Foggia, mercoledì 31 agosto 2011. SETTIMANA INTENSIVA al CMS di Foggia. Terza giornata.



FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS

Presidente: Dr. Mariano Loiacono




TERZO RESOCONTO

DELLA SETTIMANA INTENSIVA

organizzata al CMS di Foggia

dal 29/08 al 02/09/11



Resoconto del pomeriggio

“Unità di Crisi”

(rovesciata)

Mercoledì pomeriggio, Mariano (Dr. Loiacono, Medico Chirurgo e Psichiatra, responsabile del Centro di Medicina Sociale dell’Ospedale di Foggia, ecc.) ne ha combinata una delle sue! Ha capovolto una sua unità didattica[Per (ri)vederla in diretta streaming, clicca qui].



Come “coup d’envoi” al pomeriggio, Mariano chiama Floriana – una ragazza che da poco frequenta il Metodo alla Salute -; siccome compiva gli anni, le sono stati cantati gli auguri. Il Dr. chiama in seguito Marino e Anna Maria per dar valore a Floriana, visto che è stata una persona importante, in grado di entrare nelle profondità di Nicola, il loro figlio. Mariano valorizza i sacrifici che la famiglia ha affrontato e sta tuttora vivendo, in particolare di Marino che ha lasciato il lavoro da qualche mese per dedicarsi ai suoi nodi per poter aiutare il figlio.

A questo punto Mariano chiede ai “nuovi” se vogliono presentarsi e raccontare il loro vissuto di questi primi giorni, ma a quanto pare questa settimana è caratterizzata da un meccanismo di resistenza molto forte e ci vuole un po’ prima che Nicola da Brescia si alzi “spintaneamente” ed inizi a parlare. L’interazione con lui è spigliata e simpatica; lo psichiatra invita la madre e la sorella a presentarsi, ma le due donne si vergognano e preferiscono non farsi vedere… Allora Mariano invita Silvia ad essere la voce della sorella, dato il vissuto simile dei fratelli, e dopo che Nicola torna a sedersi chiama Luca (il fratello di Silvia), affinché aggiunga qualcosa di suo.

Il medico prosegue interpellando Marta (che quando la conobbi, mi colpì molto per la sua bella voce) che sta passando un periodo con una mosca in vaso, soffoca, mi pare di aver capito… E con delicatezza Mariano si fa raccontare quest’ultimo periodo e le ripete che secondo lui era prematuro tornare all’ambiente di origine, le chiede di chiamare qualcuno che le stia vicino e Marta chiama il fratello Riccardo. Anche lui esprime il suo vissuto dei primi due giorni e la sua felicità (ancora contenuta) per i cambiamenti della sorella.

Finita anche questa interazione lo sguardo del Maestro vola sulle persone e invita nuovamente a presentarsi, ma ancora nessuno risponde; allora chiama Gaetano, un ragazzo che timidamente risponde che preferisce rimandare al giorno seguente, il Maestro insiste cortesemente, ma vedendo che il ragazzo è agitato preferisce lasciarlo tranquillo. Dalla parte opposta della stanza, tuttavia, comincia a levarsi una voce e con essa una donna, Rachela, che corre verso il Maestro e grida a gran voce il suo amore per il figlio; dice di essere pronta a lasciare che il figlio vada a vivere in Canada! A questo punto Gaetano si alza richiamato a gran voce e si mostra sempre con timidezza; la lezione a cui assistiamo alle spalle di Rachela è piena di spontaneità, di dolore antico, di speranza e rinnovato amore! Davvero genuina!

Agli occhi vigili di Mariano non sfugge un ragazzo che io eleggo come mascotte della settimana: ha meccanismi di chiusura e fuga molto forti: cuffie, tablet, libro e prolungate assenze; e quando sente la voce Mariano che lo chiama non resiste e se ne esce.

Con grande dispiacere per questa fuga Mariano continua le sue interviste e chiama una giovane ragazza: Eleonora. Anche questa ragazza racconta il suo vissuto della settimana e di come stia accompagnando la madre Mariarosa a conoscere questo Metodo per togliere gli psicofarmaci.



Prima di cominciare l’U. D., Mirko si sente di comunicare la sua sfiducia nel Metodo, di come non riesce a stare meglio dopo parecchi mesi che frequenta il centro, Mariano invita Floriana e Flavia a far vedere il positivo che riesce a esprimere Mirko, ma Mirko è ancora una statua e non permette agli altri di aiutarlo. Mariano fa un altro tentativo chiedendo a me di parlare con Mirko; accolgo l’invito ma non posso fare altro che confessare la mia difficoltà di stargli a fianco, dato che attraverso anch’io un periodo di forte chiusura e non riesco a fare della nostra difficoltà un punto di partenza… ancora.

Per chiudere la prima parte Nicola da Bergamo canta una canzone di Lucio Battisti: “Motocicletta 10 hp”; chiedo scusa ai fans del cantautore, ma non ricordo l’esatto titolo della canzone!…

Dopo la pausa il Professore ci presenta la “nuova” Unità di Crisi!



Che cosa avrà mai di diverso da quella precedente? Proviamo a confrontarle… Prima lo schema dell’U. D. rappresentava un arco (2007); oggi invece l’Unità di Crisi ha la gobba verso il basso! Sembra un fiume: il fiume della vita (2011)! Cosa cambia? Prima di dirvelo fate i complimenti a Daniela per il disegno!



Ora che avete fatto i complimenti a Daniela per la sua vena artistica vi posso svelare che la nuova coda fa riferimento al Cum-munitometro, perché rappresenta la strada che bisogna affrontare per passare dagli “obblighi/doveri” allo “spettacolo/eden”, ogni scia della coda è un passo che bisogna affrontare per crescere.

È la prima volta che vedo l’Unità di Crisi e quindi non so se ci siano altre differenze tra le due versioni e riassumerla è per me difficile e limitato.

Parto dall’ipotesi che ogni persona può (e sarebbe buono che fosse) diventare una stella che si alimenta della sua stessa energia per avere e fare luce, e che la condizione di partenza è l’energia o luce che ci arriva da un esterno che però non è sufficiente ed è incrinato.

Le scie-fasi che bisogna attraversare sono:

“mi distinguo”;

“mi separo”;

“decido”;

“scelgo”;

“risolvo”;

“vinco”.

E vanno attraversate una alla volta con i tempi necessari per ogni scia, senza affanno.

Quando si affrontano le prime tre scie la tentazione di tornare al riconoscimento che ci offre l’esterno è molto forte, e le persone che hanno dipendenze da sostanze psicotrope o da rapporti dismaturi facilmente tornano a quel tipo di “alimentazione” e si ricade quindi nei meccanismi di partenza. La scia più difficile da attraversare è quella della decisione, perché è in questa scia che bisogno recidere cose o affetti che sono stati anche importanti fino a quel momento, è proprio in questa scia che si sputare sangue e bisogna stringere i denti (ed è la scia che sta affrontando Marino ora) per poi scegliere e ri-solvere per arrivare a vincere, che non significa eliminare il negativo ma inglobare le avversità.

Queste scie però non sono una tantum, bensì ci vengono regolarmente proposte dalla vita stessa in ogni cambiamento e sta a noi saperle riconoscere e umilmente chiedere di essere accompagnati.

L’unità didattica completa è più articolata e sfaccettata quindi non mi resta altro che invitarvi a leggerla, o rileggerla o vederla da Internet! [Si possono richiedere gli atti al Centro di Documentazione “Nuova Specie”, cliccando qui].



Ringrazio Maurizio che andandosene ha fatto sì che fossi dichiarato scriba del pomeriggio.

Ringrazio Mariano che con la sua passione mi sta permettendo di ri-prendermi.

Ringrazio voi che avete letto tutto lo scritto.

Un abbraccio,

Davide

1 Commento/i

  1. Anonimo

    ciao

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