Cesenatico (FC), sabato 28 aprile 2012. CORSO APPROCCIO GLOBALE ALL’ADOLESCENZA. Quarto giornata.

Fondazione Nuova Specie ONLUS 
Presidente: Dr. Mariano Loiacono


CORSO “APPROCCIO GLOBALE ALL’ADOLESCENZA”

ORGANIZZATA DALL’ALSA ROMAGNA.

QUARTO GIORNO

Dopo la giornata intensa di dinamiche forti vissute ieri, Mariano ci ha fatto “cambiare stanza” facendo notare il visibile risveglio di Giovanna avvenuto dopo aver partecipato alla settimana intensiva e a questo corso. Giovanna era arrivata chiusa nel suo sonno/sogno che era la sua soluzione alla mancanza di accompagnamento durante la traversata dell’adolescenza. 

Mariano ha parlato dell’importanza della fase REM e di quanto il sonno/sogno ci aiuti ad elaborare vissuti forti. Oggi sempre più giovani e non, con la soluzione delle psicosi o con l’uso delle sostanze si rifugiano nel sonno ad occhi aperti. A questa soluzione le istituzioni affiancano anche l’uso di psicofarmaci che anziché svegliare la vita di chi se ne è impaurito portano ad assopirla ulteriormente e a non riconoscerla. Come si può fare per risvegliare che si è rifugiato in questo sonno ad occhi aperti? Non servono solo diagnosi se non si creano dinamiche metastoriche, queste dinamiche ci aiutano perché partendo dalla nostra impronta storica ci portano ad esprimere la nostra specificità. Mentre nel villaggio mondo si clonavano gli ingranaggi degli adulti, oggi, che la società globale ci fa vivere in un contesto più fluido, per diventare adulti ci vuole il coraggio di partire dalla sponda infantile e di attraversare la liquidità dell’adolescenza con la nostra specificità come se fosse una gravidanza. 

La traversata è l’apertura del vulcano che apre bocche in tutti e quattro i codici e ci spinge a viaggiare sull’acqua perché l’acqua e’ l’origine della vita. Mariano poi attraverso l’unità didattica della piramide  del Sarvas, spiega le nostre quattro modalità di stare nella storia. 




Il primo piano, e’ quello del rapporto con se stessi ed e’ quello che, se riusciamo  a viverlo produce energie e spinte ascensionali per migliorare anche tutti i rapporti con l’esterno ( rapporti forti, con i gruppi, con il globale massimo quindi il nostro punto di vista sulla vita). 
Mariano è riuscito a condurci nel viaggio dell’adolescenza attraverso l’alternarsi di alcune unità didattiche… l’homelife segue la piramide accompagnandoci con le sue sette note.


Per riuscire a viverci il rapporto con noi stessi più pienamente possibile è importante riuscire a suonare tutte le nostre sette note; lo stato quiete che è la prima nota è quello che deve essere fondato sull’autoreferenzialità, cioè partire da noi, determina il nostro territorio, ed è solo nostro, nessun’altro ci può aiutare a conquistarlo; è importante concederci momenti di solitudine, perché solo con noi stessi possiamo conoscerlo.


La nota successiva che è quella di selezionare i nostri bisogni e per far questo è necessario rompere il nostro stato quiete per risvegliarsi da un sonno/sogno e, con l’utilizzo del nostro codice analogico incominciare a viverci i bisogni più profondi ( la nota della cucina e del cesso).
La transizione, che è la nota successiva, quella del salotto, significa che mentre sto in campo con cose forti transito in altri campi, riuscendo a fare ironia, mettendo quindi in movimento altre mie parti.

Spesso l’adolescente si ferma a quest’ultima nota perché non può interrompere il lavoro di soddisfare questi bisogni che come bocche si aprono in continuazione portando a non vivere la nota della sala da pranzo (cioè il fare festa) e quella della camera da letto che conclude la dinamica per ricaricarsi e mettersi in off, ma spinge a ripetere il ciclo della homelife.
Lo stand by ha la sua importanza perché è una parte che ci permette di ascoltare la nostra metastoria, il nostro spirito.




Per riuscire a suonare ogni singola nota bisogna acquisire know how ed il primo a darci esempio di questo è stato Mariano in riferimento alla storia con Giovanna V.
Mariano  è riuscito ad applicare la griglia della homelife alla storia di Giovanna e alla loro relazione dandoci esempio di come acquisire il proprio know how, e di come ognuno di noi dovrebbe, potrebbe e saprebbe farlo.

Nella ripresa pomeridiana Mariano ci ha fatto conoscere “il sapere come” attraverso altre unità didattiche.
Il cummunitometro e l’unità di crisi ci hanno fatto vedere come l’adolescente vive il ciclo-vita-morte in maniera molto accelerata infatti ciò che prima era una stella diventa una lampadina e sentendo che non riceve luce e calore lascia morire quella cosa e si mette subito alla ricerca di altro.




Per passare dalla sponda infantile a quella adulta è necessario passare dall’univocità dell’imprinting infantile alla molteplicità dell’adulto. Questo passaggio viene favorito dalle spinte che l’adolescente riceve grazie al continuo svegliarsi di bisogni che lo portano a sperimentare, a verificare e ad incarnare verità che partono da lui e non sono solo ereditate dal contesto storico sociale in cui si è formato.

Il quadrangolare ci fa vedere come spesso nell’infanzia siamo riconosciuti solo nell’angolo alfa, poi nell’adolescenza l’angolo beta ci permette di fare teoria e quindi ci spinge verso l’angolo gamma del gioco e della sperimentazione e se l’adolescente non viene bloccato in queste fasi farà una bracciata in avanti nella traversata.




Da tutta la teoria applicata in buona parte alla vita bloccata di Giovanna V. è emersa l’importanza di accompagnare quest’ultima in un rito adolescenziale con l’aiuto di donne che l’hanno facilitata a riprendersi parti congelate, che grazie alle attenzioni.




E’ stato bello vedere Giovanna V. emozionata come una adolescente quando Lucia T., Michela e Lucia M., Benedetta, Marta, Monica, Annarita e Titta nella sua stanza, si sono coinvolte per donarle un look da teenager.
Giovanna si è lasciata vestire e truccare, immergendosi con piacere e fiducia e, sulle note di Grease ha fatto il suo ingresso in sala tra gli applausi e lo stupore dei partecipanti. Questo rito ha segnato l’inizio del profondo percorso che Giovanna si è impegnata a fare per liberarsi da nodi suoi adolescenziali.




L’evento musicale è stato organizzato da Gioele; con l’accompagnamento dei tamburi di Paride, e la conduzione di Primo e Giuseppina ci hanno coinvolto tutti in balli sfrenati che hanno liberato il nostro codice analogico.



Benedetta
Francesca
Titta


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