Foggia, lunedì 25 luglio 2011. SETTIMANA INTENSIVA al CMS di Foggia. Prima giornata.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS

Presidente Dr. Mariano Loiacono


PRIMO RESOCONTO
DELLA SETTIMANA INTENSIVA
organizzata al CMS di Foggia
dal 25 al 29/07/11
Conduttori: Titta, Nicoletta, Maria Grazia, Davide, Dina.

Prima giornata della settimana intensiva di luglio dopo la serata “di accoglienza” di domenica durante la quale abbiamo “rotto il ghiaccio” con le presentazioni dei “nuovi”, abbiamo ascoltato un po’ la storia di Luca R., su cui Mariano ha fatto subito teoria, ed abbiamo fatto gli auguri (a Luca) che ha compiuto 32 anni!

Filippo spiega che il Metodo alla Salute è una strada (meta-odos) per andare al di là (della propria storia, del disagio, della paura di crescere, ecc.) in un viaggio continuo ALLA SALUTE (sarvas) verso l’INTERO, percorrendo ognuno una strada inedita.

Dopo i pensieri di gruppo tipici del lunedì con Ivan che delicatamente fa parlare il bastone della pioggia, chiedendo all’antenata ACQUA un buon augurio di viaggio, si inizia con i pensieri antenati e le presentazioni che subito diventano immersioni. Chi viene qui per curiosità, chi per crescere, chi per aiutare un figlio una figlia in forte disagio…



A. racconta la sua storia. C’era una volta una bimba che… troppo presto, a tre anni, ha conosciuto il dolore della morte del padre la cui bara è rimasta bloccata nella sala da pranzo-stomaco dal dolore della madre, vedova a soli 27 anni in un paesino e in anni in cui “tornare a vivere” per una vedova e un’orfana era un peccato grave. Voglia di vivere che ha cercato aiuto nella religiosità: nell’ ideale di salvare il mondo, nella vocazione di amore,in un padre-prete… ma ha trovato una religiosità che propone la vocazione-suora come rinuncia agli affetti; ma una relazione amorosa cresce nonostante tutto ma con tanti sensi di colpa, tristezza, malessere, rinunce… Anche se ora un cammino di riconciliazione con se stessa e con la madre è iniziato, rimane un’incazzatura forte con la metastoria: perché tutto questo dolore, tutta questa morte?!?

P. denuncia la sua storia di figlia-maschio come il padre l’avrebbe voluta, con una personalità forte ma sensibile, e fin da piccola manifesta un disagio attraverso allergie e disturbi dell’alimentazione giustificati subito da spiegazioni scientifiche. Pur di “non vedere i disagi familiari” i genitori rimuovono i fatti, dimenticano, lavorano lavorano, non pranzano insieme… Storia di figlia che si ripete in una storia di moglie che subisce, ripetendo i meccanismi appresi in casa. La madre ascolta apparentemente impassibile giustificandosi razionalmente, chiamando la figlia “LEI”. Quanto profondo è il suo dolore?!?

D. non sa più a cosa serve essere qui e si confronta con il figlio L. che chiede di essere visto e amato per quello che è, al di là delle sue funzioni di marito, padre… amato anche quando “sbaglia”; il figlio le chiede di far emergere un grumo di dolori ingoiati come bocconi amari uno dopo l’altro. Questa è la vita, dice lei!


Alcune donne cercano di spingere D. a partorire un po’ di dolore. Esce rabbia verso questo figlio che chiede e scappa, si rifiuta.

“MANGIARE LA MORTE-CAGARE LA VITA”:


è il titolo per opposti scelto da A. per FARE TEORIA raccogliendo ciò che siamo riusciti a vedere dai punti di vista diversi di ogni individuo.
Filo conduttore per interpretare in modo più ampio e globale i fatti accaduti e colti.
In molte situazioni la morte “fa da padrona”.


Mangiare è un bisogno primario, fa parte della vita.
Cibo morto è il nostro nutrimento: parti di vita degli altri che dovrebbero nutrirci ma spesso sono così morti e così da tanto tempo, così putrefatti… che digerirli è difficile, ci fa star male, ci fa vomitare…
Digerire: saper distinguere il cibo-morte che ci nutre e il cibo-morte che ci avvelena; cibo che attraversa il nostro corpo: ognuno di noi deve maturare la capacità di discriminare ciò che è buono per lui e ciò che si deve eliminare, cagare.
Cagare: dire, esprimere il negativo perché diventi letame “dove nascono i fiori”! Saper dire il negativo e saper accogliere il negativo, che fa male e fa bene: da questa sofferenza accolta e rielaborata nascono relazioni di libertà tra persone autentiche, non più relazioni di dipendenza tra bambini-lattanti che hanno solo la possibilità di ingoiare o rifiutare il nutrimento esterno, ma relazioni mature tra adulti capaci di cercare cacciare, seminare, coltivare il cibo sano che li nutre.

Ermanna


Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

FACEBOOK

5x1000-Fondazione Nuova Specie