Barletta (BT), sabato 16 aprile 2011 – BEN ARRIVATA GAIA!! INNO ALLA VITA di Mamma Gabri.


M
EMORIA STORICA
,

VIVA ED
EMOTIVA

Cari lettori,

ho il piacere di condividere insieme a voi lo sms che ci è arrivato ieri da Giuseppe Bardi: “Gabriella ed io siamo lieti di annunciarvi che ieri sera alle ore 23:30 è nata Gaia, la prima nascita della neonata Fondazione. Pesa 3,190 kg ed è lunga 51 cm. Mamma e bimba stanno bene”.

Facciamo dunque TANTI AUGURI a mammina e papino per la nascita di Gaia! Ed alla principessa diamo il benvenuto nella nostra Storia! BEN ARRIVATA GAIA!

Pubblico ora una lettera, INNO ALLA VITA, che sua mamma ha scritto poco prima che nascesse.

Auguro voi buona lettura metastorica,

Cindy Recchia
Amministratore del Blog

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Caro Mariano,

è difficile rispondere ad uno scritto così complesso e ricco di spunti che potrebbero tutti essere ripresi e condivisi non solo tra donne, interessante sarebbe ascoltare anche il punto di vista dei padri “San Giuseppe”. Tuttavia per me è stato un bombardamento che si è aggiunto a quello che mi sto vivendo man mano che ritorno sull’Insieme Femminile – Maschile. Ci ho ritrovato molti degli interrogativi che anch’io mi sono posta durante la gravidanza ed è questo che brevemente ti dono.

Il sì di Maria, per me, è il sì che ogni donna rivolge alla Vita quando si sente pronta a diventare madre e non è così automatico come potrebbe sembrare. Anche la donna più desiderosa di avere figli, nel momento in cui scopre di essere incinta, combatte battaglie interiori dilanianti … sarò capace di essere madre? Di portare a termine la gravidanza? E il mio corpo? Proprio adesso che inizio a sentirlo più mio, riuscirò a condividerlo con un’altra vita? E se fosse tutta una illusione? E saprò capire ciò che mi vorrà dire questo esserino quando nascerà? Ma quando nascerà, avrò già 42 anni, questa figlia crescerà già sapendo di potermi perdere prima dei suoi coetanei, almeno come probabilità? Saprò essere equilibrata, non troppo dura né troppo accondiscendente? Riuscirò ad includerla nella mia vita senza farla diventare una stampella?

Queste ed altre domande mi hanno attraversata dopo la gioia di aver saputo di portare in grembo una Vita, una Vita che per me ha molto di misterioso se ripenso alla velocità con cui è arrivata in una età non proprio fertile… Eppure questa Vita da subito ha dominato la mia dipendenza dal negativo, ogni volta smentendo tutte le mie previsioni negative e quando le ho detto “sì, voglio essere tua madre” tutte le nausee sono scomparse, ho iniziato a sentire i primi movimenti e a comprendere il senso profondo dell’utero che contiene e fa crescere. La mia pancia era finalmente viva e ancora misteriosamente questo esserino è passato dal misurare pochi millimetri a una bambina formata, che sta per venire al mondo grazie all’utero che l’ha nutrita e l’ha spinta a crescere.

E ancora la crisi, quella di dover lasciare una volta per tutte l’identità di figlia per entrare pienamente e consapevolmente in quella di madre, la voglia di tornare indietro, di essere contenuta io in un utero, ma proprio fisicamente, il desiderio doloroso di sentirmi una madre vicina, di sapere cosa sentiva lei quando aspettava me, una madre che non c’è più, una madre che ha vissuto in solitudine il suo passaggio in sala rianimazione, una madre poco mamma e molto figlia, una madre che a sua volta non ha sentito una madre vicina, una madre allontanata da sua madre appena nata per essere allattata da un’altra donna, una madre rimasta bambina, una madre che con la malattia aveva trovato la maniera per rimanere incinta a vita… come spezzare questa catena? Dubbi, paure, lacrime silenziose, ma ogni volta la spinta di mia figlia a guardare avanti con la conferma che lei cresceva bene.

E gli ultimi timori l’altro ieri, vedere la sala travaglio, la sala parto, ripensare ancora a questa madre che ha terminato la sua vita proprio in un ospedale, ancora la battaglia dentro di me tra Vita e Morte… Un sogno di notte, la pancia sgonfia ma io ancora incinta… Si avvicina il momento della separazione: devo lasciarla andare; mia figlia sta per nascere ed io sto per diventare madre; il “mistero della Vita” si sta trasformando in realtà.

Ringrazio la Vita che mi ha fatto nascere donna regalandomi questa esperienza unica.

Ringrazio Giuseppe e la sua determinazione nel credere che il sogno fosse ancora possibile.

Ringrazio Gaia che ci ha scelto come genitori ed è diventata Vita in me.

E sempre ringrazierò te, Mariano, per aver visto lontano e avermi accompagnata a credere ancora nella Vita.

Gabriella Napolitano,
mamma di Gaia

2 Commenti

  1. Elisabetta

    Ciao mamma gabri,

    per prima cosa ti faccio i miei migliori auguri. Ho letto il tuo Inno alla Vita e mi sono emozionata: mi ha colpita ogni singola frase, ogni pensiero legato all'evento, al ricordo di tua madre… Si dice che la gioia (in questo caso, neanche a farlo a posta GAIA) contagi come il sorriso e che deve essere condivisa.

    Mi unisco a voi in questo meraviglioso momento. Vi auguro di crescere insieme come famiglia.

    Un abbraccio forte,
    Elisabetta (sorella di Mletizia) di Pescara

  2. annamaria

    Benvenuta Gaia e grazie per aver donato a tutti noi lo "spettacolo" della vita.
    Un abbraccio a mamma Gabriella e papà Giuseppe, con l'augurio che questo immergervi in emozioni profonde che state vivendo vi accompagnino durante il vostro cammino insieme a Gaia.

    Congratulazioni
    Annamaria

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