Foggia, giovedì 14 giugno 2012. SETTIMANA INTENSIVA AL CMS DI FOGGIA. Quarto giorno.

Fondazione Nuova Specie ONLUS

Presidente: Dr. Mariano Loiacono

SETTIMANA INTENSIVA

AL CMS DI FOGGIA
Quarto giorno:
giovedì 14 giugno 2012.
 I Ring…

 

La giornata di giovedì 14 comincia con Mariano che chiama a condurre con se R. Il suo compleanno è una buona occasione per sperimentarsi nella co-conduzione del ring che in caso di settimana intensiva si tiene il giovedì.
 

R. si è molto immersa questa settimana, e per la prima volta sente “di essere uguale agli altri. R.  si svaluta molto ed esprime  poco il codice del corpo e delle emozioni, mentre vive molto di razionale.  
A R. sono serviti i bombardamenti di Mariano. E’ il negativo il vero motore della vita, ci spinge a cambiare le nostre parti più ferme. Lei ha difficoltà ad imporsi e ad esprimere i propri bisogni, si sente trasparente sottile, anche la voce dice cose di lei. Mariano si esprime con una frase: “Sei una grande bocca che vorrebbe mangiare gli altri senza parlare, in attesa che gli altri debbano venire da te”.

Car. spiega in cosa consiste il ring: in situazioni famigliari ferme, si ha l’occasione di dirsi tutto il negativo e il positivo, ci si siede su un tappeto a terra e ci si confronta.
 

Viene chiamata la famiglia di A., comincia a parlare Gp. che rivolgendosi al padre Gi. Gli rimprovera di essere ambivalente ammette d’aver sbagliato in alcune cose: si scusa e poi vuole lavarsene le mani e scappare. Gli rimprovera di essere venuto nell’emergenza dello scoppio di A. ma di non esserci veramente per se stesso. Il padre pensa di aver costruito una famiglia felice che invece Gp. non ritiene mai stata tale, non sentiva un rapporto di coppia tra i genitori. Gp. non si è mai sentito a suo agio nella famiglia e tra gli amici dei genitori, la stessa cosa non succedeva al di fuori dell’ambiente famigliare. Mariano ritiene che Gp. non si sia mai sentito che ospite a casa propria, questo non ha permesso a Gp. di farsi un territorio. Nel territorio dei genitori c’è stata, in oltre, una figura ambigua En., il maggiore dei figli; fratello/padre che ultimamente sta deludendo i due fratelli perché ha deciso di farsi da parte. A. è il più arrabbiato, ha trovato delle soluzioni positive nel buddismo e nella relazione, che è da poco terminata, con una ragazza. An. non sente vere le relazioni familiari, sente che il padre ed i fratelli stanno con lui per dovere e non per piacere. Con Gp. si è instaurato un rapporto simbiotico, questa è stata l’unica relazione di An. senza confronto/differenza, quando Gp. ha mollato An., lui, si è sentito tradito. Gp. è quello che può fare il primo passo per tutti entrando con le emozioni. La madre è deceduta a questa famiglia di uomini, manca una figura femminile, lei è stata una madre molta dura, ad An. è mancato molto il contatto fisico con la madre. An. esattamente come la madre, pretendeva che fosse lei a cercarlo fisicamente, per questo motivo, non si è preso parti fondamentali da lei.
 
Mariano ritiene che ciò che ha fatto En. non abbia fatto bene né a lui né alla famiglia,  non ha permesso a nessuno di entrare in gioco, faceva prima che gli altri chiedessero ed ha dovuto fare troppo per avere piccole cose. Tutto ciò gli ha fatto accumulare rabbia, la figura del fratello è divenuta inarrivabile, per An. in primis e per Gp. in secundis, che si è sono sentiti inadatti e che hanno praticato continui paragoni/confronti con questa figura semigenitoriale. A. una volta fuori E. ha preferito tornare bambino perché non sentiva di avere le competenze. En. dovrebbe entrare in dinamica verso i fratelli, con il corpo.
 
Dopo tante resistenze An. parla al padre solo in seguito ad alcune provocazioni che in maniera involontaria lo stesso padre ha fatto ad An. Con il solo suo intervenire Giò scatena la rabbia di An. che appare improvvisamente di una lucidità mostruosa. An si immerge in una storia che commuove tutti, fatta di svalutazioni e solitudine, An. pensa di avere problemi di apprendimento, pur avendo conseguito una laurea. Non possiede un territorio e vive di paragoni/confronti anche con i coetanei. Trova la soluzione del buddismo che gli da occasione di aiutare gli altri e di entrare in se stesso in maniera profonda e meditativa, l’enorme sensibilità di An. fa sì che si prodighi per altri per farsi una specie di deposito d’amore che vorrebbe per sé. An. definisce il padre un Bisonte distruttore di territori. Lo definisce ignorante incapace di dare freddo e sterile nel linguaggio, chiuso nelle esteriorità, e lontano dalle sue profondità. “Sei peggio di un bisonte, almeno loro amano la prole”.
 
Giò stordito ed accusato dai figli, come tutti i genitori che hanno difficoltà ad accogliere la rabbia dei figli, risponde di volersene lavare le mani e di volersene andare.
 
Mariano rimanda le decisioni ai bilanci del venerdì.

La seconda famiglia che si siede sul tappeto del ring è quella di Ed. e Sa. parla di vicende famigliari legate a problemi organizzativi ed economici senza parlare alla fine di nulla e centrare cose vere e profonde di coppia. Il figlio prende farmaci ed è un cosiddetto “psicotico” ma questa famiglia sembra non aver problemi da esprimere. Dopo alcuni aiuticontro Sa. comunica al marito di sentirsi una sottoposta; lui sottostima la moglie considerandola incapace di organizzare la casa, la vede come una bambina e la tratta come tale. Sa. vorrebbe Ed. più libero meno dipendente dalle opinioni del padre che sembra l’unico ad avere pensieri ed opinioni valide su tutto e tutti, il resto della famiglia non ha capacità di pensieri parole opere o missioni che siano degne di nota o considerazione! Sa. rimprovera al marito Lu. di essere aggressivo con lei.
 

Mariano dice che Ed. non sente la figura genitoriale della madre ed è confuso e senza regole. Parla Ed. e riferendosi al padre gli rimprovera di essere stato poco presente di non aver giocato con lui, Ed. cerca continuamente il padre che è in fuga perenne, esce sempre non si immerge, a casa si isola in camera, Ed. emula il padre chiudendosi in cameretta a giocare alla playstation. Ed. rimprovera alla madre di parlare troppo, di strillare troppo e di provocare troppe liti. Ed. vede il padre onnipotente ed irraggiungibile, c’è l’ha con se stesso perché sente forte la rabbia della madre. Allo stesso tempo però, Ed. ha molta paura che i genitori si separino.
 
Mariano chiede ad Ed. di attivarsi in casa aiutando la madre, chiede a Lu. di individuare cosa fare per salvare un rapporto di coppia che si è fermato, di giorno litigano per ritrovarsi solo nel corpo con la sessualità. Lu. è fermo solo alla valutazione delle problematiche organizzative ed economiche della famiglia.

Nel pomeriggio il primo ring è quello di Sa. ed Er. A parlare per primo è il padre Er. che manifesta poco e niente il negativo, ha portato il figlio che ha fatto utilizzo di sostanze e prende farmaci per depressione da quando aveva 22 anni.
 

La famiglia “Va tutto bene”, così è stata appellata! Dice poco di sé! Sa. si rimprovera ammettendo di essere stato poco rispettoso del fratello e del padre, si definisce la pecora nera della famiglia e conforta il padre dicendogli che è un buon padre… in realtà lo sente morto, finito incapace di reagire. Il padre non pretende più niente dal figlio, non chiede e non spera in sua rinascita.
Il padre sostiene che Sa. in passato è stato un figlio efficiente nello studio pieno di qualità capace di interagire con persone diverse, ha dovuto arrangiarsi in un paesino vicino napoli tra amici che per divertirsi facevano uso di sostanze, ha frequentato un ambiente difficile e pericoloso, si è barcamenato in cose pericolose con gente poco raccomandabile, una volta uscito dal giro è rimasto solo. Sa. soffre di una svalutazione che deriva dalla svalutazione che a sua volta colpisce il padre, Ed. sente la sua vita ferma, non sa come salvare se ed il figlio, anche se lo desidera, è sfiancato dalle manie ossessive del figlio che si cambia d’abito 20 volte al giorno. Anche la madre non riesce a stare dietro a questa mania di Sa.
Mariano sente che Sa. troppo presto è divenuto capofamiglia, ha avuto un passato da bravo ragazzo ma adesso ha bisogno che il padre gli dia un ruolo, non sente accanto nessuna figura autorevole.

Il ring che segue vede protagonisti i famigliari di Ra., il padre Vi. e la madre Li.

Il padre ha fatto per tutti quanti e ha trovato come soluzione il lavoro diventando un modello inarrivabile. Ra. si sente figlio unico, sente la famiglia incastrata in convinzioni legate a falsi valori ceca alla sua sofferenza, il padre è assente per lavoro la madre è sofferente.
 
Ra. ha problemi ad esprimersi, ma usa il termine REPUTAZIONE; Mariano pensa che Ra. soffra il fatto che il padre si vergogni di lui, della sua situazione, pensa che il padre abbia una reputazione e sia condizionato dal giudizio dell’esterno.
 
Si è macchiato per colpa del malessere del figlio che è indice del fallimento come padre e capofamiglia, pretende dal figlio una ripresa veloce; Ra. non tollera che il padre stia dietro a finti valori e fermo nel giudizio e non veda la sua sofferenza.

Il terzo ring del pomeriggio vede come protagonisti C. e M. due fratelli.
 

C. vorrebbe crescere, ma è ancora vittima di diversi blocchi, tanto è stato fatto e ancora si può fare. C. sente M. molto vicino, entrambi hanno un padre inesistente.
 
M. fa un lungo discorso nel quale mette in evidenza quanto sia difficile e complicata la sua situazione di vita antecedente ed odierna, fa diversi aiuti contro al fratello che semplicemente ha deciso di non sbagliare non vivendo… Lui ha deciso di vivere e per vivere bisogna osare, sbagliare e assumersi le conseguenze degli errori che si sono fatti. Così si diventa uomini. M. non capisce cosa, in un quadro tanto difficile, il fratello abbia da invidiargli. Il lavoro va male; si è separato dalla compagna da cui ha avuto un figlio; si sente in una situazione complessa ma è così che vive. M. chiede a C. di osare, a suo modo con i suoi tempi e sbagliando, gli chiede di essere più diretto nel manifestare i bisogni, Ro. anticamente abile esprime con il corpo le sue necessità e potrebbe essere di esempio a C. che “ancora” non riesce.

Sul tappeto del ring si siedono G. (figlio) e S. (padre).
 

G. chiede a S. di dare un taglio netto con Ga., la sorella che ha manifestato il sintomo e di vedere maggiormente Lu. Vorrebbe un padre più alleato per poter entrare con maggiore facilità nella sorella e nella madre. Vorrebbe cominciare dal padre a riappropriarsi delle radici, senza le quali non potrà affrontare rapporti sentimentali duraturi e maturi.
 
Entrambi sono molto razionali e non vivono gli altri codici.
 
S. è cosciente di questo limite che è divenuto anche un limite di G. La moglie Fr. è la direttrice d’orchestra negli equilibri di questa famiglia, mentre la figlia Ga. Vive con la madre un rapporto simbiotico impostato sulle punizioni e si è incastrata in un gioco di gesti ripetuti che alla fine l’hanno intrappolata. G. vuole riprendersi il padre per costruire il suo “io interiore”, solo così potrà avere la sua relazione di coppia che “ancora” non riesce ad instaurare. Mariano propone ai due un periodo di convivenza a due.

Il ring successivo è quello di L. e G., padre e figlio.
 

L., dopo l’intensa esperienza di conduzione nei gruppi a Foggia, è molto cresciuto: si è molto sporcato le mani nella vita delle persone entrando molto in dinamica con loro, è diventato un punto di riferimento per molti. Tuttavia con il padre sente di avere ancora molta rabbia e non gli permette ancora di avvicinarsi a lui. In realtà lo sente ancora come un bambino che deve recuperare tanti pezzi per cui è difficile che possa accompagnare il figlio. E G. infatti ancora non sa cosa fare della sua vita.

Mariano suggerisce ai due di passare un po’ di tempo insieme e a G. di avvicinarsi al padre a partire dalle cose buone che ha

Paola e Rosanna

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