Ai Sognatori concreti che credono nella Fondazione Nuova Specie e nella costruzione di un “VILLAGGIO QUADRIMENSIONALE”…

Tante gocce formano il mare
Tante storie formano la
Fondazione Nuova Specie

Il Villaggio Quadrimensionale sarà situato nel Comune di Troia (FG), nella zona artigianale PIP sulla strada per Foggia. L’area in realtà presenta una bassa concentrazione di imprese artigianali, ed è particolarmente bella perché tutt’intorno è circondata di verde, con ampie valli coltivate a grano, per cui nel corso dell’anno è un succedersi di splendidi colori naturali.

Il terreno di nostro interesse ha una superficie di circa 5500 mq, è largo circa 40 e lungo 130 metri. E’ un terreno di buona qualità per le costruzioni, e ci consente senza troppe difficoltà di scendere di un livello sotto terra, per cui si può pensare ad un piano seminterrato un po’ dovunque. Le norme comunali consentono di realizzare un piano terra-rialzato ed un primo piano, non di più, ma in merito alla volumetria i limiti sono enormemente larghi, per cui occorre solo tempo e denaro per la realizzazione concreta delle opere.

Il Villaggio Quadrimensionale è un utopia concreta e realizzabile nel tempo con gli sforzi di ciascuno che ci crede, e per quel che mi riguarda il mio obiettivo è impostare sin d’ora tutta l’organizzazione degli spazi esterni, della viabilità, e la distribuzione degli edifici e loro destinazioni. Quasi sicuramente ciò che oggi immaginiamo tra un anno sarà in gran parte modificato, e molte delle cose che dovremo introdurre oggi non le immaginiamo neanche; in un simile progetto questo è un fatto normale, per cui sicuramente si succederanno varianti progettuali al progetto iniziale. E’ per questo motivo che sento la necessità di uno scambio con tutti coloro che sentono l’iniziativa come una cosa in parte propria, e questo sarà lo spirito con il quale intendo procedere, portandovi di volta in volta a conoscenza di ciò che si sta disegnando ed elaborando.


Veniamo ad alcuni dettagli. Come sa chiunque abbia frequentato il Centro di Medicina Sociale di Foggia, e conosce le attività che si fanno, le strutture che a noi occorrono sono svariate. In particolare, mi vengono in mente quelle che ho elencato qui di seguito:

1) Una sala per i gruppi ordinari;
2)
Una sala per i gruppi durante le settimane dei corsi;
3)
Una saletta per la ristorazione comune (mensa);
4)
Una biblioteca con annesso Centro Documentazione;
5)
Un ampio spazio interno ad uso teatro ed un analogo spazio esterno;
6)
Varie strutture ad uso residenza, stabile per operatori e temporanea per chi è in trattamento;
7) Magazzini, depositi seminterrati;
8) Uffici vari, ad esempio per medici, operatori, visite, ecc.

Nell’organizzazione degli spazi, gli interrogativi principali che mi sto ponendo, ai quali personalmente ho dato le mie risposte, sono i seguenti:

  • Qual è la soluzione più opportuna delle residenze, quella attuale di varie strutture separate tra loro oppure quella costituita da un unico edificio dove far risiedere le persone in trattamento e quindi con la possibilità di aggregare tra loro tante situazioni diverse, negli stessi spazi? A molte delle famiglie che oggi vengono a Foggia in trattamento viene chiesto di fare un periodo di separazione, ad esempio tra genitori e figli, per cui anche questa è una necessità che va tenuta opportunamente in considerazione. Mi domando, inoltre, dove debbano risiedere gli operatori stabili, se negli stessi ambienti dove stanno le persone in trattamento ovvero in ambienti separati. La mia indicazione personale è che comunque bisogna prevedere delle stanze più piccole separate dal contesto delle situazioni di trattamento per garantire anche agli operatori più stabili la possibilità di fare vuoto;
  • Per come la immagino io, la mensa con cucina è un ambiente a sé, separato dalle residenze, collocato a piano terra e al disopra di un magazzino seminterrato. La mensa è un locale usato temporaneamente nell’arco di una giornata, per cui allo stesso piano, al lato, potrebbero essere ubicati uffici vari, mentre al piano superiore la biblioteca con Centro documentazione, e le sale per i gruppi di cui parlavo sopra;
  • Per quanto concerne gli spazi esterni, io mi immagino un grande spazio di aggregazione, un’agorà che sia il cuore del Villaggio, collocata in una posizione in cui si possa pienamente godere della visione delle cose più belle che il posto consente di vivere, in particolare il mutare dei colori della natura tutt’intorno, il movimento del sole e tutto ciò che ricorda gli antenati della vita. Negli spazi esterni in una posizione più isolata, io immagino di posizionarci anche dei piccoli locali per rielaborare, per fare silenzio, stando fuori dalle dinamiche degli altri ambienti;
  • 5500 metri quadrati non sono tantissimi, però si possono prevedere anche altre attività, tipo serre, qualche piccola coltivazione ed annesso allevamento di piccoli animali.

Quelle di sopra sono delle proposte sulle quali vi chiedo di riflettere partecipandomi a mezzo e-mail (g-derrico@libero.it). Al momento non occorrono proposte di bio-eco-architettura, e neppure soluzioni ai fini del risparmio energetico con l’introduzione di impianti ad energie rinnovabili. Tutto questo verrà affrontato in maniera tecnica particolareggiata durante le successive fasi progettuali.

Per ora è tutto, fatemi sapere qualcosa al più presto, un abbraccio a tutti.

Grazie,

Ing. Giovanni D’Errico

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