Ordona (FG), venerdì 17 giugno 2011. BILANCIO INERENTE L’ATTIVITA’ DEL “PUNTO DI ASCOLTO” proposto dalla docente S. Cela all’I. C. “Don Bosco”

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AD ORDONA, UN ESPERIENZA
INN
OVATIVA NEL MONDO
DELLA SCUOLA:

VERSO UN APPROCCIO
PEDAGOGICO-EVOLUTIVO GLOBALE…

Venerdì 17 il “Punto di Ascolto”, che normalmente si svolge nell’Istituto comprensivo “Don Bosco” di Ordona, si è spostato nel Centro Anziani del piccolo Comune in provincia di Foggia; lo ha fatto con un incontro di bilancio e di festa rispetto all’evoluzione che tale progetto ha avuto dal suo esordio tre anni fa sino ad oggi, nonché di riflessione su come si possa indirizzare il prosieguo delle attività per far crescere ulteriormente l’intreccio tra istituzione scolastica e Metodo alla Salute; l’evento è stato arricchito dalla presenza dell’ideatore di questo, il Dr. Mariano Loiacono.

I responsabili del progetto, l’insegnante Sabrina Cela e il Dr. Gianni Chiariello, neuropsichiatra infantile, hanno brevemente ripercorso la storia degli anni passati, spiegando ai presenti come quest’anno si sia avuta di fatto un’apertura degli incontri, originariamente rivolti ad alunni, genitori e docenti, alla realtà sociale del paese in senso più ampio: di fatto, chi ha tratto beneficio dalla frequentazione degli incontri pomeridiani negli anni passati, ha sentito di condividere questa opportunità anche con persone vicine. E’ stato questo il caso di Maria, madre di quattro figli: invitata alla partecipazione dagli insegnanti per la vivacità del suo secondogenito, è stata presente a tutti gli incontri svoltisi nei tre anni, trovando la possibilità di alleggerire se stessa rispetto ai pesi che comportano gli impegni famigliari e professionali, ma anche di elaborare attraverso un nuovo punto di vista il suo rapporto con il figlio maggiore, adolescente; la modalità differente di approccio al disagio anche asintomatico caratteristica del Metodo alla Salute le è parsa quindi una valida risorsa, da offrire anche ad altri, motivo per cui ha invitato anche Ilaria a partecipare agli incontri, una bella ragazza di ventiquattro anni il cui malessere è esploso con una forza a lungo compressa dopo la morte di suo padre.

Il valore del “Punto di Ascolto” è quindi andato oltre la prevenzione, l’intercettazione del disagio tra i banchi di scuola, uscendo dall’istituto a percorrere le strade di Ordona, infittendo e facendo crescere la rete sociale, così come una buona pratica in un piccolo centro può fare. Non a caso l’Assessore ai Servizi Sociali Maria Grazia Cericola ha offerto a Sabrina la possibilità di proseguire l’esperienza nei mesi estivi all’interno del Centro Anziani del Comune, che intende aprirsi al territorio come centro sociale e di socialità.

L’intervento del Dr. Loiacono ha sottolineato come il primo vero punto di ascolto, da cui tutto questo percorso ha tratto origine, sia stato l’ascolto che qualche anno fa Sabrina ha saputo avere nei confronti di se stessa: affidandosi nel dare valore, pur nelle difficoltà e paure come accade ad ognuno, a una sua fase di disagio, ha saputo trasformarla in occasione per apportare un cambiamento in senso costruttivo alla sua storia all’epoca ferma, chiusa in se stessa. Senza questa partenza da un vissuto individuale non si sarebbe costruito nulla di così profondo. Come nella formazione a V che assumono gli uccelli migratori, la cosiddetta Treccia di Berenice, in cui chi vola davanti investe tantissima energia ma agevola gli altri con lo spostamento d’aria che produce, e che per essere efficace richiede un’alternanza continua, dopo una forte spinta iniziale pressoché solitaria di Sabrina a questo progetto si è avuto quest’anno il coinvolgimento più diretto e attivo di suo marito Francesco De Gregorio, che ha saputo cogliere e far crescere il valore che per il suo paese ha avuto e può avere l’infittirsi di una rete sociale reale di condivisione.

Ma come accade per ogni fenomeno vivo, anche nel caso del “Punto di ascolto” partito dalla Don Bosco di Ordona la storia non dovrebbe confinarsi in un cerchio sempre uguale a se stesso, per quanto buono, bensì evolvere con movimento a spirale. Per questo il Dr Loiacono ha voluto tracciare, insieme ai presenti, le direttive per l’ulteriore sviluppo e salto di livello di questo innovativo approccio pedagogico-evolutivo globale, invitando i promotori a riposare e riflettere nel periodo estivo, per poi dare origine a un protocollo di intesa che coinvolga anche gli insegnanti che in altri comuni ed in altre regioni portano avanti attività legate al Metodo alla Salute, professori universitari di pedagogia, psicologi, medici, sociologi, in pratica le varie professionalità che nelle diverse zone di Italia sentano di avere in comune un punto di vista globale sul disagio e sull’approccio necessario per intervenire in senso preventivo e riabilitativo, in una società sempre più in crisi in cui, come sottolineava Francesco, l’essere umano non si sente più nutrito e mostra chiaramente di essere alla ricerca di qualcosa che non riesce a trovare.

È il momento di sognare, di osare, di provare a trasformare il “Punto di Ascolto” di Ordona in un laboratorio che fa cultura, approfittando delle caratteristiche di un comune di dimensioni ridotte a tradizione contadina, che fanno dell’intero paese un laboratorio antropologico, facilitando la valutazione dei risultati ottenuti. Per far questo in modo concreto e rendere misurabili e replicabili i risultati, è necessario far crescere di pari passo l’ambito della documentazione: il tanto materiale sin qui raccolto e quello che si produrrà in futuro, oltre ad essere archiviato andrebbe infatti organizzato secondo griglie interpretative interne al Metodo alla Salute, ad esempio attraverso le unità didattiche; si potrebbe così valutare quali note dell’Home Life il fenomeno vivo (alunno, docente, realtà sociale del paese) esprime all’inizio, durante e al termine di un percorso. Difatti è solo la replicabilità di una conoscenza a introdurre un cambiamento reale a livello sociale.

Essendo giunto il momento di far crescere una metodologia ancora parziale, proprio relativamente allo sviluppo di griglie di riferimento che facilitino l’analisi dei risultati ottenuti nei vari ambiti di intervento del Metodo alla Salute, il Dr Loiacono si propone per coordinare, il 22 e 23 agosto p.v., un gruppo di lavoro che stili delle linee guida in tal senso.

L’importanza di questo salto di qualità (che comunque richiede un grande dispendio energetico e di tempo, per cui Francesco ha esortato chiunque interessato a rendersi presente) è stata ribadita sia dall’insegnante Mirella Di Trani che dalla pediatra Paola Francesca Faldoni, rappresentanti di due mondi, quello pedagogico e quello clinico, che come ha sottolineato il Dr Loiacono stanno andando sempre più a confluire attraverso la pedagogia clinica.

Anche in questo incontro ad Ordona non sono mancate le dinamiche con cui il Dr Loiacono sa arricchire con maestria i momenti teorici, dalle interazioni con i bambini presenti e con la mascotte Giuseppina, a quella finale con una “Barbie di plastica” dei nostri tempi, una giovane purtroppo giunta molto lontana dalle sue profondità. Proprio con una riflessione sull’importanza di vivere un continuo intreccio tra prassi e teoria, mettendo insieme in un viaggio di crescita l’albero della vita e l’albero della conoscenza, Sabrina ha chiuso la serata, lasciandoci all’ottimo buffet preparato dalle donne di Ordona.

Proprio a Sabrina, mia amica e compagna di viaggio, voglio dedicare le ultime righe di questo resoconto: se ripenso ai giorni del 2004 in cui ci siamo conosciute e osservo la strada percorsa sin qui, mi rendo conto che i risultati di oggi, sia sul piano personale che su quello professionale, non erano allora immaginabili. Per questo, col cuore, la esorto a sognare e osare ancora, con l’onestà e la semplicità che la caratterizza.

Ammiro tantissimo, Sabrina, la coraggiosa determinazione con cui hai saputo affrontare le difficoltà di approccio alla mentalità univoca dell’istituzione e del piccolo centro, sapendo conciliare la sperimentazione con il rispetto di ciò che già c’era, chiedendo aiuto quando ti sentivi in un’impresa troppo audace, affidandoti anche ad occhi che per vari motivi restavano esterni al progetto, come i miei. Sento che anche tu ora puoi fare un passo avanti salendo di livello, riconoscendo il tuo valore a prescindere dagli altri, dall’esterno e dai suoi limiti, piuttosto maturando un rapporto paritario, di uguali nella diversità, con le persone che oggi ti affiancano (penso a Francesco e Mirella) e che sono la prima discendenza cui hai dato vita in questo progetto.

Con stima, vicinanza e tanto bene, Avanti Tutta!

Dr.ssa Serena Fulgenzi

11 Commenti

  1. sabrina

    Sono riuscita grazie al post di Serena e ai vari commenti, in primis quello di Amelia, a dare forma ad un Progetto di Pedagoia Evolutiva Globale che abbraccia la scuola ma può essere esteso a tutte le istituzioni. vi ringrazio e vi voglio bene. Ringrazio anche Cindy e Sandra che dalla spiaggia di Fano mi hanno accompagnata ad essere adulta in un giorno in cui avrei scatenato la "bufera".

  2. serena

    Che bello leggere altre voci di Ordona! Grazie per quello che avete voluto comunicarci, vi faccio un applauso di incoraggiamento, più un augurio per un anno tutto nuovo alla mia giovane omonima.

  3. Anonimo

    Mariano, durante l'incontro del 17 sembrava ce l'avesse con me, ma alla fine i miei occhi erano più sereni e la fiducia in sabrina e nei punti di ascolto è aumentata.

  4. serena

    Sono Serena e ho compiuto 18 anni lo scorso 2O giugno. voglio dire solo che ho trascorso il primo compleanno serenemanete dopo due anni di dolore e di sofferenza, grazie ai punti di ascolto che ho fatto alla Don Bosco di Ordona. devo risolvere ancora delle cose ma ho fiducia e sperenza nel Metodo alla Salute.

  5. serena

    Grazie, Amelia,
    per avere integrato il mio post specificando meglio le importanti indicazioni e gli spunti di riflessione che Mariano ci ha dato in quell'incontro.
    Mi auguro che le persone che più si sentono in un percorso di nuova specie sappiano farne occasione di bilancio e nuova progettazione.
    Ti abbraccio.

  6. amelia

    3 ed ultima parte!

    Bene! vi ho voluto …come dire? esplicitare, soffermarmi un po’ di più su questo punto solo perché credo che sia giusto fare un tam tam biologico a questa prospettiva, poiché credo che in questo momento storico, verso la nascita della Fondazione, creare organi specializzati così come sono nati nell'ambito della prassi nascano anche nell'ambito della documentazione, che in più di un atto è stata definita il sistema nervoso, quindi mi parso oggi un passo necessario e presupposto imprescindibile per la sopravvivenza della stessa Fondazione!
    Inoltre, e ora scendo nel particolare affetto che mi lega a Sabrina e suo marito Francesco mi piace sognare che anche quel maschietto, quel bambino meraviglioso che avevi tra le tue braccia sia venuto a benedire questa iniziativa per portarvi/ci lontano!
    Infine tamburo/tam tam mi è parso parso oltremodo importante anche perché faccio parte di quelle persone che ancora credono nel Centro Documentazione e che producono silenziosamente quei famosi atti che spesso rimangono ad aspettarci per anni prima di essere approfonditi, conosciuti, amati! E quando non li si ama per me è come non amare la stessa profondità che si esprime attraverso la memoria trasmessa! E la memoria ha tanti canali di trasmissione!
    Infine, e dopo di chè vi auguro solo una Avanti Tutta, e mai come oggi questo è necessario… portate avanti sta treccia! Brava Sabrina e Francesco e operatoti tutti di Ordona a cui si spera si uniscano i molti che potrebbero, con loro, agire uniti e specializzarsi!

    Con grande affetto … da Amelia in transizione…!

  7. Amelia

    2 parte
    in primis:
    – La Prassi e la Teoria (Documentazione) dovrebbero, saprebbero, potrebbero viaggiare all'unisono e di pari passo, diventando (come punto d'arrivo) la nuova prassi….il nuovo…Or.. tant'è che si è appunto proposta una "due giorni" per creare il gruppo di lavoro che stili questo Now How sull'argomento.

    "Ogni realtà del Metodo", a partire da Ordona, potrò essere solidale e saper spingere avanti creando così quella corrente direzionale che apre la strada e facilita gli altri uccelli migratori!
    E qui mi permetto di aggiungere ed esaltare la treccia di Berenice, al di là di chi prima e chi dopo guida il gruppo, ci ricorda che la cosa importante è che c'è una migrazione in atto che è sacra alla conservazione della specie! La documentazione è il necessario presupposto nonché condizione imprescindibile per crescere, sia come organi in sé che come organi all'esterno; questa documentazione dovrà sostanziarsi a prescindere dallo specifico risultato se cosiddetto positivo o negativo perché, entrambi importanti poiché rappresenterebbero il necessario substrato per interfacciarsi col mondo istituzionale, così creando quella base di "documentazione archiviabile e socialmente spendibile" lì dove è inevitabile il confronto con le altre realtà istituzionali;

    Come documentare
    – Applicando delle vere e proprie "griglie di check up", preventivamente nella fase di avvio per segnare il punto di partenza (lo start-up, lo stato quiete) per poi verificare e attestare nelle fasi intermedie come sta evolvendo e infine al termine di ogni fase d'intervento che si ritenga ormai conclusa (quando si porta a termine un anno, o una fase, o una singola azione, ad esempio il bilancio fatto ad Ordona);

    A quali Griglie si è fatto riferimento?
    A quelle già esistenti! Tutte le Unità didattiche rappresentando il substrato bio-teorico sottostante la prassi di ogni specifica realtà che si ispiri al Metodo, è quindi un super concentrato, come dire una pillola, una bomba di lievito che poi lentamente rilascerà le sue proprietà alla massa!!! Le Unità didattiche quindi devono diventare le griglie /schemi di base, gli applicativi/esemplificativi della crescita di ogni fenomeno vivo, a partire dall'Home Life che chiaramente parte dalla base di quanta metastoria si esprime in un dato fenomeno e in cui si sta intervenendo (stato quiete).

    Perché farlo?
    – per creare le necessarie premesse (giuridico/sociali) per porsi su un piano di parità! Perché utilizzando le U.D. come griglie di interpretazione e lettura, queste rappresenterebbero le speciali "bio-paraboliche" in grado di trasmettere il substrato teorico di quella che è stata effettivamente la prassi messa in opera.
    Del resto la "documentazione costante" è la premessa fondamentale di ogni Metodo sperimentale/quindi scientifico che intenda crescere e strutturarsi. E se fin ora si è solo registrato e deregistrato, prevalentemente in maniera sistemica la prassi delle cellule diciamo "madri" ( es. il centro di medicina sociale) ora è importante che questo sistema trasmigri anche negli altri livelli d'ogni altra cellula del Metodo, diciamo "figlie" 8 es . le case !

  8. Amelia

    Cari che ci leggete, sono Amelia da Trani e anche io vorrei aggiungere qualcosina sul questo bilancio sul Centro D'Ascolto di Ordona…, a cui ho partecipato e già ben riassunte da Serena: Io personalmente, oltre che ringraziare in primis chi ci hanno creduto e ha messo in opera l'esperienza, vorrei se ci riesco, dar risalto ad un aspetto delle prospettive illuminanti che hanno preso forma quella sera.
    Come sapete questo bilancio è stato condotto anche da Mariano, il quale ha mostrato ai presenti .. e fatto intravedere… come questa sperimentazione, se da un lato, ha compiuto metaforicamente i mesi gestazionali, e quindi sicuramente ha abbozzato in maniera embrionale tutti gli elementi necessari a formare un possibile ed eventuale organismo più complesso, a cui poter/voler tendere, dall'altro oggi necessita di una "scelta più vigorosa e determinata", volta a formare la specificità di un organo (es. cuore, polmoni, etc..) più complesso e specializzato per formare un corpo. Quindi sulla scorta del check up di questa esperienza prassica ordonese, fatta in primis dal gruppo, e umilmente raccolto da Mariano (mi colpisce sempre tanto che lui rimane sempre molto lucido, sereno e fiducioso delle prospettive, ma con i piedi sempre molto per terra!!!) giocando un po’ sulle origine etimologiche e celtiche del nome di Sabrina, suggerirei di riflettere su questo punto che riassumerei così: Ordona ci dona …un affilata chances a TUTTI!
    Perché Or dona? perché ora è tempo di donare! Cosa donare? l'or…ovviamente! Or è la radice di Oriente e quindi è il punto cardinale da dove nasce il sole, una nuova luce! Quindi partire dal fondo comune approntato e maturato in questi tutti questi anni di percorso, come Mariano, durante la serata ha più volte suggerito siamo, chi più e chi meno, ma siamo… in una possibile fase di passaggio da uno stato confuso ad una fase embrionale in cui, se si volesse, si potrebbero formare degli organi veri e propri, ognuno con la propria specificità e interrelati per la formazione e funzionamento di un organismo molto più complesso!
    Quindi ha preso forma proprio questo dato: che un po’ tutte le espressioni ancora vive, presenti nel Metodo, dovrebbero/saprebbero/potrebbero fare questo salto quantico a volersi strutturare per la propria specificità, ma funzionando molto più con funzioni specializzate! E per far questo ha sottolineato pure che laddove ciò non accadesse, pur buono sarebbe continuare a fare quello che già si fa, ma ciò non basterebbe per mantenerle a lungo in vita le stesse realtà, e si andrebbe naturalmente verso l'esaurirsi di ogni, pur buona, esperienza! Ecco perché durante l'incontro sono emersi i seguenti imput/prospettive che non erano solo la teoria specifica per l'esperienza di Ordona ma erano dei veri e propri imput più globali! Ripeto! Mariano ha applicato questa sua lettura ad ogni esperienza viva del Metodo, più in particolare riferendola alle Domus dove si proseguono i trattamenti! Quindi a riguardo delle prospettive mi sento di voler far risuonare che quella sera si è fatta più luce sui seguenti punti:
    (1°parte)

  9. Gabriella

    Non sono una insegnante, ma c'ero all'incontro che Serena ha sintetizzato molto bene e appoggio l'appello di Sabrina. Oggi sono diversi gli insegnanti che si sono formati al Metodo alla Salute, per cui sarebbe importante confrontare le esperienze e lavorare insieme per elaborare un progetto di Pedagogia Globale, come Mariano ha suggerito.
    A Sabrina, e a Gianni e Francesco che l'hanno supportata, tutta la mia ammirazione per ciò che fino ad oggi siete riusciti a realizzare.

  10. sabrina cela

    Ringraziamo pubblicamente Serena che ha scritto questo bellissimo post e Mirella che mi aiuta con la sua freschezza giovanile e la sua intelligenza. Sabrina

  11. sabrina cela

    Mi piacerebbe lanciare un appello a tutti i docenti formati al Metodo alla Salute: io e mio marito Francesco, insieme a Gianni Chiariello saremmo felici di condividere questa esperienza con voi! Chiunque ne voglia sapere di più può contattarci! Abbiamo redatto un materiale semplice ma indispensabile come base per crescere e diffondere questa esperienza. sabrinacela@interfree.it

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