Foggia, mercoledì 20 giugno 2012. INCONTRO IN PROVINCIA TENUTO DAL DR. LOIACONO: CUM-MUNUS – COMUNICAZIONE.

Fondazione Nuova Specie ONLUS

Presidente: Dr. Mariano Loiacono


 
INCONTRO IN PROVINCIA A FOGGIA
TENUTO DAL DR. MARIANO LOIACONO,
“CUM-MUNUS” – COMUNICAZIONE.


L’incontro inizia con la presentazione del Dr. Mariano Loiacono, che apre l’incontro iniziando a parlare del Metodo alla Salute, delle difficoltà che da tempo incontra nel territorio e di quanto le Istituzioni rimangano ferme d’avanti ad una realtà cosi vicina alla vita
Il Dr. Loiacono spiega come per lui il concetto di malattia (“male-habitus”, che indossa l’abito del male) non è valido e di come la parola disagio (“dis-adjacens”, giacere lontano da me) sia più idonea allo star male di una persona. Continua con lo spiegare quanto i giovani stanno sempre più male e di come il disagio giovanile è frutto del mutamento antropologico partito dal dopoguerra, con il boom economico e la predominanza della finanza sulla vita dell’uomo. Si passa ora alla Comunicazione (“cum” = insieme; “munus” = obbligo-dovere, funzione-ruolo, impegno, dono-regalo, progetto-opera, spettacolo-eden). Alla base della vita troviamo dei cicli (“cuclos” = cicli, cerchi), ciclo vita-morte, giorno-notte. In questi cicli si sviluppa la nostra vita sempre con un “cum”: siamo un insieme e viviamo in un insieme. Usando l’unità didattica il CUM-MUNITOMETRO, Mariano spiega come per creare questo “cum” ci vuole una colla che ci fa stare nella parte superiore, nel “sun-ballo” (unione). Senza questa nostra colla si sprofonda nella parte inferiore (“dia-ballo” (divisione-scollamento). Continua con lo spiegare che il nostro “cum” è autoreferenziale quand’è nello spettacolo (“spectare” = guardare), cioè grazie a quello che sono realmente riesco a vedere delle cose mie sconosciute. L’altro aspetto della Comunicazione riportato all’unità didattica è quello del progetto-opera (“pro-jacere” = buttarsi avanti) cioè avere un progetto a partire da sé. Poi nel dono-regalo nella Comunicazione lo troviamo quando si fa ad esempio qualcosa per un altro: c’è qualcosa che mi lega a te e c’è un segno che lo dimostra. Si passa all’impegno quando qualcosa non mi è dovuta ma la faccio a partire da me. Fino ad arrivare alla funzione-ruolo e obbligo-dovere dove la Comunicazione diventa scadente perché si ferma solo sul ruolo e l’obbligo e quindi sanzioni; qui chi vive la comunicazione solo di queste due tappe ha un forte scollamento che può portarlo a cadere nel cerchio sottostante percorrendolo fino alla frantumazione psicotica e fino alla morte e alla non-vita. Una volta arrivati allo scollamento come si torna indietro? Attraversando il tunnel della non-vita rinnovando se stessi fino ad arrivare allo Spettacolo dell’anello sumballo. Ma per fare questo bisogna entrare in crisi e attraversarla. Mariano continua dicendo che quando stiamo nel disagio non c’è luce siamo nelle tenebre. Quindi inizia a percorrere l’Unità di Crisi partendo dal mi distinguo: accettare che le cose nascono e muoiono, mi separo: distanziarsi da un qualcosa, decido (“de-cedere” = tagliarsi da) quindi tagliando si riesce ad arrivare a scelgo, poi a risolvo, infine a vincere (= avvincere, unire, mettere insieme) ed avere luce e calore proprio non piu’ in funzione con la luce dell’esterno. Mariano ci spiega come la Comunicazione non è in relazione ad un altro ma dev’essere in relazione a se stessi e poi agli altri
La Comunicazione sono io; che insieme sono? Obblighi doveri? Sta per finire! Funzione ruolo? Sono tua madre! E a che serve?! Il “cum”, più va verso lo spettacolo e più la Comunicazione sarà vitale. Ognuno di noi è Comunicazione e quindi io posso mettermi in Relazione (“re-ferre, re-latum” = portare di nuovo indietro) con altre Comunicazioni e a seconda di come sto, mando delle cose mie che si mescolano e si scambiano con l’altra Comunicazione e mi tornano indietro. A seconda della Comunicazione si crea una Relazione e la Comunicazione ha sempre mille modalità in movimento. Ogni Comunicazione si sporca dell’altro e ci torna. Mariano continua nello spiegarci che ognuno di noi per relazionarci usiamo tre codici: il codice simbolico cioè quello razionale; il codice analogico del corpo e il codice bio-organico quello delle emozioni (ex-movio, ciò che si muove da me). Quando una Relazione e uno individuo non sono a pezzi? Quando si usano tutti i codici, cosa difficile da trovare. Più semplice trovare persone che usano solo quello razionale e poi ricorrono ai media tipo Facebook dove la virtualizzazione del razionale è al massino! E paradossalmente in questa SOCIETA’ chi usa solo il Razionale è ben visto e chi invece usa molto di più l’Analogico e il Biorganico tipo gli ANTICAMENTE ABILI vengono visti come “non comunicativi” quando invece loro esprimono molto più il loro essere Comunicazione di quanto possa fare uno che usa solo il razionale. 
L’incontro finisce tra applausi e ringraziamente per Mariano! Grande Mariano!

Luca Marano

 

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