Foggia, venerdì 8 luglio 2011. Corso su “DINAMICHE METASTORICHE: QUALI, DOVE, COME E PERCHE'”. QUINTA GIORNATA.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS

Presidente Dr. Mariano Loiacono


RESOCONTO DELLA QUINTA GIORNATA DEL CORSO
“DINAMICHE METASTORICHE:

QUALI, DOVE, COME E PERCHE'”

E’ l’ultimo giorno di questo per-corso, in cui siamo stati condotti, anzi accompagnati dal dott. Loiacono, a condividere un ontologico profondo e ad acquisire competenze che consentiranno di avere un rapporto nuovo, intimo e dinamico con la Metastoria.

Entusiasmo e paure, gioia e malinconia, tutti gli opposti aleggiano nella stanza e nel cuore degli oltre 100 partecipanti, animati dalla consapevolezza che si riparte diversi, rigenerati, e che il ritorno porterà con sé qualcosa di inedito.

Prima di lasciarci è stato importante ripercorrere la strada tracciata, soffermarci sulla “sala da pranzo” per fare festa e la “stanza da letto” per fare teoria ed individuare ciò che ognuno di noi può fare grazie, con ed in forza di ciò che ha appreso.


L’essere giunti alla fine di un percorso così impegnativo è già un buon risultato, perché siamo transitati, guidati per mano, tra le diverse stanze della “Homelife”, ascoltando il suono delle sette note delle dinamiche metastoriche, godendo dell’assoluta purezza di quell’armonia antenata.

Tornando a casa sarà importante fare vuoto, lasciar sedimentare i tanti stimoli ricevuti e rientrare nel nostro stato quiete, per poter poi procedere con maggiore chiarezza e discernimento a selezionare i bisogni e riprendere il cammino; le competenze acquisite fungeranno da enzima e solleciteranno spinte metastoriche spontanee in ciascuno di noi.

Quando le scelte, le sfide, i cambiamenti che ci troviamo a dover affrontare sono particolarmente forti ed impegnativi, occorre saper attendere; non si affretta un parto, e la lettura mitopoietica della farfalla ci conferma che sono gli sforzi fatti per uscire dal bozzolo, che consentono di rafforzare le proprie ali ed essere in grado di volare.

Come ogni semina ha i suoi tempi di maturazione e di mietitura, così tutti noi dovremo essere in grado di rispettare i nostri tempi, rinunciando all’urgenza dell’immediato ed affrontando con nuova adultità il cambiamento.

Attingendo ad un nuovo brano del sapere mitopoietico, il dott. Loiacono ci regala quindi una lettura rigenerata de “La parabola dei talenti”.


Ognuno di noi, nella sua vita, nella sua esperienza ha ricevuto doni diversi a seconda delle proprie condizioni oggettive e soggettive per cui dobbiamo essere innanzitutto in grado di superare la logica del confronto-differenza, per gustare pienamente l’idea di un “padrone” che affida talenti, sa fidarsi e si allontana.

Il capitalizzare, mettere a frutto quanto ricevuto è tuttavia un’azione molto personale; il padrone non da indicazione su cosa fare dei talenti, su come investirli. Questo richiama con forza il senso ed il valore della nostra responsabilità: non sono importanti i talenti guadagnati quanto, piuttosto, l’impegno, lo sforzo compiuto per farli fruttificare e la capacità di mettersi in gioco.

Se la Metastoria, come il padrone della parabola, miete anche dove non ha seminato, pur dinanzi ad una esperienza di vita sterile, desertificata, brulla, non possiamo rinunciare alla possibilità di investire quell’unico talento che ci è stato concesso; rabbia, delusione, sconforto ci ostacolano, ma piccoli sforzi possono esser compiuti e da loro dipende quanto saremo in grado di raccogliere.

Se rispetto a quanto abbiamo ricevuto ed appreso grazie al percorso fatto non saremo in grado di attivarci, di metterci in dinamica anche per le cose più semplici, tutto andrà perso e le tenebre in cui il padrone conduce il servo rappresentano proprio la conseguenza di confusione e smarrimento di chi rinuncia alla Metastoria. Questa ci spinge invece con continuità al viaggio, per condurci lungo un percorso impegnativo che conduce alla pienezza.

Per agevolare la transitorietà della storia, delle nostre storie, contaminandole con la Metastoria, il dott. Loiacono ha quindi concluso l’esperienza accompagnandoci a riposare nel nostro stato quiete, rivisitandolo ed offrendo ad ognuno di noi spunti originali per identificare i propri bisogni su cui lavorare.

E’ proprio dal bilancio di Padre Eliseo che emerge un invito per tutti noi, affinché possiamo essere enzimi della storia attraverso un modo sempre nuovo di guardare, sempre libero nel pensare e generosamente creativo nell’operare.

La giornata prosegue con il bilancio del corso di tanti partecipanti e la condivisione del percorso fatto durante la settimana, di come la Metastoria si è manifestata dentro ognuno e delle prospettive verso cui si intende procedere.

Giorgio Bisirri

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