Fano (PU), domenica 29 gennaio 2012. IL CERCHIO MAGICO: PREMESSE E ATTUAZIONE NELLA MIA SCUOLA.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Presidente: Dr. Mariano Loiacono

ESSERE INSEGNANTI

IN UNA REALTA’ POSITIVA
CHE INTRAPRENDE
UNA STRADA ALTERNATIVA
PER DARE ASCOLTO
AI SUOI ADOLESCENTI:
IL CERCHIO MAGICO
IN UNA CLASSE DI 2° MEDIA



Sono insegnante di sostegno in una Scuola secondaria di I grado nel Pesarese. “Sostengo i miei alunni” da poco più di cinque anni ma cambio scuola quasi tutti gli anni. Il ruolo è lontano mille miglia da me ed, essendo a inizio carriera, sono costretta, come tutti, a fare la gavetta!… Ciononostante, quest’anno, mi è andata molto bene: oltre ad aver assunto un incarico annuale a 25 km da casa (che non sono niente rispetto ai 70 km dell’anno scorso), mi sono trovata in un ambiente più genuino ed accogliente. La prima frase che ho sentito pronunciare dalla Preside a inizio anno è stata questa suppergiù: “In questa scuola, la Presidenza e gli Insegnanti sono uguali; lavorano insieme per il bene degli alunni”. Queste parole hanno risuonato in me con forza e sentimento di liberazione…   

Ogni anno provo difficoltà ad esprimermi in un ambiente che non corrisponde a ciò che sono, a ciò in cui credo. Sento spesso il peso di tante formalità inutili, di facciata, e soprattutto della solitudine, di un allontanamento dall’essenziale e dai bisogni di tutti: alunni, docenti, educatori, bidelli, dirigente compreso.

Nella nostra piccola scuola, l’ambiente è dunque favorevole al cambiamento, all’ascolto tra colleghi e all’ascolto degli alunni. La Vicaria del nostro Plesso è di una gentilezza unica ed è sempre disponibile, anche dopo le sue ore di lezione a parlare con i genitori degli alunni più “eccentrici” e con gli insegnanti dei problemi che riscontrano nelle classi o nella didattica. E’ davvero speciale. Abita a Fano come me, il che ci dà l’occasione di viaggiare spesso insieme. Si è creato un bel rapporto di fiducia tra di noi. Posso affidarmi a lei. Quest’anno non mi sento da sola. L’ambiente di S. G. è dunque molto positivo e ne beneficia il corpo docente; si è creato in linea di massima un rapporto di stima reciproca e di collaborazione tra gli insegnanti.

L’esigenza di innescare nuove dinamiche e modalità di interazioni con la classe di 2° è nata giovedì 12 gennaio 2012, a pochi giorni dal rientro dalle vacanze natalizie e cinque giorni dopo l’incontro del “Coordinamento pedagogico globale” tenuto a Senigallia. Essendo la classe formata da piccoli sottogruppi resistenti alla partecipazione e alla condivisione delle regole di sociabilità, la Vicaria mi ha chiesto di tentare l’esperienza del “Cerchio magico” di cui le avevo parlato diverse volte. Il martedì successivo, cogliendo l’occasione dell’Assemblea d’Istituto, abbiamo sottoposto il progetto alla valutazione della Preside che ha dimostrato interesse per questa nuova prospettiva e ha approvato il progetto. 

Il primo incontro si è tenuto venerdì 20, durante le ore di Italiano. Il Cerchio magico si terrà sempre in orario antimeridiano allo scopo di coinvolgere tutti gli alunni della classe. Anche questo giovedì, il 26, abbiamo riproposto il Cerchio durante le ore di Geografia e Approfondimento.


So di aver già detto molto ma non sono entrata in merito allo svolgimento dei due primi incontri
L’avventura è quindi iniziata venerdì 20 gennaio, alle ore 8:00; quel giorno l’enfant terrible della 2° è arrivato con cinque minuti di anticipo, proprio lui che si concede quasi ogni giorno il privilegio del quarto d’ora accademico! Avevo chiesto ai ragazzi di portare un cuscino da casa per poterci sedere per terra. Essendo un po’ tutti evanescenti, pensavo che il contatto con la terra, il suolo, potesse richiamarli a scendere dalle nuvole. I banchi erano spostati quando sono arrivati in classe, lo spazio era singolarmente cambiato. Li ho fatti sedere ed ho disegnato loro la Clessidra del Kairòs (il καιρός è il tempo favorevole dei Greci opposto al Chronos, ossia ai tempi serrati che opprimono le nostre vite e non le fanno esprimere). Questo disegno mi serviva per spiegare loro il percorso, la strada che avremmo fatto tutti insieme.

Forse per curiosità, forse per timidezza, sono stati lì ad ascoltare quasi religiosamente le mie spiegazioni relative all’attività del Cerchio magico. Cosa sono i pensieri, le comunicazioni, i racconti e il fondo comune? Cosa significa la parola Kairòs? E perché la Clessidra? Perché si scende pian piano dentro di sé e si cerca di far emergere parti di sé: presentandosi sotto una veste nuova agli altri, tirando fuori la rabbia o la tristezza rispetto ad un fatto accaduto qualche giorno, mese o anno prima. Questo primo tentativo è stato complessivamente positivo e interessante, perché i ragazzi almeno nella prima parte si sono messi in ascolto e, nonostante le loro palesi difficoltà ad esprimersi all’interno del Cerchio magico, ci sono stati. Diversi, anche se pochi, interventi sono stati guidati dalle emozioni. Dalla necessità espressa da D. di dire alla classe che lui non è quello che i suoi compagni si immaginano: “Allora, innanzitutto sfaldiamo un mito! Non è vero che D. quando torna a casa si mette subito a fare i compiti! No! Io prima mangio, poi mi riposo… E se non fosse per mia madre, non li farei neanche i compiti. A me piace giocare con la DS”! Anche G., che di regola generale boicotta o si estrae dal gruppo per formare il suo sottogruppo contestatario, ha comunicato che qualche giorno prima, era uscita proprio con D. e con alcune compagne-amiche di classe. Ha detto che erano andati a mangiare la pizza ed avevano studiato insieme. Un altro elemento interessante è stato la generosità dell’enfant terrible nei confronti dei compagni in difficoltà; quando non sapevano cosa dire, l’enfant suggeriva: “Parla di tuo fratello! Parla del tuo cane”! La presenza della collega è stata importante: l’ho sentita devota nei confronti dell’attività e ha saputo cogliere la bontà dell’attività.    

Il secondo Cerchio magico è risultato più difficile per vari motivi che avevo preventivato: la stanchezza delle ultime ore, mia e dei ragazzi; la paura e la resistenza-difficoltà ad entrare nel Cerchio. In effetti la maggior parte dei ragazzi ha attuato diverse strategie per sabotare l’attività, il che mi ha fatto arrabbiare, perché non mi sono sentita affatto rispettata. Sono cosciente tuttavia che i miei alunni non vogliono sabotare il Cerchio per farmi un dispetto, ma si sentono davvero in difficoltà e lo hanno anche espresso chiaramente.  Non essendoci le condizioni, ho bypassato la fase del racconto-immersione, ma io e il collega (che purtroppo è entrato nel Cerchio alla seconda ora, perché doveva interrogare due alunne) abbiamo fatto insieme il fondo comune. Mi ha colpito lo spirito del collega. Prendendo spunto dalla mia comunicazione, ha svelato che anche lui avrebbe voluto suonare il piano ma ha suonato il clarinetto per cinque anni. Mi sono sentita appoggiata dalla sua presenza anche nel momento della teoria (“fondo comune”): ha saputo evidenziare i limiti emersi nei ragazzi (i loro meccanismi di “attacco e fuga”) ma anche le potenzialità loro e del Cerchio.

Sento quanto sia importante essere spalleggiati da altre persone, esterni-esperti, operatori come me del Metodo alla Salute, che possano prestar man forte per creare un ambiente positivo e far sì che i ragazzi possano far emergere vissuti propri, affidandosi. Sono convinta che questa impresa non è facile e che le condizioni non sono sempre favorevoli, ma sono altrettanto sicura che devo essere io l’artefice del cambiamento. Dovrò creare io stessa le condizioni per far sì che i ragazzi acquisiscano pian piano fiducia nei confronti del Cerchio, nei miei e nei loro.

Un saluto magico a tutti, soprattutto ai partecipanti del corso di “Epistemologia globale e Dinamiche di Vita” che inizia domani e che potrete seguire su questo Blog giorno per giorno,

Cindy Recchia

3 Commenti

  1. nicoletta

    Cara Cindy mi è piaciuto tanto quello che hai scritto, mi sembrava di essere lì.
    Stai facendo qualcosa di grande valore con tanto amore ed energia.
    come ti ho già detto io mi sento molto vicina a quello che tu stai facendo quindi io ci sono per quello che posso fare. Penso che i due incontri siano andati molto bene anche nel coinvolgimento dei tuoi colleghi, c'è un terreno fertile quindi continua così e avanti tutta

  2. Unknown

    Cara Sabrina,

    ti ringrazio per il tuo commento. Anche questo interesse mi fa sentire spalleggiata.

    Voglio andare piano. Vedremo dove la metastoria ci porta tutti…

    Ti abbraccio forte,

    Cindy

  3. sabrina

    Ciò che stai iniziando a fare è molto importante e ci farà crescere tutti all'interno della istituzione scolastica che ospita con positività i nostri Progetti. So che cosa significa essere sola, cara Cindy, in ciò che stai facendo, che è davvero grande, ma ti posso dire con certezza che questo ti farà crescere molto. Sei stata bravissima e il tuo entusiamo mi ha coinvolto molto. Questo tipo di progetto aiuta anche molto noi insegnanti che ci sentiamo più in sintonia con il nostro più globale progetto di vita. Avanti tutta Sabrina

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