Foggia, martedì 5 luglio 2011. Corso su “DINAMICHE METASTORICHE: QUALI, DOVE, COME E PERCHE'”. SECONDA GIORNATA.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS

Presidente Dr. Mariano Loiacono


RESOCONTO DELLA SECONDA GIORNATA

DEL CORSO

“DINAMICHE METASTORICHE:

QUALI, DOVE, COME E PERCHE'”

La parola “storia” etimologicamente significa vedere e sapere, rappresenta ciò che conosciamo quindi il positivo. E il resto? Il resto, siccome non lo vediamo e quindi non lo sappiamo, è quello che si oppone, il negativo, quello che dice no alla storia. E che fine fa il negativo? Il negativo è visto come una minaccia da sanzionare ed eliminare dando vita al conflitto degli opposti dal quale scaturiscono i nodi, i blocchi e il disagio.


Per spiegare meglio la nostra cornice esistenziale, possiamo dire che ogni esperienza storica necessita dell’intervento metastorico, altrimenti la storia per sua natura è destinata alla morte, all’immanenza, ad addormentarsi come la favola di lunedì. Le situazioni di frammentazione psicotica denunciano proprio questo: oggi dove la storia è caratterizzata dalla convivenza di tante diversità (globalizzazione) non riusciamo a superare il ciclo vita-morte, poiché mancano uomini metastorici e il progetto “Raibow” con i suoi “rainbow-nauti” si inserisce proprio su questo livello.

Se la storia deve essere spinta da un vento metastorico cioè da quella forza che fa andare al di la (dal greco dinamis) una dinamica per essere metastorica deve contenere tutte le note e deve essere suonata con tutte le corde o i tasti che uno strumento possiede altrimenti diventa una dinamica storica, a-simmetrica o di potere.

La religione, la spiritualità e la filosofia che rappresentano ciò che della storia hanno visto e saputo alcuni gruppi etnici pretendono di essere espressione diretta di metastoria ma come abbiamo detto non c’è storia che può contenere la metastoria. Queste sono versioni infantili: la metastoria che dovrebbe essere la spinta al cambiamento, l’anima della storia stessa, viene ad esempio rilegata dalla religione cristiana nell’”al di là” (meta), cancellando del tutto la parola storia.

Noi parliamo invece di una metastoria che non si contrappone alla storia ma che è intrecciata con essa.



A questo proposito è molto bella la metafora della gravidanza che spiega bene il rapporto tra storia, il feto e madre, la metastoria: il bambino non conosce la madre ma alla mamma sta molto a cuore il bambino e fa di tutto per portarlo alla nascita. Madre e figlio rimangono distinti e specifici e il loro rapporto è regolato dalla placenta che ha una parte utero e una zigote. La fase finale della gravidanza rappresenta la nascita della nuova specie che è in grado di dialogare faccia a faccia con la madre-metastoria.

La storia dovrebbe farci sviluppare tutti i livelli-codici del graal: il livello metastorico del fuoco è caratterizzato da legami forti o covalenti, quello organico della terra, con i legami elettromagnetici, quello analogico dell’acqua con i legami deboli e quello simbolico dell’aria con i legami gravitazionali. Una delle finalità del corso è non accoe-ntentarsi dei livelli simbolico analogico e organico ma iniziare a spingersi verso esperienze fuoco metastoriche.

A questo punto siamo pronti per iniziare il COME fare le dinamiche metastoriche,ossia vedere cosa servirà ai rainbow-nauti per espugnare la fortezza che tiene prigioniero Luigi, si tratta di un progetto importante che può rappresentare una esperienza teorica trasmissibile nell’ambito della frammentazione psicotica che è la sfida più grande del mondo di oggi.

Alla ripresa pomeridiana ci soffermiamo sulla genealogia degli antenati che ci indicano le prime manifestazioni metastoriche presenti nella storia.

Il primo antenato è la reazione libera o processo spontaneo : la decarbossilasi , ad esempio, è un processo di trasformazione che avviene spontaneamente ma necessita di tempi molto lunghi: 78 milioni di anni.

Quando la storia e con lei gli organismi viventi sono diventati più complessi è intervenuto un secondo antenato che è l’enzima: quest’ultimo ha permesso di velocizzare la stessa reazione da 78 milioni di anni a 25 millisecondi. L’enzima, quindi rappresenta la prima forma attiva ha attivato, appunto competenze metastoriche utilizzandole per modificare il substrato. L’enzima non altera la trasformazione ma la accellera solamente. Oggi noi possiamo sopravvivere con tutte le nostre funzioni e relazioni (non reazioni) grazie alla presenza delle catene enzimatiche che regolano tutti i processi metabolici di crescita-distruzione (relazioni anaboliche e cataboliche). Il nome “enzima” deriva da un’idea iniziale e poetica di Pasteur che paragonò la funzione enzimatica con quella dei fermenti del lievito e fu Kunn a tradurre “lievito” dal greco enzumo.

Anche Mariano Loiacono che è un po’ poeta chiama l’enzima “AMA”, ossia “Accompagnatore Metastorico Antenato”, le cui caratteristiche rappresentano ciò dovrebbe servire in una una dinamica metastorica. La prima caratteristica è la reciprocità tra enzimi, che si attiva per il cambiamento e substrato che vuole cambiare. La seconda è che l’enzima non altera il cambiamento ed è molto rispettoso del substrato.

L’enzima deve avere un sito attivo cioè ho una mia struttura e interezza che mi permetta di mettermi a disposizione dell’altro: detto in altri termini se l’enzima è la donna l’utero-placenta è la parte attiva. L’enzima è in grado di creare legami di ogni livello e di poter cambiare conformazione in poco tempo dimostrando una grande capacità di adattabilità al substrato. L’enzima deve avere un sito allosterico ossia una capacità di autoregolamentarsi. Ci devono essere dei cofattori ossia molecole che partecipano alla reazione enzimatica ma non sono proteine. Ci vogliono particolari condizioni (temperatura, acidità, ecc.).

Cosa avviene quando il substrato è diventato prodotto? L’enzima torna ad essere libero, si deve saper ritirare e come nella gravidanza finisce la relazione forte e quello che è prodotto diventa substrato per una nuova reazione.

Quali sono gli antenati metastorici della specie uomo? Fino a pochi decenni fa l’uomo ha vissuto di accompagnatori spontanei (genitori, insegnanti, religiosi…). Accompagnatori (AD– etimologicamente andare verso, –CUM– insieme anche se ogniuno con le sue gambe, –PANIS significa fare il pane, sto nella vita e faccio per primo) che hanno trasmesso piccoli cambiamenti avvalendosi di reazioni spontanee lentissime.



Oggi spinti dal disagio diffuso e dall’inadeguatezza di questi accompagnatori spontanei stiamo andando verso la costruzione di enzimi ontologici e di catene enzimatiche in vista di creare situazioni organismo. Il progetto nuova specie tende alla creazione, infatti di un utero psi che sarà in grado di trasmettere una grande complessità facendo entrare la metastoria molto più pienamente nella storia.

Questa è la fase dei Conduttori CUM-DUCERE “tirare, tracciare, dare inizio, fare per primo“, ma anche stimare e credere anche oltre al negativo che sembra sovrastare, infine accettare l’onere, sposare e creare discendenza diffondendo le proprie competenze, un conduttore nasce e ama far nascere fino a farsi sostituire o a sapersi ritirare.

Gli enzimi esistono e vivono in noi ascoltiamoli; facciamoci accompagnare dalla metastoria antenata che abbiamo dentro…


Maria Grazia Zamagni

1 Commento/i

  1. Anonimo

    Questa notte ho sognato che in una stanza del Centro Mila aveva fatto portare grosse quantità di bevande e acqua UTILI E A BENEFICIO DI TUTTI e che Luigi le si scagliava contro in una dinamica DI GRUPPO METASTORICA perfettamente conscio del negativo che aveva sempre provato verso di lei comunicando tutto il suo astio e dolore vissuto SINO AD ALLORA PER SUA MADRE.
    Il sogno mi ha trasmesso un senso di serenita'grazie anche all'impegno che sta scaturendo da voi lì al centro e al valore che avette tutti per me.
    Gamba in scarico

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