BILANCIO DELLA SETTIMANA INTENSIVA A BASSANO DEL GRAPPA DAL 2 AL 6 AGOSTO 2010

Carissimi lettori,

eccovi il bilancio di Nadia TRES, segretaria dell’Associazione alla Salute Veneto ed organizzatrice della prima Settimana intensiva esterna al Centro di Medicina Sociale, insieme ad Isaia Citton, Ermanna De Polli… Nadia ha ricostruito la genesi della Settimana ed ha reso conto dei vari momenti vissuti durante questa prima esperienza intensiva in Veneto.

Buona lettura a tutti,

Cindy Recchia

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Accogliere la proposta di portare una “Settimana intensiva del Metodo alla Salute” in Veneto ha significato osare, avere il coraggio di fare una cosa nuova, impegnativa, in questo nostro territorio ancora molto ancorato ai vecchi schemi, dove il disagio sta dilagando sempre più ma è ancora visto come malattia, malessere, del quale non si ha il coraggio di parlare o di cui si prova vergogna.

Abbiamo condiviso l’iniziativa con il nostro gruppo dell’Associazione alla Salute Veneto e ci siamo suddivisi i vari incarichi, ci siamo impegnati a promuovere e divulgare l’iniziativa, senza paura di esporci nei vari ambienti. Abbiamo stampato dei volantini che abbiamo distribuito in vari punti del bassanese e nei dintorni: biblioteche, panifici, bar, luoghi pubblici ecc. ed anche inviato via mail a tante persone amiche e conoscenti.

A fine giugno siamo stati ospiti di Radio Gamma 5 (una radio della provincia di Padova) per un’intervista di presentazione del Metodo e della settimana intensiva.

Con il Gruppo alla Salute abbiamo dedicato una serata di presentazione del Metodo aperta a tutti presso la nostra sede.

Abbiamo fatto un’inserzione su un giornale locale – Il Gazzettino di Bassano – per fare conoscere l’iniziativa.

A molti è servito il passaparola come invito personale ed anche l’invito a partecipare ai gruppi di Romano dove dal mese di aprile settimanalmente abbiamo approfondito l’argomento dei codici: “bio-organico”, “analogico”, “simbolico”, usando le teorie del dr. Loiacono tratte dal corso per accompagnatori nel mese di maggio 2004.

Come luogo di incontro e lavoro abbiamo scelto la struttura degli Scalabrini di Bassano del Grappa perché ci è sembrata una struttura multietnica, accogliente e disponibile anche alle nostre esigenze. Questo ci ha permesso di non preoccuparci eccessivamente per tante situazioni che presentavano incertezze e cambiamenti.

Per noi è stato importante anche dare un tema alla settimana, un “Viaggio nelle profondità della vita in tutti e tre i suoi codici: bio-organico, analogico, simbolico”, così le persone che non conoscevano il metodo hanno avuto la possibilità di orientarsi.

Partire ed organizzare la prima Settimana intensiva per me non è stato per niente facile, ma sentire che ci sono delle persone che hanno fiducia in te, che sanno cogliere le tue capacità, la tua specificità e ti aiutano a credere in te stesso, ti aiuta a prendere coraggio, a farlo con amore e poi ti accorgi che ti ritornano dei doni speciali dalla vita.

L’accoglienza nelle nostre case dei conduttori provenienti da varie parti d’Italia ci ha dato la possibilità di conoscerci meglio, di creare un intreccio-scambio prezioso e anche di contenere i costi.

La disponibilità del Dr. Mariano di stare con noi tutta la settimana e farci gratuitamente dono della sua grande esperienza lavorativa e di vita, adattandosi a tutte le situazioni, ci ha fatto sentire bene e a nostro agio.

Sapendo che il suo lavoro a Foggia presso il Centro di Medicina Sociale ormai sta per concludersi per raggiunti limiti di età, e non ci sono prospettive che la sanità pugliese per ora voglia concretamente continuarne l’esperienza, anche noi in Veneto, prima di tutto abbiamo voluto fare conoscere il Metodo con la Settimana intensiva. A questa settimana hanno partecipato circa 80 persone che si sono coinvolte e immerse nelle loro storie di vita per iniziare a risanarsi e impegnarsi a migliorare e crescere.

Spero che questa Settimana a Bassano porti anche un sostanzioso contributo di risorse umane per la crescita dell’Associazione alla Salute Veneto.

Ho visto che lavorando insieme si è creata una rete di amicizie più profonde, di accoglienza, di collaborazione. Avere partecipato tutti i giorni fino alla fine della Settimana, ho potuto beneficiare di tante storie di vita dove anch’io ho riconosciuto alcuni meccanismi che mi tenevano ferma, però attraverso le dinamiche e la teoria globale ho potuto ampliare ancora di più i miei punti di vista sanando altre parti.

Sia il lunedì che il martedì, ho visto da parte dei conduttori un lavoro di squadra e una grande sensibilità ed esperienza nel saper accogliere e accompagnare le persone aiutandole a “buttare fuori” anche il negativo in dinamiche molto complesse che toccavano profondamente i tre codici. In particolare nel rapporto genitori figli, riuscendo a dare valore anche al negativo, facendo nascere nuovi rapporti più vitali tra le generazioni.

Il mercoledì mattina con il “rito cattolico” condotto da P. Eliseo e Roberta; è stato un unire tante diversità di “essere nelle vita” attraverso l’ascolto della Parola tratta dalla Bibbia, la musica, le danze, il contatto con la terra, con l’acqua e l’argilla, ho avuto la sensazione di sentirmi io la mia terra, una parte conosciuta “coltivata” una parte da riscoprire “da coltivare” accogliendo ciò che già sono e sanare alcuni miei nodi che stavano in profondità, rimettendomi in contatto con gli antenati della vita attraverso la condivisione del nostro lavoro interiore, dei nostri desideri e del pane eucaristico.

Il mercoledì pomeriggio dedicato all’Unità didattica del “Graallasalute”, aperto anche a quanti volevano conoscere il Dr. Loiacono), i numerosi partecipanti si sono trovati ad assistere a delle situazioni molto complesse che con i conduttori avevamo già accompagnato dal lunedì. È stato molto bello vedere il Dr. Loiacono al lavoro, giocando e ironizzando con le parole per alleggerire le situazioni pesanti. Anche in questo pomeriggio per me è stato importante rimanere fino alla fine per riconoscere il lavoro fatto e accorgermi del valore delle parole: poco prima mi parevano inappropriate, mentre sono servite a sbloccare e a rimettere in dinamica le parti interessate “nemiche”.

Il giovedì attraverso il cosiddetto “ring” (seduti sul tappeto faccia a faccia) è stato data voce a genitori-figli molto sofferenti nelle loro storie, spronandoli a dirsi in faccia le cose partendo pure dal negativo. Ho visto che nonostante lo stare male iniziale è servito molto per fare chiarezza e trovare un punto (buono) da cui ripartire e impegnarsi a rispettarlo, per crescere nei rapporti dove ognuno è chiamato a rimettersi in gioco.

Alla sera [del giovedì], con la festa, organizzata in modo molto semplice con musica e canti popolari e con un buffè di frutta e dolci casalinghi mi sono sentita piacevolmente coinvolta danzando e ballando. Il movimento del corpo è servito molto a staccare e buttare fuori la fatica e le tensioni che si erano accumulate durante la settimana, ma anche a rafforzare l’amicizia e lo scambio fra le persone.

Il venerdì mattina il Dr. Loiacono ci ha parlato della necessità che a breve si presenta, ossia quella di creare una nuova casa “la Fondazione Nuova Specie per sperimentare il Metodo alla Salute, in quanto il Centro di Medicina Sociale di Foggia sta per chiudere il servizio con il dr. Loiacono, non riconoscendone ancora il prezioso valore. Le situazioni di disagio sono in grande crescita e la sanità italiana è ancora molto orientata a volerle risolvere con l’uso degli psicofarmaci. Occorrono persone di buona volontà che si uniscano per fare fronte sia alle resistenze della mentalità dominante che cerca soluzioni immediate, sia ad un reale contributo umano e di risorse economiche per poter sognare in futuro un luogo dove rigenerarsi e riprendere in mano la nostra vita, dando valore alla nostra esistenza, esperienza di vita e la nostra specificità, imparando a vedere anche nelle persone più frantumate una grande ricchezza di vita.

Importante è stata la fase del bilancio, dove i partecipanti, specialmente i nuovi, hanno avuto la possibilità di esprimere le loro sensazioni, apprezzamenti e critiche, ma anche avere degli spunti dove riconoscersi nelle storie degli altri, partendo però dal lavoro fatto su di sé. Ognuno è stato invitato a lavorare su aspetti toccati durante la Settimana per rimettersi in dinamica di crescita-cambiamento con se stesso e nei rapporti con i famigliari.

La giornata splendida di sabato ci ha permesso di visitare Cima Grappa, di vedere e gustare un panorama eccezionale, dalla laguna di Venezia all’Istria, alle Dolomiti che sembrava quasi di toccarle, alle nostre malghe con le mucche al pascolo. Visitare questi luoghi dove una moltitudine di giovani sono stati sacrificati in nome della libertà, incamminarsi dentro la galleria del Grappa e solo immaginare quanta sofferenza e distruzione e stata vissuta in quei tempi, mi ha aiutato anche a comprendere la sofferenza, le paure e la tenacia dei nostri genitori.

Questo contatto con questi nostri antenati – le montagne, i boschi, il verde intenso dei pascoli, il silenzio… – mi ha dato un senso di libertà, di profondo respiro di rigenerazione che è stato bello condividere con chi mi era vicino.

A pranzo a Malga Moda eravamo in sessanta a concludere in bellezza la settimana, assaporando polenta e formaggio del Grappa.

Al bilancio dei conduttori, mi ha commosso sentire quanto importante è stata tutta la settimana, quanti scambi preziosi sono avvenuti anche senza che me ne accorgessi.

Sono stata sorpresa dai molti riconoscimenti e ringraziamenti, ed anche Mariano che mi ha fatto notare il mio cambiamento in quanto mi sono molto dilatata nel mio modo di fare e di accogliere l’inedito rispetto a come ero un anno fa. Ho imparato a stare ai margini del caos, fidandomi di chi mi è vicino, specialmente di mio marito, di Mariano, dei conduttori e delle persone che hanno collaborato all’organizzazione della settimana. Ringrazio di cuore tutti quanti hanno collaborato, partecipato, condiviso, criticato, questa Settimana di Viaggio attraverso le profondità della vita.

Per lasciare una traccia di questa settimana, ho dovuto usare le parole, ma so che non sono sufficienti a descrivere cosa ho provato ed è avvenuto in questa settimana. Le emozioni, le dinamiche, ognuno le sente e le vive ascoltandosi nella sua profondità, auguro a tutti di continuare a viaggiare per riscoprire e gustare le gioie e le bellezze della vita.

Un abbraccio da Nadia e Isaia…

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