ci incontriamo al completo e fra baci e saluti entriamo nella casa di Valentina, Cristian ed Ester

Ognuna sceglie il suo letto, le sue lenzuola e dopo aver sbrigato le prime faccende pratiche, spesa, preparazione della cena, ci riuniamo nel patio antistante l’entrata per mangiare insieme a lume di candela e con un simbolico centro tavola di fiori di carciofo.
 
Il momento della cena scorre serenamente, si percepisce nell’aria il piacere di essersi trovate nonostante le resistenze che nei giorni precedenti ognuna di noi aveva attraversato.
 
Decidiamo insieme, guidate dalle nostre coordinatrici Sandra e Michela, di metterci in ascolto delle nostre resistenze e di dar valore agli stati quiete di ognuna.

Sandra, che introduce l’incontro, condivide con noi due pensieri: aprendo a caso il libro Tao Te Ching di Lao Tzu, quasi a dirci che nella vita il caso non esiste, trova un scritto legato al femminile e maschile (mascolino): 
Conoscere il mascolino e tuttavia afferrarsi al femminile significa essere il ventre del mondo…
Poi, legge il messaggio di Mariano che nostro accompagnatore anche in questa avventura, ci augura: 
un tempo favorevole di incontri e scambi quadrimensionali”,
ricordandoci l’importanza storica del 4 luglio 1776, data dell’Indipendenza dell’America e di come noi possiamo essere: 
nuova forza trainante del viaggio della vita”,
affidandoci la piena Indipendenza di Giovanna, suo amore e compagna di vita, non dimenticando di procedere un giorno alla volta.

Tutte noi ci sentiamo di condividere con Sandra l’idea di essere donne in cerca di un’indipendenza che non è più solo legata ad un esterno, ma è quella che ancora fatichiamo a trovare rispetto alle prigioni, gabbie, maschere delle quali siamo portatrici e che spetta solo a noi abbandonare definitivamente.

Molte di noi riconoscono che dopo anni di percorso e dopo aver individuato i carcerieri delle nostre storie, comunque ancora facciamo fatica ad uscire anche da una gabbia la cui porta è stata aperta.

L’ascolto degli stati quiete procede fino a notte fonda, due sono gli elementi ricorrenti che più donne identificano come specifici: l’estate evidenzia uno stato di angoscia profonda e aumenta la difficoltà di riuscire a vivere con leggerezza, rendendo il tempo troppo dilatato e luminoso la sensazione di essere figlie della solitudine è ancora più un fondo comune, diverso per le singole fasi del percorso, ma punto di partenza di molte.
Giovanna, parlando del suo stato quiete, ci comunica il desiderio di sentirsi meno sola proprio instaurando relazioni reciproche e simmetriche durante il Progetto, aiutandoci ad immergerci, ma anche a risalire insieme. 

Sentiamo che Graziella Babich è con noi, come prima Antenata di questo Progetto e con noi abbiamo deciso di tenere un quadro che ci ha temporaneamente donato l’Ass. alla Salute Veneto in cui è ritratta Graziella tra un cielo azzurro e tanti aquiloni che volano alle sue spalle.


Ci auguriamo che questo quadro possa diventare itinerante ed essere presente nelle case che decideranno di aprire altre “Finestre di Babich”.

Ormai è il nuovo giorno, prime ore del 5 Luglio e più leggere ci concediamo a Morfeo.
………………………………………………………………………………………

Cinque luglio
Ore 8:00 circa
A Ca’ Marco, Urbania


Ci alziamo per la colazione che alcune consumano all’interno, altre nel giardino, quattro chiacchiere, indossiamo i costumi e ci affidiamo alle cure delle quattro Sacerdotesse del Rito di Inizio.
 

Valentina ci accoglie in cerchio nel prato e ci guida attraverso il respiro, il movimento, la musica a contattare antenati e noi stesse abbandonando il più possibile il codice simbolico-razionale.

Per aiutarci ad immergerci veniamo bendate, perdendo il senso del tempo e dello spazio: rinunciare ad un senso come la vista genera in noi reazioni differenti.
 

Alcune si sentono finalmente libere, possono abbandonarsi, altre sentono di perdere il controllo, Giovanna contatta una tristezza che lei stessa definisce tale, e che esprime con un pianto che pare inconsolabile.
 

Terminata questa prima fase veniamo guidate da Annamaria, Paola, Maria Grazia e Valentina ad avvicinarci a bordo piscina: le conduttrici ci accolgono con tre pensieri.
 

Comincia Annamaria che sceglie di far leggere un brano di Osho a Titta, segue Paola, che immergendosi lei stessa ci guida a riconoscere i fiumi che hanno attraversato le nostre vite o che noi abbiamo attraversato nelle nostre vita leggendo la poesia “I Fiumi” di Ungaretti.
 

Come ultimo pensiero Giovanna ci legge la favola “La Finestra di Babich”, favola scritta da lei stessa che ci entusiasma, ci commuove, ci gratifica e ancora una volta ci permette di percepire la sua meravigliosa specificità creativa, che per quanto messa a tacere per molti anni, ancora pulsa e freme per uscire in tutta la sua luce e forza.
 

Giovanna consegna ad ognuna di noi una copia della favola e un bracciale fiorito a simboleggiare che ognuna è un fiore e che dovrà colorare (pittare), adornare questa finestra, ma anche fare da Spirito per poter in futuro aprire altre finestre: l’augurio è quello di diventare Guerriere della Luce.
 

Il rito prosegue con la vera e propria immersione nell’acqua della piscina.
 

Le conduttrici ci invitano a dar valore al nostro nome e cognome, a ricordare i fiumi, le acque della nostra vita e ad immergerci non solo fisicamente, ma anche rispetto al progetto partendo da ciò che “solo io sono” e solo io posso donare.


Anche Giovanna, nonostante l’acqua fredda si è immersa fisicamente dalla testa ai piedi affidandosi a noi, che con tenerezza e rispetto profondo l’abbiamo accolta. 

Immerse nella piscina, mano nella mano, abbiamo reso presente Graziella con un minuto di silenzio e l’abbiamo salutata gridando insieme: “La Finestra di Babich”.
 

Così si è conclusa la mattinata tra la preparazione del pranzo e qualche minuto di riposo sotto il sole che ci sembra meno soffocante.
 

Il pomeriggio lo dedichiamo al bilancio del rito.

Iniziamo con alcuni pensieri: Sandra legge il messaggio che Cindy le ha inviato per l’inizio del progetto e condivide con Lara e Marta degli aforismi sulle donne scritti da uomini.
 

Mariagrazia mostra il mosaico che Elia le ha preparato e donato prima della partenza.


Marta legge la mail ricevuta da Ekaterina che dopo alcuni scambi con Graziella Babich, aveva raccolto delle sue poesie per la tesi della triennale.
 

Pina comunica che è il suo 34 esimo anniversario di nozze con Ottavio e legge il messaggio profondo che il marito le ha inviato; tutte noi donne ci siamo commosse.
 

Dopo una prima fase dei pensieri, una alla volta abbiamo cominciato il nostro bilancio rispetto a come ci eravamo sentite nel rito.
 

E’ emerso come la giornata sia stata accompagnata da un buon femminile, rispettoso sia nella profondità, sia nella leggerezza.
 

Tutte abbiamo riconosciuto la naturale bravura delle conduttrici e ci siamo sentite parte di un giardino di fiori preziosi che va curato e non calpestato.
 

Inoltre abbiamo condiviso quanto sia importante aprire un forte razionale crepandolo e non sfondandolo.
 

La serata è proseguita con una cena ricca di colori e fiori (dalla Dodi ad Urbania) che Giovanna ci ha voluto regalare e durante la quale ci siamo molto alleggerite preparandoci ad una serena notte.
Seconda notte a Ca’ Marco.
 

 Pina
e
Marta Maria
 

1 Commento/i

  1. Giusy

    Se si muovono le donne! Invidio di non essere tra voi e di non godere di questo inizio tra donne. Il Post è bello, figurarsi le dinamiche vere che avete vissuto. Giovanna mi fa tenerezza con la sua faccia di bambina pur in un corpo di una donna adulta. Vi mando energie a distanza e aspetto con interesse gli altri post del Progetto.
    Giusy

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