Albino (BG), domenica 30 ottobre 2011. APPROCCIO GLOBALE ALL’ADOLESCENZA. Seconda giornata







FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS



Presidente: Dr. Mariano Loiacono

APPROCCIO GLOBALE

ALL’ADOLESCENZA.
SECONDA GIORNATA.

30 ottobre 2011seconda giornata ad Albino al Corso “Approccio Globale all’Adolescenza”.
Risveglio mattutino sulle note della canzone di Venditti “Che fantastica storia la Vita”. Qui alla Scuola Apostolica di Albino la sveglia che percorre i corridoi è caratterizzata ogni mattino da un brano musicale. 

Alle 9:00 il corso inizia con il racconto della notte di Elisabetta sulla sperimentazione dell’over metastorico tra lei e Francesco. La Metastoria è il cuore della vita, il vento che spinge oltre l’angolo alfa, ovvero ordine e regole. 

 
Dall’esperienza di Elisabetta e Francesco è emerso che se nell’infanzia non siamo riconosciuti per ciò che solo noi siamo, nell’attraversamento dell’adolescenza non saremmo in grado di distinguerci e separarci per poter decidere di diventare adulti. La specificità di ognuno è importante per poter determinare e rispettare il proprio territorio. Nelle profondità della vita il codice analogico permette di affermare la presenza dell’“io sono” attraverso il corpo. L’acqua, elemento più antico e l’utero sono degli elementi che facilitano l’accoglienza all’analogico. Il corpo, più delle parole, è fondamentale per poter sanare i nostri punti frantumati. All’inizio si cresce all’interno di un utero in gravidanza diventando un intero. Alla nascita ci si trova in una membrana etnoculturale la quale va ad intaccare il codice biorganico di ognuno di noi; si trasmette ciò che non appartiene all’intero che se non viene riconosciuto per ciò che solo io sono, si creeranno dei punti S, dei tagli. Questa impronta rappresenta una forza centripeta la quale tende ad ostacolare il distacco della famiglia di origine. Più noi abbiamo dovuto adeguarci a questa membrana etnoculturale, più impediremo ai nostri figli di esprimere il loro codice biorganico. L’adolescenza può essere definita una fase di scuci e ricuci di quella membrana etnoculturale che ci ha trasmesso. L’attraversata dell’adolescente è un trans ire, andare al di la’ dalla sponda infanzia alla sponda adulta. L’attraversata prevede l’immersione dove la cosa importante non è cadere ma sapersi rialzare, dove l’immergersi è appoggiarsi a sé stessi e quindi dalle stampelle dell’infanzia di una presenza accanto diventare una presenza dentro (citazione di S. Agostino). Bisogna saper nuotare misurando e sopportando il proprio peso specifico. “… passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinchè la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali così che essa potesse volare…” L’attraversamento strema l’adolescente che vive molto spesso con fatica e finisce con il desiderio di morire. La notte e la tenebra riconduce al sonno, una tregua dallo sfiancamento. Consigliando la lettura dell’Odissea ritroviamo un Ulisse archetipo greco dell’adolescenza.

Alberto,
Diego
e
Silvia

       

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