Villa Terronia (FG), giovedì 24 novembre 2011. PROGETTO DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE. DODICESIMO GIORNO.

 
 
FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS

Presidente: Dr. Mariano Loiacono

PROGETTO “RAINBOW”.
DODICESIMO GIORNO 


DI NAVIGAZIONE…

 

Ultima giornata attiva di progetto “Rainbow” prima di ammainare le vele. L’attraversamento continua e anche se al mattino tutto sembra iniziare tranquillamente spunta l’embrione Nicola che movimenta la giornata. Gli altri naviganti preoccupati per lui partono per andare a ripescarlo. L’allarme rientra.
Come deciso dal coordinamento la sera prima sono sei le scialuppe che scendono per  sponde diverse, alcune da visitare e altre da rivisitare. 

La prima scialuppa ospita Silvio, Lara, Massimiliano. Lara  conduttrice devota accompagna Silvio e Massimiliano nell’im-mersione in un sentimento di fratellanza. Silvio e Massimiliano riconoscono l’uno nell’altro i propri fratelli biologici. Questo scambio prosegue distesi in un abbraccio affettuoso. Lara, la devota accompagnatrice, rimbocca loro le coperte facendo da utero devoto per questi due fratelli. Silvio accompagna Massimiliano a rivisitare l’angoscia di vivere e a trovare la spinta a partire dal negativo riscoprendo così la preziosità di questa parte oscura. Nel pomeriggio fanno un bilancio della dinamica a Parco S. Felice durante il quale il gruppo si è proposto di ripetere più volte questo tipo di dinamiche

La seconda scialuppa, con a bordo Michele, Raffaele, Luigi C., Ripalta e Marilisa, raggiunge il cimitero di S. Severo con l’intento di accompagnare Luigi C. sulla tomba di suo padre. Gli accompagnatori devoti sono a loro volta privi di un padre: questa morte li accomuna ed è per loro una condivisione. Michele, rimasto orfano da pochi giorni, ha compreso il valore del lasciare andare il proprio padre e del salutarlo aiutando così Luigi a fare lo stesso. In Luigi il senso di colpa è notevole: lo ha accompagnato per tutti questi anni; si è sentito lui l’artefice della morte del padre, si è sentito un figlio cattivo. Luigi parla davanti alla tomba del padre: gli dice che non è un malato, che intorno a lui ci sono tante persone che gli vogliono bene; riferendosi al padre dice che egli non lo ha mai difeso quando gli amici lo prendevano in giro. Luigi spiega le sue ragioni al padre e Raffaele e Marilisa lo aiutano ad espiare il senso di colpa nei confronti del padre. Luigi parla e dice che non è stato presente alla sepoltura di suo padre. Luigi rassicura il padre dicendogli che ora c’è Silvio a prendersi cura di lui. Ognuno degli accompagnatori ha parlato di come hanno sentito e vissuto il proprio padre e delle tante povertà che questi padri portavano con sé. Alla fine ognuno di loro ha lasciato un fiore sulla lapide; Luigi con molta grazia ha offerto un fiore al padre in segno di perdono. Tutti insieme per chiudere hanno espresso il proprio negativo e hanno recitato un eterno riposo. Luigi in segno di ringraziamento e gratitudine ha baciato più e più volte gli accompagnatori.
 
La terza scialuppa con equipaggio Enrico e Luigi T. conduce l’embrione Luigi S. in immersione in una vasca dove una calda acqua lo accoglie come fosse in un utero. Nella dinamica due corpi maschili accolgono il corpo di Luigi S. e a questo punto inizia una fase fusionale. Luigi S. chiede ai suoi accompagnatori di spalmargli del balsamo sul petto perché ricordava che lo faceva il padre con dolcezza. Inizia così una serie di massaggi e di abbracci, e uno sfiorare del viso di luigi S. lo fanno sprofondare in un  sonno tranquillo proprio come accade quando un neonato si nutre e poi tocca il viso di sua madre. Quanto è importante questo piccolo ma significativo gesto. Luigi T. accompagnatore devoto e discreto accarezzava loro la testa e con la sua presenza li rassicurava.
 
La quarta scialuppa con a bordo Daniela, Luca, Eka, Nicola e Ruggero salpano per raggiungere Orsara: lo spirito leggero li accompagna e come tanti tredicenni si apprestano ad esplorare un’abbazia. Immaginate un po’ le scene di questi ‘cosiddetti‘  tredicenni un po’ cresciuti che si arrampicano e scavalcano le mura di cinta per raggiungere l’abbazia. L’embrione Nicola continuava a dire ai compagni di gioco che la situazione era pericolosa: era il più saggio. Daniela ha esclamato: “Le tante peripezie invece di farci arrivare all’abbazia ci hanno fatto arrivare alla pazzia”. I tredicenni perdendosi nelle campagne si sono imbattuti nella presenza inquietante della proprietaria del terreno che si dimenava in maniera schizofrenica gridando contro i ragazzi come una cornacchia. Immaginate ora le varie imprecazioni della signora cosa hanno potuto scatenare nei cosiddetti “tredicenni”, i quali nel vedere la signora scoppiavano in risate fragorose. A questo la punto la signora, spaventata dalla loro presenza, ha sequestrato i ragazzi. I ragazzi si sono presentati ma la signora non li ha presi in considerazione, anzi li ha screditati. Risultato finale: arriva un carabiniere il quale si appresta a prendere i nominativi dei cosiddetti. I ragazzi sono stati nominati: hanno lasciato il segno. 

La quinta scialuppa con a bordo Flavio, Maria Antonietta e Marinella parte alla volta dell’esplorazione del codice analogico. L’artista Flavio con i colori in mano si avvicina a Marinella non solo colorandole il viso ma usando i colori che rispecchiavano i toni che lui vedeva in lei:  il nero per la rabbia, il blu per la rappresentazione dell’infinito, il rosso per la passione, il giallo come una punta di colore. Marinella lo ha poi esortato a dipingere con le mani: dopo qualche resistenza Flavio ha accettato. In tutto questo Flavio si è raccontato, ha parlato a lungo del suo passato e delle sue paure a proposito del rapporto con le donne e il loro corpo. Il tutto è stato contornato da musica lieve e incenso. Dopo il colorare ognuno è giunto ad un bagno caldo con contorno di oli, musica e candele.
 

Sesta e ultima scialuppa con a bordo Dina, Marta e l’embrione Alberto. L’esplorazione è stata nel mondo materno: Alberto si è potuto vivere attraverso queste dinamiche il rapporto lasciato in sospeso nell’ultimo periodo di malattia della madre. La madre di Alberto ha riconosciuto in lui la capacità di amare; Alberto fa una lunga immersione: racconta di Elda sua madre di professione medico. Parla dei vari rapporti vissuti all’interno della famiglia, di questa donna rimasta incastrata nel rapporto di coppia. Elda muore dopo una lunga agonia durante la quale sente di poter lasciare i propri figli perché li sente pronti a vivere senza la sua presenza. Una donna di grande spessore, un esempio per i figli. Dina e Marta lo accompagnano devotamente in questa dolorosa immersione. La sera, dopo il bilancio, Alberto si abbandona finalmente ad un pianto profondo prendendo consapevolezza forse per la prima volta della reale morte della madre e del vuoto che gli ha lasciato dentro: solo ora può lasciarla andare.

Dopo tutte queste esplorazioni le varie scialuppe rientrano sulla nave. La giornata è stata di un buon pescato nell’oceano della vita. I vari accompagnatori sono soddisfatti, provati e felici di essere in continua immersione in questo grande oceano della vita.

I cosiddetti
Angela
Massimiliano

1 Commento/i

  1. Gabry

    Mi ha commosso soprattutto la scialuppa di Luigi C. e la visita al cimitero sulla tomba di suo padre.
    Che dire, siete stati proprio bravi e non so descrivere l'entusiasmo che avete suscitato in me.
    Gabriella

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