Foggia, giovedì 1^ settembre 2011. SETTIMANA INTENSIVA al CMS di Foggia. Quarta giornata.


FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS

Presidente: Dr. Mariano Loiacono


QUARTO RESOCONTO
DELLA SETTIMANA INTENSIVA
organizzata al CMS di Foggia
dal 29/08 al 02/09/11

Essere esploratori 
entusiasti e avventurosi 
o restare bambini 
impauriti e incazzati?

Siamo giunti a giovedì e si inizia la mattina riprendendo alcuni elementi trattati nell’unità didattica UNITA’ CRISI, esposta dal Dr. Mariano nella diretta streaming di ieri pomeriggio.

Viene chiesto se il PERDONO può essere collegato alle fasi dell’Unità di CRISI; Mariano risponde affermativamente ma intendendo la parola PER-DONO come volontà di andare oltre il negativo accogliendolo e non negandolo (come una certa religiosità ha insegnato per secoli e spesso ancora si fa in modo ipocrita: ti perdono ma te la faccio pagare in modo indiretto per tutta la vita). Qui PER-DONO significa “non dimentico il negativo che l’altro mi ha dato in quella relazione, ma lo accolgo, lo esprimo, lo elaboro aiutato o mediato dal punto di vista di persone più cresciute e trovo nuove possibilità di viverci il nostro rapporto”. Il negativo non elaborato fa crescere dentro tanta rabbia fino a farci morire e a far morire tutto quello che ci circonda. Dietro la rabbia c’è la somma di tante delusioni e queste delusioni bloccano anche il nostro corpo che appare rigido, morto, la morte infatti è rigidità. Se siamo invece aiutati a riprendere il positivo cambiamo torniamo a vivere, ci trasfiguriamo.

Questa è la trasfigurazione che è avvenuta un tempo per Gesù e che è possibile oggi anche per noi.

Il soggetto bloccato spesso dall’esterno viene etichettato e trattato come malato somministrandogli false fotocopie di psicofarmaci naturali che ognuno di noi quando può esprimersi è in grado di produrre. Questi psicofarmaci sono: il riso, il pianto, il sonno-sogno. La cultura precedente specialmente per gli uomini è stata invece molto penalizzante perché ha loro impedito di esprimere il pianto riservato alle donnicciole. Per esprimere pienamente la vita invece non si deve escludere nessuna parte perché serve a mantenerci in salute salus infatti viene da sarvas che vuol dire intero. Gesù nel Vangelo di Giovanni 10,10 ha detto: “Sono venuto a portarvi la vita e a darvela in abbondanza”. Degli antenati bisogna imparare a dare valore a quello che ci hanno voluto comunicare non perché l’hanno detto personaggi importanti ma perché ne colgo il valore e lo riconosco nella mia vita.

Si passa al ring una modalità che il Dr. Mariano Loiacono ha sperimentato da vari anni e che i vari nuclei familiari presenti sono chiamati a vivere in diretta. Il ring è un momento importante in cui possono esprimere guardandosi negli occhi le proprie verità così come sono state vissute. Guardarsi negli occhi ci permette di entrare nella parte più profonda di noi, spogliandoci delle maschere di cui eravamo rivestiti, spesso abbassiamo lo sguardo proprio perché abbiamo paura di farci conoscere anche nelle nostre fragilità.

Si confrontano fratelli e sorelle per riconoscere la tristezza profonda nello sguardo di ciascuno: arrivati a questo punto del percorso accettano di dedicarsi un tempo per ri-incontrarsi come adulti che hanno condiviso anche in modo confuso le fondamenta delle loro vite e ora, riconoscendo e accogliendo il negativo di ciascuno ne comprendono il significato e il valore e possono aiutarsi ad andare oltre, distinguendosi e accompagnandosi nelle scelte importanti.

Si confrontano famiglie, coppie… in cui il disagio forte di un componente ha permesso agli altri di sfondare o socchiudere le porte blindate dei loro dolori antichi, profondi, negati… Ognuno riconosce all’altro la crescita fatta e diventa più adulto esprimendo i propri bisogni e offrendo la propria disponibilità a rispondere ai bisogni dell’ altro. Adulto infatti non è chi fa da solo ma chi sa chiedere, sa ringraziare e sa dare.

Il Dr. Loiacono aiuta a trovare le parole che ci raccontano, ci aiuta a leggere le nostre vite meglio di noi stessi dandoci una chiave interpretativa che ci fa ampliare lo sguardo e ci permette di trovare nuove risposte, nuove soluzioni creative che ci permettono di crescere. Ci accompagna a diventare accompagnatori e ad “osare”: dire e proporre con onestà cose anche difficili ma che permettono di crescere e perciò sono autorevoli (dal latino augios = crescere). Poiché la crescita ha fasi nascoste (i fiori che sbocciano a maggio sono nati ad aprile!), spesso i tempi ci sembrano lunghi e vuoti, ci sembra di aspettare per niente… ma gli accompagnatori, come figure non coinvolte, ci aiutano a riconoscere le gemme, a cogliere i piccoli segnali di crescita.

In questi percorsi rimane la libertà di ciascuno (padre, madre, sorella, fratello…) di favorire questo processo di crescita in noi stessi e nelle persone a noi care… o di fermarsi.

Fermarsi nella propria crescita può voler dire non vivere in modo pieno… ma anche psicosomatizzare queste rinunce. Molte malattie sono un grido dell’anima che attraverso i dolori del corpo ci costringe a rivedere il nostro stile di vita. Non è facile partire da sé stessi, è più semplice restare nella convinzione che “il problema” sia negli altri, familiari o istituzioni che siano. Come pulcini che escono dall’uovo dobbiamo trovare la forza di rompere il guscio che ci ha protetti finora: lasciare il vecchio mondo con le spiegazioni e soluzioni anche buone finora adottate per entrare in un mondo per noi nuovo, come neo-nati, e cercare in modo attivo il cibo che ci nutre. Possiamo scegliere se essere esploratori entusiasti e avventurosi o restare bambini paurosi e incazzati!

Dopo il ring, con il bilancio finale di domani, chi vuole si impegna a “contrattare un cambiamento” per costruire una relazione più autentica, indipendentemente dai vincoli e dai ruoli che avevamo precedentemente.

La giornata si conclude a Villa Terronia: manicaretti e leccornie per tutti i palati anche dei più esigenti preparati dalle volontarie del Centro per imparare a suonare anche le note gioiose con il linguaggio universale della musica e della danza.

Elena &
Ermanna

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