Terra di Bari, 23-26 dicembre 2011. RACCONTO DEL VIAGGIO ITINERANTE DI NATALE…

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Presidente: Dr. Mariano Loiacono

 
CHI VUOL NASCERE
DEVE VISITARE E
FAR VISITARE LA PROPRIA GROTTA

Salve a tutti, sono Filippo di Altamura e mi accingo a scrivere questo post riguardante il Natale passato in Terra di Bari, territorio in cui sono nato e vivo…

Dato che abbiamo deciso di fare una descrizione molteplice del Natale, tenendo in considerazione più le sensazioni e le emozioni, parlerò dal punto di vista delle mie emozioni: innanzitutto parto col dire che prima del Natale, per me c’era stata un lungo travaglio, ovvero la raccolta delle olive e la semina, che mi ha impegnato dal 1^ novembre al 17 dicembre… Potrei a buon diritto definire questo periodo un bel rito di passaggio per me, forse l’ultimo legato all’agricoltura in quanto lavoro concretamente “pesante”… Ora credo sia tempo di passare ad altro anche riguardo l’agricoltura ed il perché l’ho scelto come lavoro… ed è questo che ho voluto dire nel rito che si è tenuto il 25 dicembre…

E’ dal silenzio che nascono le parole e non viceversa, anche la musica è suono nel silenzio, non viceversa, altrimenti sarebbe rumore per non ascoltare… il seme, per nascere muore, nella terra, nel buio, nel silenzio, senza la sua morte, la piantina non avrebbe motivo di nascere…
E’ mezzogiorno del 23 dicembre, ufficialmente inizia il Viaggio di Natale in Terra di Bari: i primi ad arrivare sono Mila, Paola, Alberto e Flavio; oltre al silenzio ed alla pesantezza legati al voler far morire questo seme ormai maturo, c’era anche un certo imbarazzo legato all’accoglienza stessa: avevamo scelto una masseria tipica del territorio murgiano, immersa in un pezzo di Murgia che ancora tutela il bosco e ciò che vi nasconde, ma ad un prezzo importante: ovvero gli ospiti erano distribuiti in due luoghi separati, con tutto lo scomodarsi che ne comportava per i pranzi, il dormire e le attività… Tutto sommato le persone sono state molto umili nell’accogliere questo scomodarsi… Io e Giovanni di Casamassima abbiamo accompagnato le persone nell’altra masseria, “L’Amicizia”, e penso che abbiamo saputo gestire bene la situazione…

Dopo la cena, si parte con le attività di animazione che avevamo previsto… una mia breve introduzione del tema, la presentazione del nostro gruppo e via con la musicaEnzo Bellomo con la sua band si esibiscono in un psichedelico arrangiamento delle canzoni di Battiato… E’ l’occasione per sciogliere il nostro corpo dalle tensioni ed alleggerirci un po’…

Il secondo giorno abbiamo visitato due perle del nostro territorio che sono Gravina in Puglia, qui nell’entroterra murgiano ed il capoluogo, Bari, che si affaccia sul mare… Riguardo a Gravina, penso sia davvero il più caratteristico paese della Murgia per questa fusione tra le case e la natura, di cui Matera è sicuramente l’espressione più spettacolare… Le grotte, il torrente che scava la roccia per arrivare al mare, i bambini che gridano per le strade, una passeggiata tra le vie della città vecchia sotto un bel sole che ci sosteneva… Meglio non poteva andarci! Poi siamo partiti alla volta di Bari, dopo una sosta nel bosco di querce di Gravina, dove ci siamo stesi a rifocillarci e rilassarci un po’… Bari ci accoglie in maniera caotica, con la piazza piena di gente ed i botti di festa… Nonostante la stanchezza abbiamo ammirato le meraviglie di Bari, città molto ricca di storia, anche nella parte vecchia, rinomata più per la delinquenza che per la sua bellezza e vivacità… 

La sera, dopo la cena, molti hanno avuto modo di dilettarsi e mettere fuori la propria parte ironica o artistica con la Corrida, condotta con molto entusiasmo da Massimo, accompagnato dalla valletta Tamara e dal valletto “zio Tony”

“E fu sera e fu mattino…”: siamo arrivati al 25, il giorno del rito, l’unico impegno che mi ero preso per il natale e che stavo per abbandonare, sovraccaricato come ero dal lavoro; tuttavia grazie all’aiuto del gruppo sono riuscito a mantenerlo come impegno; conduttori del rito siamo stati un po’ tutti quelli del “presunto” gruppo animazione, ovvero io Elena, Vita, Maria, Flavia e Francesco; il rito è iniziato con la presentazione della grotta dove successivamente saremmo scesi a lasciare i nostri sassi di incenso; uno speleologo di Altamura, Francesco, ci ha descritto molto bene la grotta, dicendo che è nominata “grotta del Cristo”; la Murgia è un territorio disseminato di grotte, da noi l’acqua non scorre in superficie, ma sotto terra, creando appunto cavità e grotte che arrivano al mare e che ogni tanto si affacciano all’esterno sotto forma di torrenti che nei millenni hanno scavato le gravine, altro elemento caratteristico di questa terra, la Murgia; la grotta è sempre stato considerato un luogo sacro, non a caso Gesù nacque in una grotta, gli uomini primitivi o gli uomini che erano perseguitati, spesso si rifugiavano nelle grotte; quindi la grotta è un rifugio, un luogo in cui ci sentiamo al riparo; anche la vita nella grotta è diversa, l’acqua della pioggia arriva molto lentamente dal terreno soprastante e impiega millenni nel formare le stalattiti e le stalagmiti, vere e proprie opere d’arte; gli animali che abitano la grotta, si cibano di poco, vivono di poca luce, ma hanno cicli vitali più lunghi rispetto agli animali che vivono nella frenesia della luce del sole; e poi si trova “sotto”, proprio a rappresentare la profondità, quel luogo buio e silenzioso in cui dovremmo scendere per alimentare poi la parte visibile legata alla luce del sole; diciamo che è un luogo fondamentale per la vita, solo che lo abbiamo riempito di rifiuti e non riusciamo più a scendere, così come era stata riempita di rifiuti la grotta del Cristo e che Francesco con pazienza ha ripulito, dando la possibilità a tutti di visitarla; in fondo c’è sempre qualcuno che scava e fa strada per scendere in profondità… Dopo la bella presentazione della grotta, io ho un po’ introdotto il rito dicendo che il rito è rito innanzitutto per chi lo fa, soprattutto per noi che era la prima volta che lo conducevamo… Poi son voluto partire da una frase che ho letto “casualmente”, ovvero “Chi vuol nascere, deve distruggere un mondo”, di Hermann Hesse, nel senso che non si può nascere nella frenesia del mondo che va per fatti suoi, ma si nasce nel momento in cui si decide di scendere nella propria grotta, distruggendo il mondo attorno, ovvero tutte le cose a cui eravamo legati o che riteniamo “luce” per noi, è al buio che si nasce, in una grotta, la luce è l’ultimo atto della nascita, prima c’è un travaglio che dovremmo fare al buio… Detto questo Elena ha presentato il simbolo di questo rito, ovvero dei sassolini di incenso: i sassi rappresentano i pesi di cui dovremmo liberarci per poter poi uscire dal canale da parto, altrimenti rimarremmo sempre al buio, prima o poi si deve nascere, non si può rimanere nella grotta, il sole è importante, la vita che c’è fuori, altrimenti “moriremmo”… Per cui simbolicamente abbiamo dato dei sassi da lasciare nella grotta, per poter risalire poi più facilmente, altrimenti saremmo tirati indietro nella grotta; quei sassi, una volta bruciati, emanano un profumo che altrimenti non riusciremmo a sentire, sarebbero solo un peso inodore…

Siamo passati quindi alla fase più stretta del rito, e ci siamo affidati alla musica e a Daniela che ci ha fatto riscoprire il nostro corpo con degli esercizi molto belli, il tutto per condurci poi alla immersione nella grotta dove avremmo lasciato i nostri pesi… Queste immersioni sono state coraggiosamente accompagnate da Maria, Elena e Vita, tre grandi donne!… Considerando la ciclicità delle cose, molti hanno espresso il desiderio di voler scendere nella loro grotta, altri quello di voler risalire con meno pesiTerminate le immersioni, fisicamente siamo andati a visitare la grotta del Cristo ed abbiamo lasciato i nostri sassolini… La grotta ci ha accolti nella sua sacra imponenza… Dopo essere rimasti in silenzio ad ascoltare il suo respiro, siamo risaliti… Il sole aveva una luce diversa, più reale… Conosciamo la luce attraverso il buio…
Dopo il pranzo e l’estrazione dei premi della lotteria, è arrivato il momento di festeggiare il compleanno alla salute di Cristian, coinciso con il raggiungimento della laurea; il compleanno alla salute infatti sancisce un passaggio di crescita che una persona ha fatto nella sua vita, che viene celebrato dagli amici e dalla comunità, così come facevano le popolazioni dei villaggi nelle culture organiche, che purtroppo un po’ ovunque stanno scomparendo, a favore di una cultura tecno-consumistica… In realtà gli spettacoli più belli, non sono quelli pirotecnici o tecnologici, ma quelli legati alla nostra crescita, all’aver superato delle prove, ed è anche questo che si propone di far fare alle persone il Progetto “Nuova Specie”… Io penso che questo compleanno ha veramente sancito per Cristian una crescita che, inizialmente al buio, ora inizia a percepirsi e vedersi, piuttosto che rimanere nascosta… Anche tu Cristian sei per me un buon riferimentoChi vuole crescere ha bisogno di avere dei modelli “positivi” a cui rifarsi, altrimenti è più difficile… Ho visto anche un bel gruppo di amici e amiche che vogliono bene a Cristian e questo non è scontato!

E fu sera, e fu mattino: siamo arrivati al 26 dicembre, giornata conclusiva del viaggio; dopo le fatiche dei giorni precedenti, si avverte un aria di leggerezza, dato che il convegno dal tema “Nascere in una famiglia tradizionale, rinascere da una famiglia molteplice” non richiedeva grossi sforzi, se non quello di preparare la sala… Di certo eravamo meno tesi e questo era evidente!… Forse è stata questa minor tensione dopo un lungo periodo di transizione e stress che mi ha portato durante il convegno a sentire forte il pianto dentro di me; l’ho considerato positivo, a dimostrazione che l’acqua è arrivata nella mia grotta e sta iniziando a costruire qualcosa… Riguardo al convegno, ho apprezzato Giusi per la sua adultità nello starci anche e nonostante i suoi bisogni “grotta”… Secondo me hai dimostrato un buon equilibrio tra quei bisogni e la parte adulta che già c’è in te… Grazie per l’esempio… Riguardo al convegno ho apprezzato l’umiltà di Agostino nell’ammettere i limiti del suo progetto ad Urupia, ma ho apprezzato anche l’intervento del rappresentante dei “boy scout” e della parrocchia, che riconosco essere ancora degli ambiti positivi di crescita per i giovani, in una società che non ha più molti riferimenti!

Alla fine l’intervento di Silvio, Michela e Monica relative al progetto “Faama”, progetto avviato per “vedere” le parti “grotta” di Luigi C., in modo da aiutarlo ad uscire fuori le sue parti “luce”Solo la famiglia tradizionale non è in grado di aiutare un cosiddetto “psicotico”, sono loro a darci segnali nel momento in cui “vedono” molteplicità attorno… 

In conclusione l’intervento di Mariano Loiacono ha ribadito che rinascere comporta appunto perdere metà del proprio patrimonio genetico per unirsi con quello di un altro individuo diverso da noi… E’ il processo della meiosi, senza il quale non ci sarebbe la creazione di qualcosa di “inedito” per la Vita, ma solo ripetizione di modelli già definiti… Il processo più spettacolare che la Vita ci dona è sicuramente la nascita di individui “specifici” e non omologati… Oggi più che mai servono meiosi, scambio di parti e nascite di nuove creature, più adatte ai tempi che sono…

Dopo il pranzo, è arrivato il momento dei saluti… Grazie a tutti per essere venuti a visitare questo territorio pieno di grotte poco visitate ma solo riempite di rifiuti…
Buona “lotta” a tutti!

Filippo M.
 

4 Commenti

  1. filippo di altamura

    grazie Luca Valeria e Giovanna per i vostri commenti positivi sul post e su di me;-)…e grazie Giovanna per il "ti voglio bene"…vi abbraccio tutti.

  2. giovanna velluto

    Veramente bravo Filippo sei stato chiaro,molteplice,hai racontato il cuore di ogni momento con metafore bellissime sulla vita.Ti auguro di continuare questo percorso prima per te e poi per gli altri perchè hai delle belle capacità di comunicare.Grazie e continua così,ti voglio bene Giovanna Velluto

  3. Valeria

    Non conosco di persona Filippo, ma sento che ha un animo sensibile e sognatore. Grazie Filippo
    Valeria

  4. Luca

    Bravo Filippo, oltre a essere bravo nel tuo lavoro con la terra sei anche bravo a fare i Post. Sei riuscito a dare le giuste emozioni del viaggio che abbiamo fatto a Natale.
    Peccato che la tua famiglia e Altamura ancora non ti scoprono. Prima o dopo quello che sei germoglierà. Grazie e avanti tutta.

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