Foggia, giovedì 10 maggio 2012. SUPERVISIONE DELL’UNITÀ COMPLESSA DI FOGGIA.

  
FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Presidente: Dr. Mariano Loiacono
SUPERVISIONE DELLA
UNITÀ COMPLESSA
DI FOGGIA
Giovedì 10 maggio. La grande sala del nuovo Centro di Medicina Sociale di Foggia, sito all’interno dell’Ospedale d’Avanzo di Foggia, ci accoglie. La stanza è piena, luminosa e arricchita da un grosso, colorato Graal alla Salute dipinto a muro da Annarita Rendinella e Francesco Guerra

Tutto sembra prendere forma, lentamente, ma sempre più si respira aria di centro, di casa, di luogo proprio. I vecchi quadri, un tempo in via Arpi, riempiono ora queste nude pareti e tutto sembra più familiare. I muri e le stanze ancora non parlano e non raccontano nulla, ma sono pronte ad ospitarci e ad ascoltare le nostre storie, compresa la Supervisone pensata per questa giornata.

Alle ore 10:00 Mariano, con la consueta puntualità, dà inizio all’evento. Il nostro dottore primeggia al centro della sala, affiancato dai suoi fedeli RaffaeleSilvio che introducono la giornata spiegando il senso di una supervisione sull’articolata e complessa realtà di Foggia, quindi sul centro, sulle Domus e sull’Associazione alla Salute locale. Una supervisione resasi necessaria visto il momento storico che il progetto Nuova Specie sta attraversando. Come infatti ha precisato Silvio, “Ora il progetto non è più legato a Mariano e al solo Centro di Foggia, bensì a tutto il territorio nazionale”. È quindi necessario che anche la realtà di Foggia prenda atto di tale cambiamento e si adegui di conseguenza poiché, da “ombelico del mondo”, ora Foggia deve diventare uno dei tanti punti della rete. Un punto che sarà, se pur con specificità uniche e difficilmente clonabili altrove, importante quanto gli altri.
Rete ed organismo unico, queste le metafore che descrivono la realtà alla quale ormai si deve tendere. Così come un qualsiasi organismo non è in perfetta salute se non grazie al corretto funzionamento di tutte le sue parti, specie del cuore, così ora questo progetto, con tutti i suoi organi e i suoi vasi sanguigni, deve funzionare in maniera più fluida, in perfetta armonia e contatto, pena la morte.
È questo che Mariano si auspica. E allora come fare? Come segnare un passaggio tra la fase in cui primeggiava il binomio Mariano = CMS = Foggia = Metodo alla Salute, ad una invece, molto più matura in cui né Mariano né Foggia saranno più il centro?  Come transitare “dal CMS ad un CRG”, ovvero dal mero Centro di Medicina Sociale, fondato su rapporti asimmetrici, ad un più ricco, articolato e maturo Centro in relazione globale in cui ogni punto della Rete incarni realmente il progetto e non sia solo il mettersi a servizio di un Globale massimo altrui? Perché è questo che siamo spinti e invitati a fare. Impegnarci in un progetto da sentire proprio, perché diversamente l’impegno, se pur buono e apprezzabile, non sarà mai duraturo e costante. La stanchezza che si respira nei più, ne è una prova.
È un passaggio questo che, seppur difficile, è ormai indispensabile. Il nostro amato condottiero da ormai sette anni sarebbe potuto andare in pensione. Non lo ha fatto. È rimasto sul campo, al nostro fianco, ma il tempo corre.

Mariano ha bisogno di ritirarsi sul monte e di dar corpo all’immane giacimento che in questi anni ha lentamente, goccia dopo goccia, immagazzinato. Il risultato è un’immensa, affascinante foresta, un enorme roccia di stalagmiti formatisi dall’apparente e banale niente, eppure ora così bello e luminoso è il risultato: un patrimonio di incalcolabile valore. Un patrimonio che però ora Mariano ci vuole lasciare in eredità e questo anche a costo che venga dilapidato. Lui deve poter fare altro, ha lavorato per 46 lunghissimi anni inseguendo, a partire dal lontano 1966 la stella. Una stella che rappresentava  una nuova prospettiva ma che però, allora, ero solo un sogno, un’ipotesi. Lui ha tentato, nel tempo, di tramutare questa rappresentazione astratta in realtà, cercando di portare avanti, da solo, una gravidanza, con tutti i rischi che essa ha comportato. Un lavoro instancabile, il suo, che ha cercato di ricalcare il modello dell’utero, ma non vissuto all’interno dell’utero, ma nella vita vera, sul campo, creando quindi,  altre gravidanze, inglobando altre vite, affrontando il travaglio di oggi, ovvero il disagio che ci vuole riportare alla vita, ad una vita più vicina a noi e alle nostre specificità. Questo Mariano ha fatto e questo il messaggio che ha cercato di diffondere per risvegliare gli animi assopiti di questo nostro tempo e di questo nostro distratto e veloce mondo occidentale.
Ora però è il tempo di rompere con il passato, senza più indugi. La separazione dai locali di via Arpi ha già rappresentato un distacco di placenta. Mariano è determinato a non farsi vincere dalla nostalgia di casa, da quell’equilibrio antico a cui torniamo ogni volta che la paura ci coglie e il giano posteriore predomina.
Ogni passo richiede uno sforzo ma ora è il tempo di osare, di camminare sulle acque, da soli, cercando magari, durante la traversata, i sassi più grandi e accoglienti per riposare, ma di nuovo tornare ad osare, ad oscillare, a tentare, a barcollare, a bagnarsi e a ricominciare per poi approdare ad una sponda adulta mai definitiva, sempre lasciandosi meravigliare e inebriare da altri fiumi, senza mai chiudersi alla vita, con tutte le sue cascate e i suoi vortici impetuosi. 

 
Questo il messaggio fondamentale e questo l’inevitabile introduzione ad una supervisione che, almeno nella prima parte, si è andata un po’ perdendo in vecchie problematiche che, se pur importanti e innegabili, sono critiche circa i limiti, non tanto del Metodo alla Salute, quanto dell’organizzazione. Invece ora è tempo di pensare a come rimodellare la realtà di Foggia, a come migliorare l’offerta a prescindere da Mariano e a come trasformarsi “da debitori a imprenditori” di vita. Una risposta in tal senso è arrivata dall’Associazione “Koilos” (che sta per cielo = “vuoto”) la quale ha comunicato diverse novità:

  • la Domus di Troia sarà chiusa, verrà utilizzata un’unica residenza;
  • entro la fine dell’anno, si lascerà la costosa sistemazione di Villa Terronia;
  • sarà garantito, ordinariamente, il solo pernottamento e la prima colazione – alloggio completo garantito solo in via straordinaria (corsi e settimane intensive);
  • chiunche alloggerà in Domus dovrà tesserarsi come associato “Koilos” e sarà coperto da assicurazione;
  • inoltre sono in cantiere progetti periodici quali: – weekend dedicati allo studio delle unità didattiche; – weekend e settimane per ospitare persone desiderose e bisognose di un periodo di fuoricampo.

Infine Mariano, il nostro sognatore concreto, lancia una nuova idea: fondare un “Comitato di Integrazione” per agevolare e favorire, appunto, l’interazione e lo scambio tra il cuore pulsante e propulsore di Foggia, la cui importanza non è mai stata messa in discussione, e le altre realtà territoriali.

Lo scopo è quello di intrecciare, sempre più e sempre meglio, affinchè ci sia un reale crossingover arricchente per tutti.
La giornata si chiude così, con questi nuovi spunti e con l’invito di Mariano, ad ognuno dei presenti, ad una presa di posizione chiara, onesta e decisa.
Ognuno di noi è chiamato ad impegnarsi attivamente e concretamente, non limitandosi a fare un elenco della spesa, ma a FARE la spesa.
Ognuno di noi è chiamato a prendersi le proprie responsabilità, a rispondere con sincerità e coscienza, a questo invito.
Molti dei presenti  hanno già dimostrato di volerlo fare ma, per far crescere e nutrire una così, già grande foresta, e renderla lussureggiante, c’è bisogno di tanta acqua, l’acqua di ognuno di noi.
Questo è l’augurio che ci facciamo: che questo generoso patrimonio lasciatoci in eredità da questo nostro padre cresca sempre più e produca vita, ombra e riparo per le tante tempeste che sempre più si abbattono sulle nostre vite.


Simona

1 Commento/i

  1. Michele

    Se Simona è la sorella di Ivan, oltre a essere bbbb… è anche brava e comunicativa.
    Questo Blog è sempre più ricco di autori diversi e tante belle sensibilità.
    Michele

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