Foggia, lunedì 11 giugno 2012. SETTIMANA INTENSIVA AL CMS DI FOGGIA. Primo giorno.


Fondazione Nuova Specie ONLUS

Presidente: Dr. Mariano Loiacono

                 
SETTIMANA INTENSIVA
AL CMS DI FOGGIA.
Primo giorno:
lunedì 11 giugno 2012.

La mattinata è iniziata con molta afa in sala. 


Dopo qualche battuta introduttiva per i nuovi arrivati si è cominciato con i pensieri antenatiIl gruppo ha cominciato a sentirsi trasportato dal pensiero musicale della ninna nanna. D. con questo brano ha riportato tutti al periodo dell’infanzia. 

Un momento importante della giornata avviene con la dinamica che ha visto come protagonista W. Il suo silenzio ha spinto tutto il gruppo ad avvicinarsi per motivarlo ad esprimere il suo dolore, alla fine si è ribellato chiedendo di essere lasciato in pace, il gruppo ha esultato per la sua reazione. 


Nella dinamica di W. è stato fondamentale R., ragazzo anticamente abile che ha scosso e confortato con la sua naturalezza W. stesso. Questo è avvenuto in modo spontaneo grazie alla sua capacità di esprimere direttamente le emozioni. Anche M. si è avvicinato richiamato dal silenzio di W. e piangendo ha raccontato il suo smarrimento di essere cresciuto in una famiglia non ancora cresciuta. 


In seguito ci sono state le immersioni. I. mossa dalla ninna nanna, rivive le carezze alla nonna per salvaguardarla dalle possibili percosse del nonno di ritorno dall’osteria. Anche B. ci ha reso partecipi del suo dolore dovuto alla maternità che, per un senso di vergogna ha tenuto nascosto. 

Altra immersione è stata quella del padre di A., G. che ha raccontato che a quarant’anni ha perso un caro amico e negli anni successivi molti familiari e con queste perdite ha percepito un senso di solitudine. Il figlio A. lo aveva anticipato con un ricordo riferito al dispiacere dell’incidente ad Ayrton Senna, definendolo amico sebbene non familiare. 

Si è arrivati a scegliere il titolo per la teoria ed è stato scelto: “stare seduti o iniziare a camminare”. Durante la teoria sono state esposte varie letture del titolo. 
Anche G. ha teorizzato sugli avvenimenti del mattino e ha raccontato il suo disagio e spiegato che gli attacchi di panico sono una spia che segnala che la tua vita non è vissuta pienamente. La paura bisogna quindi attraversarla. D. ha raccontato come è riuscita ad uscire dal suo ruolo familiare e culturale riappropriandosi della propria vita. 


Un contributo importante lo ha dato in chiusura F. con una rilettura delle storie e delle dinamiche avvenute riuscendo a rivisitare sotto un’ottica più profonda quello che è stato espresso. Si è visto come rimanere nei propri equilibri prestabiliti significa restare fermi, mentre il mettersi in cammino è una conseguenza dell’immergersi nelle proprie profondità. Il cammino è una conseguenza del movimento che parte dallo stare in piedi. Per permettere questo è importante lavorare su un buon rapporto con se stessi, ascoltando i propri bisogni, comprendere dove ci si è fermati, ascoltare la propria sofferenza e da qui cercare una nuova direzione per stare meglio accettando di stare anche nel disagio.

Giampiero e Cristian Farronato ,
Silvano Stoppato,
Mauro Giussani 



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