Troia, domenica 24 aprile 2011. “BUONA PESÀCH, BUONA PASQUA, BUON PASSAGGIO OLTRE” (articolo del Dr. Mariano Loiacono)

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS

Presidente Dr. Mariano Loiacono



“LA MIA PESÀCH,
IL MIO PASSAGGIO”
Pasqua 2011

Oggi, giorno di Pasqua – “Pesàch”, in ebraico, che significa “passaggio” – voglio celebrare un importante passaggio di vita che di recente ho attraversato. Premetto che non intendo, con questo, minimamente togliere rilievo alla Pasqua ebraica e a quella cristiana ma intendo testimoniare come queste ritualità religiose-archetipi di vita li ho concretamente vissuti nella mia vita “oggi”, in questo terzo millennio.

La mia “quaresima”, o periodo preparatorio alla settimana santa e alla Pasqua, è iniziata il 7 marzo e si è conclusa domenica delle Palme 17 aprile, ed è stata piena di incontri, difficoltà, sacrifici, rinunce, annunci, spinte devote a farsi attraversare dal “disagio diffuso” senza perdere la speranza in un prossimo “passaggio” nella propria vita. Vorrei ripercorrere, brevemente, le singole tappe di questo percorso preparatorio che è cominciato dopo il 25 febbraio 2011, giorno della nascita della Fondazione Nuova Specie e del mio 63° compleanno anagrafico. Chi segue il Blog ha già avuto modo di leggere i vari Post delle singole tappe pubblicati nei giorni scorsi o, in ogni caso, ha modo, se vuole, di leggerli nell’archivio 2011 di questo Blog, così professionalmente e passionalmente portato avanti da Cindy.

* Lunedì 7 marzo c’è stato il primo “Racconto globale della mia vita, anno 1969”: la nuova serie di incontri che hanno sostituito i “sabati di Maria” per raccontare e teorizzare quanto è contenuto nei miei diari di quegli anni, e ricostruire pezzo per pezzo come è nato il Progetto Nuova Specie e il “Metodo alla salute”.

* Giovedì 10 marzo, incontro su “Riti, codici della vita e mutamento antropologico” per chiarire a Ekaterina, specializzanda in “Sociologia della Multiculturalità”, la base teorica dei riti che da anni vengono fatti il mercoledì mattina durante le settimane intensive. La tesi di Eka sta crescendo bene e sento che il prof. Alfieri (Ordinario di Antropologia Culturale all’Università di Urbino) ne coglierà il valore in sé e prospettico.

* Sabato 12 e domenica 13 marzo, a Senigallia (AN), due giornate organizzate dalla Associazione alla Salute Marche: il 12 marzo c’è stato il quinto “Pomeriggio Letterario Globale”, dal titolo “Babele e Pentecoste”, un incontro interessante per commentare i passi di “Genesi 11, 1-9” e “Atti degli Apostoli 2, 1-13”; domenica 13 c’è stato il primo raduno nazionale delle Associazioni alla Salute regionali e la supervisione dei conduttori dei “Gruppi alla Salute” operanti nella varie regioni italiane.

* Da lunedì 21 a venerdì 25 marzo, c’è stata una settimana intensiva di formazione globale su “Mettersi in relazione e comunicare: le diverse modalità e opportunità”. E’ stato il corso con il numero maggiore di partecipanti (circa 150) che ci ha obbligati a dividere le persone in due gruppi tra la stanza dell’albero della vita e quella in cui normalmente si tengono i gruppi alla salute; è stato davvero bravo Cristian a creare un collegamento via cavo tra la stanza dove stavo io e quella dove in diretta venivano proiettate le riprese video-audio. Lunedì 21 e martedì 22 marzo sono stati interamente dedicati a “La prima festa dell’insieme Femminile-Maschile”: una nuova prospettiva per mettere insieme e far comunicare il femminile e maschile che ognuno porta dentro di sé e che si esprime nei rapporti forti, nel rapporto con i gruppi e nel rapporto col Globale Massimo, ovvero i quattro piani che costituiscono la “piramide” individuale. La Fondazione Nuova Specie proporrà ogni anno questa Festa di primavera. Come altri corsi di nuova specie, è stato un corso teoria-prassi che ha scatenato dinamiche profonde e cambiamenti inediti in molti dei partecipanti.

* Martedì 29 sera e mercoledì 30 marzo, in sei maschi abbiamo dormito e vissuto nella grotta di Anna al “Passetto” di Ancona situata, come dice Silvio, in una bellissima spiaggia rocciosa in compagnia dei quattro antenati più antichi della storia della vita: l’aria, la terra, il sole, il mare. Lì sono avvenute forti dinamiche metastoriche che hanno scosso un po’ tutti ma hanno coinvolto soprattutto Raffaele, avviando definitivamente, dopo anni di onesto e fruttuoso lavoro, la sua quaresima e la sua passione e morte.

Da Ancona, in cinque (io, mia moglie Giovanna, Luca, Lara e Marialetizia), abbiamo iniziato ufficialmente il tour di due settimane in cinque regioni italiane: Marche, Romagna, Lombardia, Veneto, Abruzzo.

* Giovedì 31 marzo, ad Ancona ho partecipato con un mio intervento alla chiusura del “Progetto Cohabitat” tra le varie religioni presenti sul territorio; dopo il bilancio positivo delle varie fasi già espletate, è emersa la possibile prospettiva di continuare a incontrarsi partendo dal “fondo comune” della vita che viene prima delle varie religioni ed etno-culture, e che potrebbe rappresentare una possibile piattaforma di crescita del dialogo e, soprattutto, del “crossingover” o scambio profondo di pezzi diversi tra i rappresentanti delle varie religioni. Al progetto e alla sua chiusura ha partecipato positivamente anche l’ U.A.A.R. (Unione Atei Agnosti Razionalisti). Mi son reso conto che si fa difficoltà a dare valore alle prospettive di nuova specie.

* Venerdì 1 aprile, a Cesena ho partecipato con una mia relazione al Convegno “Perché oggi si sta male? Come si cresce. Esperienze a confronto”, organizzato con grande efficienza e partecipazione territoriale dalla Associazione Alla Salute Romagna. E’ stata una importante occasione per conoscere ed apprezzare l’opera e il pensiero di don Dario Ciani, responsabile della comunità “6 Sadurano” di Forlì, e la metodologia “Retrouvaille” che si propone di aiutare coppie in difficoltà, partendo dalla propria coppia. Molto stimolanti gli interventi di Silvio, sul Progetto “Dall’intolleranza al crossingover” realizzato nel quartiere degli Archi di Ancona, e di Sandra sul Progetto “Il cerchio magico” realizzato in una scuola media.

* Sabato 2 aprile, di mattina a Cesena ho condotto la supervisione dell’Associazione alla Salute Romagna nella residenza di Lucio e Raffaella. Di pomeriggio siamo partiti per Bergamo, ospiti della Associazione “Piccoli passi per…” c/o l’ostello della gioventù di Bergamo.

* Domenica 3 e lunedì 4 aprile, a Torre Boldone si è svolta l’intensa due giorni bergamasca, organizzata dalla Associazione “Piccoli passi per…”: un tempo breve ma intenso per vivere dinamiche forti, spunti di riflessione e di rielaborazione, scambi profondi, speranze di possibili intrecci futuri.

* Martedì 5 aprile, di mattina abbiamo incontrato la psichiatra dr.ssa Bianchi e altri operatori del Centro psico-sociale di Sesto S. Giovanni, con i quali ci ha messo in contatto un loro utente, Alberto. Spero che venga raccolta la proposta da me fatta di sperimentare una tregiorni di “metodo alla salute” nel loro Centro con i loro pazienti e familiari. Non è facile crederci ma i “miracoli” possono avvenire.

Di pomeriggio a Cinisello Balsamo, c’è stata la supervisione della Associazione alla Salute Lombardia e il contatto con persone e associazioni dell’hinterland milanese che si interrogano sul “disagio diffuso” e sulla scarsa efficacia degli interventi psichiatrici tradizionali. Si stanno aprendo importanti aperture proprio grazie alla cronicità che sempre di più favorisce la psichiatria tradizionale nei propri pazienti.

* Mercoledì 6, giovedì 7 e venerdì 8 aprile, c’è stata la tregiorni di Sarnico sul lago d’Iseo (BG) nel regno del “maestro buono”, padre Giuliano Volpi, dove da anni insieme a motivati volontari cresce e opera il Centro Famiglia e il G.A.T. (Gruppo Accoglienza Tossicodipendenti). Per me è stato un piacere condurre le due serate al Teatro Junior di Sarnico che hanno avuto come tema “Il potenziale creativo del disagio” (mercoledì 6) e “Violenze in famiglia” (giovedì 7). Durante la giornata del 7 e 8, Giuliano mi ha coinvolto in colloqui individuali con alcune situazioni già in trattamento. La sera c’è stato l’incontro con i volontari del “G.A.T.” e la nascita di possibili prospettive per il prossimo anno, organizzando una visita presso la nostra realtà di Foggia e possibili progetti comuni. “Se sono rose fioriranno”.

* Sabato 9 aprile, supervisione dell’Associazione alla Salute Veneto a Romano d’Ezzelino (VI), una Associazione in crescita così come stanno crescendo i nipotini di Isaia e Nadia e gli asini della loro fattoria.

* Domenica 10 aprile a Jesi (AN), c’è stata la supervisione della rivista on line “Limax” con l’intera redazione presente. Le difficoltà ci sono ma anche le spinte e motivazioni a continuare. Un numero alla volta.

Di pomeriggio, c/o “La Tartaruga Magica” di Jesi, c’è stato lo stimolante incontro organizzato dal ventenne Joele sul tema “Dalla parte del Baco. Psicofarmaci, economia finanziaria e medicalizzazione del disagio”.

* Lunedì 11 aprile, c/o la domus Rosica-Fanesi, c’è stata la supervisione dell’Associazione alla Salute Abruzzo con il significativo contributo del percorso di Luca e della sua coppia con Marialetizia. Forse nascerà ancora altro e, in che senso, lo si vedrà presto.

* Domenica 17 aprile, c/o la “Comune Urupia” di Francavilla Fontana (BR), c’è stato un incontro sul tema “Relazioni asimmetriche nella coppia, nei gruppi, nelle istituzioni e… disagio sociale”, organizzato da Sonia per favorire un confronto tra il “metodo alla salute”, l’esperienza della Comune e la sperimentazione della scuola territoriale ispirata a Rudolf Steiner. Comincia un po’ di intreccio anche nella mia difficile regione.

Questi gli eventi vissuti e sostenuti nei miei quaranta giorni prima della settimana santa.

Per me si è trattato di un vero e proprio rito di iniziazione, durato 40 giorni, per prepararmi al mio “passaggio-pesàch” che intendo celebrare proprio oggi, giorno di Pasqua.

La recente nascita della Fondazione Nuova Specie mi ha convinto, infatti, che si è conclusa la fase del Progetto Nuova Specie e del “Metodo alla Salute” legata al Centro di Medicina Sociale. Ora devo affrontare la mia “Pesàch” e passare a una nuova fase legata sempre più alle finalità e attività della Fondazione Nuova Specie, essendone anche il Presidente.

Nei quaranta giorni di viaggi e incontri ho confermato ancora più che il “disagio diffuso” è oggi il nuovo diluvio e che servono cieli nuovi e terre nuove. A questo epocale passaggio ci stanno spingendo tutte le maschere del “disagio diffuso” che vanno de-medicalizzate e interpretate davvero come “aiuti contro” per abbandonare un cielo e una terra che producono soprattutto dolore e angheria per noi uomini del terzo millennio. Questa prospettiva è globale e vale per tutti, qualunque sia la nostra identità etno-culturale e la nostra collocazione spaziale, economica, di ruolo, religiosa, simbolica e storico-vitale.

I segni di “Pesàch-Pasqua-Passaggio” ci sono tutti e, dopo 45 anni di sperimentazione e di gravidanza mia personale e del Progetto Nuova Specie, oggi è tempo di essere determinati e di scendere in campo per operare e portare un nuovo soffio metastorico-di profondo cambiamento nella storia ferma e disagiata di questo terzo millennio. O, almeno, provarci consapevolmente e seriamente, pur sapendo che si tratterà di un atto creativo che nessuna previsione o programmazione potrà farci conoscere in anticipo e nei dettagli. Ogni avventura è sempre anche un inedito che si forma sul campo ai margini del caos. L’importante è non aver paura della paura, né immaginare mosse scacco matto o risoluzioni magiche e inerziali.

Personalmente, voglio cominciare oggi a dare ufficialità a questo mio impegno, tenuto in gestazione per 45 anni. Sono consapevole che sono già avanti negli anni, ma sento che in tanti si sentono pronti a vivere questa affascinante avventura in cui siamo tutti “Uguali nella diversità” e ognuno può attingere alla propria specificità, alla propria storia, alla propria creatività. Il Progetto Nuova Specie è un progetto “laico”, ovvero “di popolo” (“laikos”, in greco, significa “popolo”) e, quindi, ognuno ne è protagonista e possibile conduttore-continuatore-critico-riformatore-innovatore.

Un primo obiettivo, per me, mentre continua il mio viaggio metastorico, è quello di costruire a Troia (FG), sul terreno messoci a disposizione dal Comune di Troia, il “Villaggio Quadrimensionale” quale nodo centrale di una rete di nuova specie che deve operare nel locale ed essere costantemente collegata al globale e in scambio dinamico con tutti i villaggi quadrimensionali che nasceranno. L’u-topia è solo ciò che “ancora” non ha un luogo in cui quel progetto è incarnato e sperimentato. Io mi sento un sognatore “concreto” che sa di “crescere insieme” agli altri. Chi si sente “sognatore concreto” scenda oggi anche lui in campo e operi.

Vorrei terminare questo Post con due brevi comunicazioni.

Prima comunicazione. Venerdì scorso, o venerdì santo, al Centro abbiamo celebrato la passione e morte di Raffaele e la risurrezione di Giacomo. Prendendo spunto dagli archetipi presenti nella vicenda di Gesù e nella sua passione-morte-risurrezione, abbiamo incarnato e verificato questi archetipi nelle nostre concrete vite. In questo terzo millennio non basta più celebrare un personaggio straordinario e le sue non comuni vicissitudini. Oggi, queste teorie-rappresentazioni-celebrazioni della vita devono essere verificate-rappresentate-celebrate nella nostra concreta vita e far crescere la nostra “Salus” individuale.

Seconda comunicazione. Nel Progetto Nuova Specie sono rappresentate tutte le età e tutte le variabili socio-culturali. Mi fa piacere che negli ultimi mesi è nato Leandro da Rosa e Paride e, da qualche giorno, è nata Gaia da Gabriella e Giuseppe. Altri neonati stanno per nascere o sono stati da poco concepiti. La vita crea buona discendenza per le persone e per i progetti che sono in sintonia profonda col viaggio della vita stessa e con la spinta metastorica che spinge tutti a “passare oltre”.

E, allora, non mi resta che augurare a ognuno di voi:

“BUONA PESÀCH,
BUONA PASQUA,
BUON PASSAGGIO OLTRE”
,

Mariano Loiacono

11 Commenti

  1. Enzo

    Ho letto il tuo post domenica mattina, prestissimo e d’istinto avrei voluto scrivere: ‘Eccomi!’…
    Tuttavia non avendo alcuna esperienza di post e blog e roba varia ho detto: vabbè aspettiamo e vediamo come si fa…
    Breve e forse irrisorio è ancora il mio viaggio compiuto nel metodo, ma ,umilmente, mi sento di dire che pronto e maturo è il tuo progetto M. e maturi sono i tempi perché il metodo giunga dovunque sia possibile, perché è cosa buona per tutti e tutto…
    Tempo è, come dici tu, che per chi ci ha creduto e per chi ci crede, per chi è cambiato e vuole ancora cambiare, tempo è di attivarsi nella vita di tutti i giorni perché il metodo è questo: cambiare la nostra vita nella realtà quotidiana e, dove possibile,il nostro prossimo(in meglio si spera!)
    …tempo al tempo…
    Della tua Quaresima ho seguito con ‘passione’ ed entusiasmo vivo, dal vivo!, la tua lettura della Settimana Santa: sono tornato a casa con il preciso intento di cercare di ‘andare oltre’ la ‘solita’ Pasqua ed a casa e così è stato..così è stata nella casa di Maria ed in quella di Giovanni: di sicuro c’è stata passione, forse c’è stata qualche morte, forse qualche resurrezione e, di sicuro, altre ce ne saranno ed altre ce ne vorranno… ma comunque, finalmente, che sia vita vera e non cera lacca…
    ‘Un mio passaggio oltre’ in realtà è avvenuto il martedì della Settimana Santa , quando la storia mi ha messo alla prova con un inaspettato ‘aiuto contro’, perché così alla fine ho accolto un evento importante nel mio attuale viaggio verso la mia specificità…
    E quindi?
    ‘Eccomi!’ nella mia limitatezza ma anche nella mia voglia di crescere ancora, ‘Eccomi’ nella determinata e consapevole volontà di cercare di trasferire al mio prossimo tutto quello che ci insegni, per quel che posso… ma di certo ancora ed ancora…
    Enzo

  2. Anonimo

    Ricambio di cuore anche se in ritardo gli auguri di Buona Pasqua. Nel leggere il post mi colpisce la tua determinazione nel volere, in questi quaranta giorni, esserci in questo viaggio per le Regioni d'Italia – con vera convinzione – di lasciare semi da far germogliare ovunque. Concretamente dimostri di come in ogni situazione, dinamica, realtà e luogo in cui ci si trova se si è convinti e ci si crede fermamente in quello che si fa si producono frutti buoni; anche se spesso e inizialmente noi tutti, ma non tu, non li vediamo o sentiamo. La fede non la si apprende o la si insegna ma è un semplice DONO. Tu! Mariano sei un dono della tua stessa FEDE in ciò che credi da 40 anni.
    Un abbraccio Antonio Manna

  3. serena

    Da ragazzina mi chiedevo spesso quale fosse il modo migliore per me di affrontare la vita, la quale – che sia una o no – sembra una: vivere per quella che sono, era la risposta al marzulliano quesito (si faccia una domanda si dia una risposta), vivere cercando di essere me stessa e di fare il possibile, nel mio piccolo, per rendere il mondo un posto migliore per i bambini di domani, perché le vere rivoluzioni si fanno nelle piccole cose. Ora, a prescindere dal quanto e quando l’utopia di nuova specie troverà concretezza in un dove o in tanti dove, io sono tra quelli che comunque hanno da dirti grazie, grazie e ancora grazie perché, da quando ti ho conosciuto, vivere per quella che sono nelle mie profondità è diventato sempre meno utopico e sempre più realtà incarnabile e incarnata; oggi finalmente un pochino sento di riuscire a volermi bene anche nel dolore, nella paura, nelle insicurezze, nel bisogno di essere piccola: è questa nuova capacità di accogliere i miei bisogni e saperli esprimere, ma anche soddisfare senza rabbia quando non vi siano funzioni madre esterne, diventando funzione madre devota a me stessa, che mi obbliga a contemplare e coltivare il germoglio di adultità che mi hai aiutato a far sbocciare in me.
    Quando sono arrivata nel gennaio 2004 ti sentivi molto solo, oggi mi commuove sapere che non è più così: so quanto hai lavorato con sudore e umiltà, per questo le tue conquiste profonde sono reali.

    La nuova fase cui questo momento di passaggio dà origine è davvero importante, per la tua vita e per la vita di tanti e per la Vita. Anche se ancora ci sono senza sapere bene come esserci, assistervi così da vicino è già un grandissimo onore per me.
    Ti voglio bene,
    Serena

  4. serena

    Caro Mariano,
    ho letto più volte con attenzione il tuo augurio pasquale per noi. Nella prima parte della tua quaresima, con l’esclusione purtroppo del giovedì sui Riti, sono stata presente e in ascolto di quanto avveniva nelle mie profondità e intorno a me; poi ho seguito le altre tappe, come tanti, attraverso il blog, grazie alla dedizione di Cindy e di tutti coloro che hanno osato prestare la propria voce al racconto degli avvenimenti. Mentre eri via, Mila ha voluto organizzare una festa di compleanno a Villa Terronia per Maria Antonietta, Giacomo, Elisabetta e me; in quell’occasione ho dichiarato di sentire importante e significativo quel momento inatteso di condivisione mentre tu compivi il tuo tour delle cinque regioni: davvero in quei giorni il legame tra Foggia e ogni altrove desideroso di incontrare il nuovo punto di vista del Progetto Nuova Specie era quasi percepibile, al di là di tutti i limiti in cui ancora dobbiamo crescere.
    In queste settimane sono risaliti in me altri compleanni, soprattutto quello in cui il comitato “Giù le mani dai bambini” venne a realizzare i filmati per il DVD sul Metodo alla Salute, e quello dello scorso anno, che coincideva con la Pasqua e definisti “il compleanno della risurrezione”: poche volte negli ultimi quindici anni sono stata così male, così triste come il 4 aprile 2010, eppure quella sofferenza non l’ho fuggita inutilmente, ho voluto guardarla dritta negli occhi e affrontarla in un luogo simbolicamente legato ai miei antenati; oggi mi volto all’indietro e vedo che quello appena trascorso è stato proprio l’anno della mia risurrezione. Per questo, anche se ancora non vedo, credo a ciò che mi hai scritto quest’anno, che è giunto il tempo favorevole. Ancora non vedo, ma inizio a sentirlo.
    Mentre ti osservo con affetto sconfinato e profonda ammirazione, dacché ti conosco vedendoti crescere con l’amore e la curiosità per la Vita e l’energia che caratterizzano i bambini (e che questa specie uomo limitata e ottusa soffoca piuttosto che coltivare)… mentre mi impegno a ritrovare in me stessa lo sguardo specifico che avevo da bambina, sfrontato e sincero, pulito, desideroso di scoperte… continuo a chiedermi quale sia poi il mio posto in questo fiorire di attività, di impegni, di iniziative. Nonostante mi senta sempre più presente in ciò che vivo, ancora mi pare di non esserci abbastanza, e credo che questo non valga solo per la Fondazione ma anche nel mio percorso individuale. Il caporedattore Limax mi ha da poco rimproverato di non riconoscermi ancora a sufficienza il positivo, credo che ci sia anche questo ma non solo, perché in fondo oggi vedo tanti dei passi avanti compiuti e che sto compiendo. Ultimamente la vita mi sta facendo re-incontrare pezzi importanti del mio vissuto relazionale passato, anche dell’infanzia e adolescenza, quindi quello che sento è di potere-volere-sapere riprendere alcune mie parti preziose, per poi veramente aprirmi al nuovo in modo più corrispondente a quella che sono. In questo tu continui ad essere il più solidale e ad aprire sentieri non ancora battuti e, quando mi sento stanca e sfiduciata, osservare il tuo impegno di sessantatreenne determinato e coraggioso mi aiuta tantissimo.

  5. betta fenu

    Sono sempre più colpita e incoraggiata dal tuo essere e fare metastorico.Questa tuo passaggio è veramente un esempio per tutti noi per spingerci ad osare e a crescere.
    Grazie ancora a Cindy per lo sforzo a lasciare tracce preziose che ci testimoniano il tuo fare devoto.

    Con affetto e stima infinita

    Betta

  6. giovanna velluto

    Caro amore mio
    non poteva mancare la mia voce o il mio scritto a questa lettera di passaggio che tu, molto devotamente,in occasione della pasqua cristiana, hai inviato a tutti noi; ebbene voglio dirti che sei stato e lo sei ancora un esempio quasi irraggiungibile. Dico "quasi" perchè almeno in alcuni aspetti del "metodo alla salute" ti abbiamo raggiunto, ma mentre godiamo della tappa raggiunta tu ci fai vedere un'altra e poi un'altra ancora sempre più difficile e con il tuo "fare per prima" ci incoraggi e ci guidi ad andare oltre a non fermarci, quasi come una corsa ad ostacoli, ed è bello vedere come a questa corsa "a passo di lumaca"(si fa per dire) ci sono sempre più partecipanti. Di solito nelle corse si parte in mille e si arriva in pochi qui è il contrario sei partito tu per prima, da solo, e oggi ci sono migliaia di persone che ti seguono,(tu però sei sempre il primo quasi irraggiungibile).Ritornando alla lettera di "buona Pesàch" non ci sarebbero commenti da fare perchè la lettera parla chiaro del tuo impegno concreto, costante, intenso, attivo, di diffusione, sensibilizzazione,del metodo "alla salute" e non solo,ma per me che ti conosco da molto tempo ti dico che l'entusiasmo di fondo per questo progetto di vita non è mai cambiato nè mai si è affievolito,neanche nei momenti pù bui(ce ne sono stati tanti) sicuramente è cresciuto,si è concretizzato,ma non è cambiato, sicuramente è cambiata la forma del tuo impegno. Nei primi anni il tuo impegno era totale forte vivo per far crescere un metodo che nessuno conosceva e per fare questo hai dovuto dimostrare sul campo (24 ore su 24,senza chiedere niente a nessuno, anzi difendendoti da attacchi esterni distruttivi) la validità del metodo alla salute i risultati positivi erano e sono tanti.Man mano che il metodo cresceva, prendeva forma, si concretizzava, il tuo impegno si spostava in altri ambiti come quelli della convivenza, dei luoghi adatti alla crescita, poi i tuoi impegni si spostavano nel rendere digeribili, a tutti, concetti, teorie di vita profonda concreta (le unità didattiche sono un esempio di questo impegno)e così piano piano cedevi il posto ad altri per andare oltre, per fare altri passaggi, quante pasque e quanti Pesàch hai fatto,quante quaresime hai dovuto attraversare ma come un vero cristiano con una fede incrollabile sei morto e risorto tante e tante volte. Come un vero pioniere,il tuo impegno si è poi intensificato nel rendere pubblico una realtà ormai cresciuta,attraverso pubblicazioni e altro ma senza neanche trascurare tutto quello che avevi creato insomma, continuo a dire che il tuo impegno costante, intenso,sincero,profondo,globale non si è mai fermato ma si è sempre spostato in luoghi e forme nuove. Oggi c'è una nuova sfida concreta forte che è la "fondazione Nuova Specie" chi l'avrebbe mai detto che saresti arrivato a tanto. Mi sembri "il Pifferaio Magico" che con il suo suono ha liberato una intera città dai topi velenosi che distruggevano gli abitanti di quel luogo, e oggi tu con la tua semplicità ma con la tua profondità caparbietà stai accompagnando un popolo ad un vero passaggio epocale, questo sarà il vero passaggio quello di una Nuova Specie e io ti auguro di arrivare fino in fondo a questo passaggio insieme a tutti noi o a tutti quelli che sentono il bisogno di una nuova modalità di vita più intera più globale.Io speriamo che me la cavo. Un bacio affettuoso e amoroso da tua moglie Giovanna

  7. Gabriella

    Viaggiare con te attraverso i post scritti dalle varie persone che ti hanno accompagnato e che Cindy ha prontamente pubblicato è stato importante per me in questo periodo. La tua previsione lontana di un diluvio del disagio si sta purtroppo avverando e la tua discesa in campo, superando ostilità e difficoltà, è fondamentale perchè anche noi che stiamo crescendo con te possiamo imparare ed osare.
    La nascita di Gaia mi ha insegnato che gravidanza e passaggi sono continui nella Vita ma che, per poterli fare, occorre una spinta, quella "buona" e tu continui a darcela in tanti modi.
    Un incoraggiamento a te per continuare in questa fertile semina che può portare ad un mondo migliore ed un forte abbraccio a Raf … poco più di un anno fa mi sentivo esattamente come tu hai descritto, ma risalire si può!

  8. Raf

    Caro Mariano,

    come Giuda al passetto mi hai tradito accompagnandomi però al mio dolore più profondo. In questo periodo ho vissuto e vivo la morte tutti i giorni. Il mio corpo ha ceduto, mi sento angosciato, sono insieme sofferenza fisica e fragilità emotiva. A volte mi chiedo se riuscirò realmente a risalire. Mi sembra di aver perso tutto, ogni punto di riferimento. Ancora non riesco a cogliere la luce del passaggio e a godere di me stesso. Il dolore alle gambe, allo stomaco e il tremore interiore esprimono la mia morte. Quanta ne avevo! Non l'avrei riconosciuta e forse un po' alla volta mi sarei fatto fuori…
    Un abbraccio, Raf.

    P.S. Voglio modificare il detto di Giuseppina e sperare che "le uova che non si mangiano a pasqua e pasquetta si mangeranno dopo pasquetta".

  9. Eka

    (II parte del commento)
    …con questo progetto significa per me anche passare dall’
    ottica di consumare gli eventi, al gustarli, all’imparare ad attraversarli
    trasformando le difficoltà in spinte. Ed è bello come tutto ciò in questa fase
    sta coincidendo con i ritmi dei miei codici, con il sonno e la veglia, e non
    solo, con gli incontri favorevoli che ogni volta mi hanno aiutato! E ciò mi è
    successo puntualmente: ultimamente con Amelia molto, per la sua capacità di
    saper mediare le diverse posizioni, in questo caso di pensiero, e il desiderio
    suo di svelare anche i ‘segreti’ delle piccole sottigliezze, che non ha
    trattenuto solo per lei, anche se solo lei poteva cogliere, visto come lo
    spirito avvocatesco le scorre proprio nel sangue; all’inizio con Sabrina grazie
    alla possibilità che mi ha dato di attingere dalle tante teorie che senza
    questo suo regalo non avrei consultato; e poi con Giovanna Mancini, che mi ha
    iniziata a un modo più umano di scrivere agli umani/popolo; con Titta che mi ha
    regalato la sua casa per 3 giorni dopo la grande rinuncia fatta del corso sulla
    Comunicazione; con Libera con il suo immane aiuto che mi sta dando nel
    deregistrare le interviste… che diventeranno quasi 50; con i miei genitori che
    nonostante la loro distanza hanno colto l’importanza della modalità con cui sto
    vivendo questo mio finale momento del percorso iniziato 6 anni fa; con Lucia
    quasi tutti i giorni, per la sua funzione spirito che troppo naturalmente fa
    con i tanti aspetti della mia vita, e anche con il progetto della tesi che più
    volte, nonostante molto mio… ha rischiato di morire in un profondo rigetto.
    Insomma Mariano, stiamo crescendo tutti, sia personalmente, ma anche nel dare
    valore a una dimensione progettuale che sento sempre più nostra perché scoperta
    più a partire da noi, scambiandoci sempre più liberamente fra di noi. Tutto ciò
    mi diventa anche la rappresentazione concreta, la prova della fiducia, di ciò
    che tu con il tuo sacro fare… sento hai il desiderio di tramandarci, e che stai
    riuscendo a passare, a me molto, fin da quando mi hai consegnato a questo
    impegno che nella tesi ha trovato il miglior codice di comunicazione dei tuoi
    più adulti messaggi. Che ho riconosciuto molto lentamente, grazie anche al far
    Luce di Lucia che con queste consapevolezze mi ha fatto incontrare. Certo tu da
    Gennaio non accompagni più, ma grazie agli strumenti raffinati dai gruppi alla
    salute comunque hai dato la possibilità a noi di moltiplicarci nelle nostre
    competenze. E proprio nel tuo non più esserci ancor di più accompagni…
    facendoci riscoprire il bello di scoprirci figli della metastoria, perché
    sempre meno legati a te, seppure anche grazie alla tua metastoria ri-nati!
    Dal punto più profondo del passaggio in atto, Eka

  10. Eka

    Ti ho letto, Mariano, e subito mi va di starti vicino a questa tuo celebrarti,
    rispondendoti. Questo tuo condividerti mi arriva come un gesto di un iniziale e
    meritato elevarti, ma umile, per il contatto profondo che trasmetti con la
    memoria storica di cui ci rendi partecipe, parlando degli eventi, che chissà
    nelle tue caverne come ti hanno intimamente scavato. Passare a noi il valore
    del tuo rinnovato ri-crearti che in te s’incarna a partire dalle tue cicliche
    passioni mi significa molto e molto mi aiuta. Cogliere in te, il bello (che più
    volte coincide anche con il difficile) di riscoprirti figlio della tua
    metastoria, e celebrarlo… mi aiuta a rimanere a contatto con me, soprattutto
    nei momenti difficili di cui la tesi è solo la montagna (che lentamente sto
    scalando/scavando) che si vede all’esterno di un tunnel profondissimo che mi
    sta ancora attraversando. Pausa. Piango. Mi sento molto in Quaresima, ancora, e
    sempre più profondamente, che percepisco con la consegna della tesi avrà un’
    iniziale fine! La fatica non è solo di farmi attraversare da ciò… ma anche di
    rimanere nel valore preparatorio dei momenti bui che questa tua Celebrazione mi
    ha molto trasmesso, che io invece sinceramente, a volte abortisco, facendomi
    molto male. Leggere le diverse tappe del tuo viaggiare nelle diverse regioni,
    che non saranno state solo quelle dell’Italia, mi ha dato un senso di insieme
    non indifferente, perché vissuto senza combattere le parzialità che tu
    sicuramente in itinere avrai incontrato. In questo mi diventi ancor più un
    antenato, caro Mariano, perché condividendoti mi passi anche il valore
    rigenerante che può arrivare proprio dalla storia che vissuta in una maniera
    più adulta, non evitata, arricchita dagli eventi, può trasformarsi in un sacro
    ponte per riavvicinarci a noi in una maniera nuova, perchè partorita dalle
    difficoltà ma anche dalle rinunce che da fonte di mancanze si trasformano in
    strumenti capaci di consegnarci ad altre parti di noi, che senza la passione
    non avremmo incontrato. Questa cosa per la prima volta me l’ha fatta cogliere
    proprio Lucia… che mi ha aiutato ad attingere dalla tua storia trasformandola
    in una vera e propria guida! Ed è figo questo passaggio di prospettiva: la
    storia che prima era stata fonte dei nostri allontanamenti/disagio, si può
    davvero trasformare in una sorgente di nuovi riavvicinamenti da cui ripartire,
    perché più per-donanti! Tutto ciò mi arriva ora in un modo sempre più concreto
    grazie alle chiavi di lettura a cui mi stai ancora con-segnando, con quasi 6
    anni (che scoccheranno il 16 maggio) di vita, di morte e rinascite vissute nei
    gruppi alla salute, e non ultimo con l’impegno della tesi, in cui tu mi hai
    saputo immettere, portandomi ad intrecciare la mia vita al sapere che dai “Riti
    di iniziazione”, giusto dai riti mi poteva arrivare. Sei stato un luminare
    davvero, Mariano in questo… Non finirò di ringraziarti. Hai intrecciato la mia
    storia con la mia metastoria, facendomi riconoscere nei riti il codice di
    trasmissione! E l’hai fatto in una maniera raffinatamente tua… saggiamente
    silenziosa, ma presente! Hai visto cose in me… che solo ora sento… e pian piano
    sto trasformando in lume per i momenti bui in cui fatico a riconoscere la
    profonda luce che dentro custodisco! Scrivere la tesi mi è davvero un rito,
    rimanere a contatto con questo…(fine parte I del commendo, che prosegue con la II)

  11. Sandra

    Grazie Mariano.
    Buona Pesàch anche a te e a tutti quelli che leggeranno il post pubblicato da Cindy. Innanzi tutto voglio fare i complimenti a Cindy per il prezioso lavoro che sta portando avanti con amore sul blog.
    Mi è molto piaciuto il post di Mariano, il racconto di questa "quaresima" che non si è svolta in un deserto, ma attraverso varie regioni italiane, luoghi ricchi di tante diversità che tuttavia sono accomunate da uno stesso fondo comune che è rappresentato dal disagio diffuso. E' bello vedere che questi quaranta giorni, vissuti con spirito metastorico ma anche con fatica e sacrifici, abbiano portato nuove modalità di vivere la vita e prospettive future di scambi con altre realtà. Ammiro molto tutto l'impegno di Mariano nella realizzazione del progetto Nuova Specie e auguro alla neonata Fondazione una buona Pasqua nel senso proprio di passaggio oltre… oltre le chiusure, le resistenze che sempre ci saranno ma per andare verso una vita meno ingabbiata dalle nostre storie e più libera e piena.
    Questa è una Pasqua di passaggio per me, per la mia coppia e per il mio rapporto con i gruppi. Sono comunque fiduciosa che questa fase di transizione farà morire parti mie che non mi facevano più crescere e che questo dolore si trasformerà in nuova forza vitale. Giacché domani è il 25 aprile, voglio augurare a tutti di liberarvi da qualche vostro nodo più profondo. Vi mando un forte abbraccio dal Belgio, dove per altro splende un bellissimo sole. A presto,
    Sandra

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