Roma, da giovedì 23 a sabato 25 giugno 2011. TRE GIORNI DI DINAMICHE METASTORICHE A ROMA…

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS

Presidente Dr. Mariano Loiacono

UN SABATO DI MARIA
A TRE DIMENSIONI

Giovedì 23 giugno ho accolto Mariano alla stazione Termini con diverse cose nel cuore: ero contenta di rivederlo e anche emozionata perché mi aveva chiesto di accompagnarlo in questo viaggio di dinamiche metastoriche. Appena l’ho visto, oltre alla contentezza ho sentito una sorta di felice curiosità per ciò che sarebbe stato, voglia di condivisione e, inaspettatamente, nessuna ansia da prestazione. Abbiamo gironzolato un pò per i luoghi ben riconoscibili nonostante molte cose siano inevitabilmente cambiate: i binari, la biglietteria, Piazza dei Cinquecento e i capolinea dei bus… ed era strano per me perché Mariano, attraverso i suoi ricordi, mi restituiva anche la memoria storica della città in cui sono nata: mi sentivo accompagnatrice accompagnata… Scendendo da Termini per S. Maria Maggiore e poi per Via Cavour decidiamo di rivedere il Mosè che Michelangelo ha scolpito per la tomba del Papa Giulio II e che si trova nella chiesa di San Pietro in Vincoli, tra il Rione Monti e il Colosseo. Un Mosè di marmo, che sembra fatto di una materia agile, pronto a scattare in piedi, imponente. E a me piace sempre…


E’ come una specie di riscaldamento prima delle dinamiche metastoriche e finiamo la serata a cena da Betto e Mery, famosa bettola dove se magna cucina romana: io, Mariano e mio fratello. E’ una serata dedicata a noi, infatti Mariano ha portato dei pensieri per mio fratello (a Roma si dice che ha bussato coi piedi, perchè le mani sono occupate dai regali).

Il giorno dopo, dunque, partiamo per il Gemelli che decidiamo di raggiungere con il trenino metropolitano per evitare l’inferno del traffico romano. Abbiamo rivisitato i luoghi in cui Mariano ha vissuto, studiato e lavorato e abbiamo anche incontrato i colleghi del tempo. Ma non è stato solo un passare in rassegna luoghi e ascoltare ricordi. Da parte di Mariano non ho sentito tanto la nostalgia o la sofferenza di ricordi dolorosi, quanto piuttosto la consapevolezza di aver già sostanzialmente lasciato queste parti, non senza difficoltà, e di non sedere più nell’aspettativa, anticamera di possibili, profonde delusioni.

C’è stato un incontro con un professore universitario che mi ha colpito molto perché, per un momento sono caduta in un errore: mi sembrava che Mariano stesse cercando l’approvazione da parte di una categoria dalla quale non si è mai sentito supportato e, mentre pensavo di dovergli riferire la mia impressione, ho improvvisamente capito che ero seduta accanto ad un uomo vivo e vegeto, con un entusiasmo che quantomeno dovrebbe incuriosire; invece, di fronte a lui, un muro di gomma un pò narciso, animato dal sentirsi nominare, compiaciuto del proprio ruolo. Una vita e un ruolo…


Ho compreso che possiamo decidere se andare oltre noi stessi, o meglio oltre ciò che di noi stessi crediamo di voler fare, oppure decidere di esprimere ciò che più profondamente siamo. Ho compreso meglio tutto il tempo che ho sprecato a voler dimostrare cose agli altri, scambiando ciò che è fuori di me con la vita vera; e tutto ciò è talmente radicato che per cambiare mi sembra di dover rinunciare a me stessa perché ho creduto che il vestito fosse la pelle e mi sembra di dover morire mentre si tratta di vita! Mentre Mariano parlava di tutta quella solitudine che viveva, dei sacrifici nello studio e le difficoltà nei rapporti

con gli altri, ho capito molto meglio questa grande determinazione, questa certezza che non poteva essere tutto lì, che bisognava andare oltre, allargare gli orizzonti e non fermarsi allo sfigato balbuziente e pure del sud. Mi sono commossa per tutta quella vita che scorreva accanto alla mia esistenza che ancora non ha deciso di essere Vita, che ancora cerca e trova qualche buon motivo per scivolare nei soliti vecchi meccanismi e si ferma a qualcosa di profondo abbastanza, ma non troppo.



Io a quest’uomo voglio bene
anche perché, se avesse deciso di vendere limonate, credo che lo avrebbe fatto con lo stesso spirito; perché è importante il fine ma è fondamentale COME decidi di arrivarci.

Abbiamo finito la serata al ghetto ebraico dove abbiamo cenato per poi tornare a casa in autobus, stanchi.

Il giorno dopo è stato un giro di piacevoli visite all’Aventino, le catacombe sull’Appia antica dove ci ha raggiunti Loredana, un gelato da Giolitti, il Pantheon e una cena in un ristorante macrobiotico a S. Lorenzo.

Penso di essere stata una buona accompagnatrice, discreta, partecipe ed esperta di mezzi pubblici ma credo di aver ricevuto molto, più di quanto sono riuscita ad esprimere con queste righe.

(Senza considerare che finalmente posso associare delle immagini ai racconti dai diari di Mariano…)

Lara Procaccini


6 Commenti

  1. Anonimo

    Cara Lara dovresti dare più valore alle tue interpretazioni delle dinamiche di vita che provi e che attivi con chi ci tieni, nel senso che condividere i tuoi scritti aiuta a leggere le parti oscure di chi vuole esplorarsi e non ci riesce ancora.
    Anche ciò che pensi sia scontato può aiutare chi è all'inizio di un percorso.
    Le briciole di presa di coscienza che scriverai possono essere pagnotte che sfamano chi è misero e a digiuno, complimenti auguri continua a regalarci i tuoi vissuti…

  2. sabrina

    Anche io ti voglio ringraziare, Lara, e ribadirti che ti aspetto sempre perchè credo molto nella tua specificità. sabrina

  3. michela

    Cara Lara ciò che hai scritto mi ha fatto emozionare, in certe cose mi ci sono anche ritrovata e le due foto meravigliose che hai inserito danno ancora di più l'idea di che atmosfera vi portavate dietro e le emozioni di Mariano. Un bacio grande Michela

  4. Graziana

    Ciao Lara! Con piacere e tutto d'un fiato leggo…ed è immediato il riconoscermi nelle sensazioni da te descritte…ti ringrazio per questo reportage di vita e intreccio di profondità! Sento che hai dato voce a chi, come me, ancora guarda con gioia, stupore ed entusiasmo il panorama dal trampolino, specie quando vede vivere altri ad alta quota, ma in alcuni momenti si dimentica che per il salto quantico occorre fare concretamente il tuffo abbandonando qualsiasi sostegno sotto i piedi e affidandosi al vuoto…sento che sia per Mariano che per chi osa mettersi alla pari accanto a lui sono importanti queste nuove reciprocità.
    Grazie ancora per la condivisione,
    ti abbraccio grata…
    Graziana!

  5. filippo

    complimenti Lara, sei stata veramente una buona accompagnatrice;-)…penso sia stato bello e "semplice" stare con Mariano, nonchè penso sia stata una bella immersione e condivisione dellle vostre Vite, tra passato e presente…un abbraccio…Filippo di Altamura.

  6. Marta

    Cara Lara, hai scritto un post meraviglioso.
    Ci hai permesso di partecipare a questo viaggio Metastorico di Mariano insieme a te.
    Le tue parole sono emozionanti e come sempre riescono a far eco dentro di me.
    Ti voglio tanto bene

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