Il progetto di Nuova Specie

Ho ricevuto un’e-mail da Libera, in cui scriveva:
“Cara Serena, ti mando una cosa che ho deregistrato e che, secondo me, andrebbe bene pubblicare nel blog. Potrebbe chiarire molte cose che alcuni che capitano nel blog trovano torbide.”
Sinceramente non penso che servirà a placare un certo tipo di polemica, che pure serve a noi per mettere in discussione il nostro modo di comunicare alcuni contenuti; tuttavia dà l’idea di come il progetto di Nuova Specie sia più ampio di quanto possa apparire, vada oltre l’ambito psichiatrico, rientrando nel campo della sociologia, dell’antropologia e, sì, anche della filosofia.

“Luce nel caos”, Aurelio

DEREGISTRAZIONE CHIARIFICATRICE DAL III INCONTRO DEI SABATI DI MARIA

“…Dovremmo essere noi accompagnatori più armonici, essere in grado di svolgere più ruoli, capire che il modello che deve rinnovarsi o completarsi non è quello che già c’è, ma è aperto e molteplice. Ma questo non c’è nella nostra mentalità: non c’è nella mentalità del prete, nella mentalità dello scienziato, del professore, del genitore, nella mentalità del marito, della moglie, di nessuno purtroppo! Noi stiamo lavorando per questo, cioè questo percorso avrà senso se un po’ di persone potranno passare da una cosa univoca, stretta, circoscritta, a un modello aperto, flessibile, caotico, vorticoso. Se questi poi si selezioneranno come un modello prevalente forse la vita avrà delle prospettive, io sono convinto che la vita oggi sta soffocando per un modello… la sta strangolando, è rappresentato al massimo dall’economia ma da tutti punti di vista limitati che sono religiosi, filosofici, scientifici, economici; le nostre istituzioni sono univoche e quindi, secondo me, sono soffocanti. La posta in gioco non è fare le quattro fasi o fare il Metodo alla Salute, quelle sono delle proposte, delle risposte, ma in realtà aiutare le persone – persone significa anche istituzioni, vita, cultura – a transitare da un modello univoco a uno aperto, molteplice, dinamico, caotico, creativo! Un modello certo che deve creare più? Niente! Deve solo clonare e irreggimentare le persone. Il modello aperto ha sempre un po’ di diavolo dentro, ogni tanto scombina le cose; perché le scombina? Perché il problema non è trovare una soluzione che non c’è, ma è creare. Chi ha fatto il corso di quadrimensionalismo, lì ho dato una mia interpretazione… è inutile che ci complichiamo la vita adesso, è un’ipotesi. La vita perché va avanti così? Ce lo dovremmo chiedere, ci sono molte risposte storiche molto interessanti, per carità!…”

dr Mariano Loiacono


36 Commenti

  1. Anonimo

    Caro anonimo, se tu sapessi almeno dove abita l’umiltà, sarebbe già un grandissimo passo avanti.
    Conosco tanta gente che ha studiato e crede di essere preparata, ma che in realtà non si è mai preoccupata di “studiare” i suoi limiti, conosco invece gente che non ha continuato gli studi ma che cerca di conoscersi e di conoscere il mondo e la vita.
    Io, ad esempio, non riesco ad indovinare se tu hai studiato o meno, nonostante è ovvio che hai un’intelligenza spiccata, ma soprattutto che ha spiccato il volo.
    In ultimo è palese che non conosci nessuno di noi, perchè ognuno è pronto a prendere e dare in base alle capacità raggiunte.
    Sei comunque gradito/i nel blog, perchè bisogna credere nel perdono, e nella possibilità che qualcosa di nuovo e di buono possa nascere ancora.
    Non vorrei che questo commento, come in realtà è stato, fosse indirizzato solo agli anonimi, per cui mando un saluto e un abbraccio a tutti voi di nuova specie. Buonanotte.

  2. Anonimo

    Collega anonimo i ragazzi del metodo hanno studiato, conoscono per filo e per segno tutti gli scritti del Dott. Loiacono, hanno frequentato le settimane intensive, i corsi di epistemologia globale e quelli sul quadrimensionalismo.
    Questi ragazzi conducono gruppi, pure le casalinghe possono farlo, hanno superato vecchi luoghi comuni come lauree e titoli,sono il futuro anche se a volte non li capiamo.
    Noi parliamo e loro vanno avanti, asili, scuole, il Metodo galoppa…
    Parla per te vecchio babbione, che forse non ti sei mai neanche drogato e certo non hai l’esperienza di questi ragazzi hai solo sovrastrutture umanoidi ed inoltre non ti fai neanche i cazzi tuoi!
    La tua favoletta puoi ficcartela nel culo ovviamente.
    Collega anonimo siamo superati ormai, legati a vecchi schemi, poveri noi…

  3. Anonimo

    FAVOLETTA PER RIFLETTERE

    “Una ghianda disse un giorno a una vecchia quercia: «Il mio cuore
    è pieno d’amore, e voglio partire per fare del bene nel mondo».
    La vecchia quercia scosse la testa e rispose: «Non avere fretta,
    entra un po’ sotto terra in modo da svilupparti: quando sarai un
    bell’albero, darai riparo agli uccelli, nutrirai gli animali
    della foresta, darai ombra agli uomini, ispirerai i pittori… –
    Tu sei vecchia e stanca – disse la ghianda – non capisci niente
    dell’entusiasmo dei giovani. Addio, me ne vado…» Se ne stava
    tutta fiera sul bordo della strada, pronta a partire, quando un
    maiale, che passava di lì, la vide e se la mangiò.
    Ecco cosa capita a tutti i giovani presuntuosi che immaginano di
    poter cambiare il mondo senza avere studiato e senza essersi
    preparati: si fanno mangiare dal primo maiale che passa. Essi
    devono prima di tutto comprendere che si possono aiutare gli
    altri solo in funzione delle proprie capacità e delle proprie
    conoscenze, e che questo richiede anzitutto umiltà.”
    Ogni riferimento non é per niente casuale. L’umiltà é una grande qualità sia per i giovani che per i diversamente giovani!

  4. Anonimo

    Una piccola perla di saggezza per gli amici del blog, con l’auspicio che aiuti tutti noi a far sì che l’ordinaria funzione disgregatrice, così frequente nell’uomo in crisi, si trasformi piano piano nella nobile e rara capacità di aggregare con consapevolezza.
    “Perché gli uomini e le donne, pur mettendo l’amore al di sopra di
    tutto, pur sperando di “trovare il grande amore” e di viverlo per
    l’eternità, hanno tante difficoltà a conservarlo per qualche anno
    o anche solo per qualche mese? Per la ragione che nel momento in
    cui scoprono di amare un uomo o una donna, si fermano a
    quell’uomo o a quella donna. Essi non sanno che quella creatura
    è come un canale attraverso cui passano la bellezza, il fascino
    e le qualità di un altro mondo, e non sanno neppure che la
    propria anima ha sete di quel mondo. Allora, si concentrano su
    quella creatura e da lei si aspettano tutto. Ecco l’errore, ecco
    l’origine delle loro disillusioni e dei loro dispiaceri.
    Sia l’uomo che la donna devono imparare a considerarsi
    reciprocamente come un punto di partenza per andare a cercare
    l’amore alla sorgente. È il solo modo per non essere mai delusi.
    Perché là, alla sorgente, l’acqua dell’amore è sempre limpida,
    pura, vivificante. “

  5. Anonimo

    ciao ciao

  6. Anonimo

    Vi prego ma ci terrei moltissimo ad avere la deregistrazione dell’intervento di Faber durante l’incontro-seminario sul crescere-comunicare.
    Sono sicuro che come sempre riuscirà a colpirmi con i suoi punti di vista inediti!!!
    Ci conto, mi raccomando!!!!

  7. Anonimo

    Quello che vogliono le donne – Imparate uomini imparate…

    A TUTTE QUELLE CHE SI CONSIDERANO STREGHE

    Un giorno, il giovane re Artù fu catturato ed imprigionato dal sovrano di un regno vicino.

    Mosso a compassione dalla gioia di vivere del giovane, piuttosto che
    ucciderlo, il sovrano gli offrì la libertà, a patto che rispondesse ad un
    quesito molto difficile: “Cosa vogliono veramente le donne?”

    Artù avrebbe avuto a disposizione un anno, trascorso il quale, nel caso in
    cui non avesse trovato una risposta, sarebbe stato ucciso.

    Un quesito simile avrebbe sicuramente lasciato perplesso anche il più
    saggio fra gli uomini e sembrò al giovane Artù una sfida impossibile,
    tuttavia,avendo come unica alternativa la morte, Artù accettò
    la proposta, e fece ritorno al suo regno.

    Ivi giunto, iniziò a interrogare chiunque: la principessa, le prostitute,
    i sacerdoti, i saggi, le damigelle di corte e via dicendo, ma nessuno seppe
    dargli una risposta soddisfacente.

    Ciò che la maggior parte della gente gli suggeriva era di consultare una
    vecchia strega, poichè solo lei avrebbe potuto fornire la risposta, ma a
    caro prezzo, dato che la strega era famosa in tutto il regno per gli
    esorbitanti compensi che chiedeva per i suoi consulti.

    Il tempo passò… e giunse l’ultimo giorno dell’anno prestabilito, così
    che Artù non ebbe altra scelta che andare a parlare con la vecchia strega,
    che accettò di rispondere alla domanda, solo a patto di ottenere la mano
    di Gawain, il più nobile dei Cavalieri della Tavola Rotonda, nonché il migliore
    amico di Artù!

    Il giovane Artù provò orrore a quella prospettiva… la strega aveva una
    gobba ad uncino, era orrenda, aveva un solo dente, puzzava di acqua di
    fogna e spesso faceva anche dei rumori osceni!

    Non aveva mai incontrato una creatura tanto ripugnante. Perciò si rifiutò
    di accettare di pagare quel prezzo e condannare l’amico a sobbarcarsi un
    fardello simile!

    Gawain,venuto al corrente della proposta, volle parlare ad Artù dicendogli
    che nessun sacrificio era troppo grande per salvare la vita del suo re e la
    tavola rotonda, e che quindi avrebbe accettato di sposare la strega di buon
    grado.

    Il loro matrimonio fu pertanto proclamato, e la strega finalmente rispose
    alla domanda:
    “Ciò che una donna vuole veramente è essere padrona della propria vita”.

    Tutti concordarono sul fatto che dalla bocca della strega era uscita senz’altro
    una grande verità e che sicuramente la vita di Artù sarebbe stata risparmiata.

    Infatti il sovrano del regno vicino risparmiò la vita ad Artù, e gli garantì piena libertà.
    Ma che matrimonio avrebbero avuto Gawain e la strega?
    Artù si sentiva lacerato fra sollievo ed angoscia,
    mentre Gawain si comportava come sempre, gentile e cortese!

    La strega al contrario esibì le peggiori maniere… mangiava con le mani,
    ruttava e petava, mettendo tutti a disagio.
    La prima notte di nozze era vicina, e Gawain si preparava a trascorrere una
    nottata orribile, ma alla fine prese il coraggio a due mani, ed entrò
    nella camera da letto e… che razza di vista lo attendeva! Dinnanzi a lui,
    discinta sul talamo nuziale, giaceva semplicemente la più bella donna che
    avesse mai visto! Gawain rimase allibito, e non appena ritrovò l’uso della
    parola (il che accadde dopo diversi minuti), chiese alla strega cosa le
    fosse accaduto.

    La strega rispose che era stato talmente galante con lei quando si trovava
    nella sua forma repellente che aveva deciso di mostrarglisi nel suo altro
    aspetto, e che per la metà del tempo sarebbe rimasta così, mentre per
    l’altra metà sarebbe tornata la vecchiaccia orribile di prima.
    Chiese quindi a Gawain quale dei due aspetti avrebbe voluto che ella
    assumesse di giorno, e quale di notte.

    Che scelta crudele! Gawain iniziò a pensare all’alternativa che gli si
    prospettava: una donna meravigliosa al suo fianco durante il giorno, quando
    era con i suoi amici, ed una stregaccia orripilante la notte?

    O forse la compagnia della stregaccia di giorno e una fanciulla incantevole
    di notte con cui dividere i momenti di intimità ?
    Voi cosa avreste fatto? La scelta di Gawain è¨ distante solo un paio di
    righe… ma non leggete, finchè non avrete fatto la vostra scelta!

    Il nobile Gawain disse alla strega che avrebbe lasciato a lei la
    possibilità di decidere per se stessa!
    Sentendo ciò, la strega gli sorrise, e gli annunciò che sarebbe rimasta bellissima per tutto il tempo,
    proprio perchè Gawain l’aveva rispettata, e l’aveva lasciata essere padrona di se stessa!

    La morale di questa storia?

    Non importa se la tua donna è “bella o brutta”, se è “intelligente o stupida”..
    in fondo in fondo è sempre una strega!!! The original!

  8. marisgnappa

    ciao ragazzi, vi divertite, tra figli, scarpe e anonimi. fate un buon bilancio vi bacio mari

  9. Fabrizio d'Altilia

    Si fa quel che si può…

    P.S.: No perditempo.

  10. Anonimo

    Faber ho letto con grande attenzione il tuo ultimo intervento, se Serena ha gli occhi, Luna le tette tu sicuramente hai l’intelletto, si sei intellettualmente un colosso e prendendo spunto dal nome che hai proposto nel sondaggio “la casa di chi va in porto” e sempre restando in materia di porti direi che sei come il colosso di Rodi, si quando ti leggo e sono nel marasma dei miei pensieri penso: “finalmente un porto sicuro.”, “ecco il punto di vista che mi mancava”.
    In effetti prima di iniziare il mio percorso con voi non avrei mai immaginato potesse esserci tanto, si è difficile da credere ma esiste in voi e con voi un mondo di cui non avrei potuto neanche pensare all’esistenza.
    Il mio delirio non è mai andato oltre il dire “io sono Napoleone”,tu riesci esprimere con la forma del delirio cose che spiazzano per la loro novità, stai superando il maestro.
    Avanti così! Bravone!!! c’ho una rima che mi ronza in testa, chissà???

  11. Fabrizio d'Altilia

    Vabè, prima ho esternato i miei desideri di paternità anche un pò per giocare.
    Lo so che ad oggi non ci sono proprio gli elementi per pensarci.

    Però penso che se la coppia di per sè oggi è in crisi, non è detto che non si debba continuare a generare.
    Si può essere ottimi genitori anche senza essere più coppia…
    So che è difficile, ma cerco di non farmi più prendere da certe sensazioni negativiste, che sono anche molto comuni.
    Fare figli oggi, almeno con i presupposti che ci metto io, significa voler essere più forti del momenti storico negativo, e penso di volerci provare.
    Mi intristisce pensare di invecchiare come un vecchio acido, magari zitellone e senza figli, incazzato col mondo, insomma fare lo sfigato di proposito…
    Fare discendenza, anche in questo modo, è importante. Anche fare figli è una parte dell’angolo pi greco, cioè la parte che ti fa andare oltre: ti fa scambiare con una specificità che nasce tutta da te, anche in senso biologico.
    Ogni neonato è un profeta, poi non si sa mai quando si è pronti ad avere un figlio: Quando accadrà mi farò trovare pronto.
    Genitori non si nasce, lo si diventa.
    Il futuro richiede persone cresciute fin da subito senza tutti i nodi e i pesi che ci portiamo noi, persone che abbiano delle potenzialità di rinnovamento che noi nemmeno ci immaginiamo. Non ce lo immaginiamo perché siamo onnipotenti e non ci vogliamo scomodare.

    Fare figli può non essere la soluzione, ma anche non farli non è la soluzione, sicuramente.
    Basta non farli con la leggerezza con cui si sono sempre fatti, come siamo nati anche noi.

  12. Anonimo

    Luna qui c’è un sedicente original anonimo taroccato, diffidane!!!
    Il sondaggio se puoi e vuoi fallo sui commenti.
    Dimmi un pò di queste scarpe…ti fanno un pò “zoccolagè”? o sono ancora da figlia di Maria? 🙂
    Poi se rinfresca non disdegnerei neanche una reazionaria autoreggente…, gambaletti e collant agli anonimi taroccati.

  13. Anonimo

    Tu, tu fidati di me, io sarò sempre con te. Sai l’amore non inganna e se mi cercherai mi troverai ancora vicino a te!
    The original!

  14. luna margherita

    Oh ma perchè io devo fare la balia e non la madre? Voglio fare anche io la mamma molteplice (non dei figli miei, ovviamente…lì so’ solo rogne!)

    Io non ti lascio anonimo mio splendido…è solo che quelli che scriviamo qui si chiamano “commenti” invece quelli scritti nell’home page si chiamano “post”.

    Ho comprato delle scarpe splendide.
    Mio anonimo, ci vieni mercoledì al bilancio/supervisione sulla comunicazione, al centro? Io sì.

    Bacio [dalla casa degli orfani consapevoli (che tra poco sfornerà una sorpresa…)]

  15. Anonimo

    Luna riformulo la richiesta, hai ragione l’anti non esiste nel globale, per cui il sondaggio dovrebbe essere tra i post più globali e che più sono distinti dalle fonti o se preferisci gli insegnamenti del Grande Capo o Maestro.
    Luna non mi lasciare ho intenzioni serie!:)

  16. Anonimo

    Fantastico Faber! Così si fa, un bambino con 25 padri, 32 madri e 14 nonne e nonni molteplici!
    Avrà più fortuna del figlio di Claudio Baglioni… per lui la poetessa Ganinova Lotulev comporrà la più memorabile delle sue odi ed il futuro Nobel per la tuttologia o globalità lo porterà con se a ritirare il premio.
    Poi Luna come balia … Faber perchè non mi adotti? 🙂

  17. luna margherita

    il sondaggio non lo organizziamo perché non sono mai stati scritti, ancora, “post” anti metodo. Semmai “commenti”.

    Pignola?!?

    Riformula la richiesta, prego!

    Intanto ti saluto calorosamente, mi sa che non ci sentiremo per un po’.

    E’ normale che quando sento parlare di figli in cantiere mi viene la pelle d’oca? Non ho la minima fiducia nella coppia, ora come ora. Aspetta Loretta! Aspetta Faber!

    (Fa, già che ci siamo, per mercoledì mi puoi far avere quel cd che ti avevo chiesto? Scendo senza portatile-bacio-grazie)

  18. Fabrizio d'Altilia

    Caro anonimo, mi dispiace deluderti, ma molto probabilmente entro il 2009 verrà al mondo un piccolo Faberino o una piccola Lorettina a calcare le strade di questo mondo ingiusto e parziale, per combattere il disagio diffuso dall’alto del suo seggiolone e con la micidiale arma del suo biberon!

    La grande stirpe di nuova specie sta per incominciare!! Soldati dell’Isola che ancora non c’è, Avanti Tutta!!!

  19. Anonimo

    Luna Lunetta sono l’anonimo tuo, pieno di sovrastrutture e che ti palperebbe le tette!
    Vorrei chiederti una cosa che solo la tua presenza di spirito e la intellingenza può realizzare,perchè non organizzate un sondaggio per scegliere il post più antimetodo di questo blog?
    Grazie!!!

  20. Anonimo

    Bravo Faber mi pare una lodevole iniziativa! Mi pare il modo migliore per “santificare” la Domus…mi raccomando quando ti chiederò “A Faber quale stata la mejo?” tu sapppimi rispondere “ovviamente la quarta!”.
    Scopa Faber, cerca di non mettere in cinta nessuna però, perchè il mondo è ancora troppo ingiusto per un tuo erede.

  21. Fabrizio d'Altilia

    Finalmente gli anonimi si sono acquetati…
    Si passa a una nuova fase… speriamo.

    Fra poco pubblicheremo una cosa tanto carina.

    Una comunicazione: martedì probabilmente dormirò per la prima volta alla “Domus”, mi hanno invitato Marilisa e Loretta.
    Sono contento! E’ un’esperienza che dovevo fare, così capisco un pò com’è per la maggior parte della persone in trattamento che vengono da fuori.

    Così io e Loretta “inauguriamo” anche la Domus!! Eheheheheh!!!!!

    😀

  22. Anonimo

    il blog langue in questo periodo. come mai? grazie dei saluti al volo. contraccambio calorosamente a nome di tutti gli anonimi. buona vita!

  23. luna margherita

    un saluto al volo al blog e a tutti i lettori e commentatori.

  24. marisgnappa

    ciao a tutti. che palle tutte le volte che scrivo mi si cancella sono proprio imbranata con sto blog. niente sarà per la prossima un bacio
    cmq un punto di vista globale non è qualcosa da spiegare con delle parole, anche il più bravo oratore, comunicatore secondo me con le parole non riesce a far capire. non tutto bisogna capire alcune volte è importante fare esperienza, non una volta sola, bisogna entrare nel vivo delle situazioni, per comprendere…
    cmq non sono qui per spiegare a nessuno e che sti anonimi mi fanno proprio ridere, anche interrogarmi ma soprattutto ridere. baci a tutti

  25. marisgnappa

    ciao a tutti. che palle tutte le volte che scrivo mi si cancella sono proprio imbranata con sto blog. niente sarà per la prossima un bacio
    cmq un punto di vista globale non è qualcosa da spiegare con delle parole, anche il più bravo oratore, comunicatore secondo me con le parole non riesce a far capire. non tutto bisogna capire alcune volte è importante fare esperienza, non una volta sola, bisogna entrare nel vivo delle situazioni, per comprendere…
    cmq non sono qui per spiegare a nessuno e che sti anonimi mi fanno proprio ridere, anche interrogarmi ma soprattutto ridere. baci a tutti

  26. Fabrizio d'Altilia

    Restyling del blog completato: tutti e tre gli amministratori hanno cambiato la loro foto.

    Firmato: l’admin “con-testato”,
    @FABER@

    🙂

  27. serena

    Ecco, io credo che questo sia soggettivo: a differenza di quanto alcuni pensano, noi qui siamo tutte persone diverse, con percorsi diversi di vita e professionali, con caratteri diversi, per cui mi sembra ovvio che ci siano tra noi coloro che mantengono più flessibilità nei confronti di ciò che è altro dal metodo e coloro che si mostrano più rigidi, ciò dipende dal singolo percorso. A questo proposito riporto un altro passo del mio bilancio per il quarantennale del metodo alla salute:
    “Certo, a volte, le persone in trattamento col suo metodo, come ogni altra persona in difficoltà in ogni altro àmbito, tendono ad appoggiarsi troppo a lui, e a diventarne in qualche modo dipendenti, spesso assolutizzando il MaS che per definizione non è mai assoluto. È evidente che se la mia vita fa acqua da tutte le parti, non appena troverò qualcosa in cui mi sento abbastanza a mio agio, o una persona che mi accoglie, mi ci appoggerò con la forza della disperazione, magari idealizzando; è un atteggiamento umano, ma siamo seri: non ha niente a che vedere con i limiti di Loiacono.”
    E poi:
    “Osservare il mio e gli altrui percorsi di vita, mi ha persuaso del fatto che gli uomini solitamente partono da un opposto per poi scivolare nell’altro, e solo dopo averli conosciuti entrambi possono tendere verso un equilibrio, quello che i greci definivano ‘medén àghen’ (agire nel mezzo) e gli antichi romani riassumevano con l’espressione ‘in medio stat virtus’ (la virtù sta nel mezzo). (…) È un’oscillazione a mio avviso fisiologica. Tuttavia, ciò che porta a vivere meglio con se stessi e con l’esterno è tendere verso l’equilibrio degli opposti, equilibrio che appare ancora irraggiungibile per la specie uomo, ma solo tendere verso di esso migliora la qualità della vita. Principio che si ritrova in molte civiltà antiche, più antiche di quelle sopra citate, e in molti sistemi di pensiero. (…) Scrive ancora Loiacono: “nella logica degli opposti, ogni opposto si sente giustificato dall’esistenza dell’altro, e sente di avere una precisa e forte identità proprio per il fatto di rappresentare caratteristiche opposte e speculari a quelle dell’altro.” Le famose due facce della stessa medaglia.
    Finché l’uomo suddividerà la realtà in bene/male, giusto/ingiusto, buono/cattivo, bello/brutto, positivo/negativo, pace/guerra, il conflitto sarà inevitabile. Questa dicotomia è un artificio umano: nella realtà la vita e la morte, il giorno e la notte, danzano insieme senza sosta e senza conflitto alcuno.”
    Ecco, riuscire a danzare con voi che non la pensate come noi sarebbe bello, a mio avviso.

  28. Anonimo

    Globale, a mio parere, è vedere insieme gli opposti e posizionarsi nel mezzo. Quindi è vedere il metodo insieme al non metodo. Non fermarsi ad una soluzione parziale, psicotica e chiusa, significa, a mio avviso, non farsi ipnotizzare totalmente da un polo, ma vedere l’uno senza perdere di vista l’altro. Questo non vuol dire necessariamente arte del compromesso, del non scegliere, tenere i piedi in due staffe, ecc… Uno può/deve anche schierarsi da una parte, cioè scegliere, ma è meglio, secondo me, che si posizioni ad una distanza tale (focus) che gli permetta la simultanea visibilità anche del punto opposto della retta. Siamo proprio sicuri che sia questa la posizione dei “metodisti doc”?

  29. serena

    No, non è solo colpa tua.
    E’ anche difficile da tradurlo in parole. Globale è come vedere un panorama dall’alto, è un punto di vista che cerca di lasciare la visione ristretta delle cose, il singolo punto di osservazione che tende ad escludere ciò che non gli appartiene come se non esistesse. Globale è cercare di non catalogare il mondo per opposti, in buono e cattivo, giusto e sbagliato, etc., ma sforzarsi di accogliere tutto ciò che fa parte della vita anche quando non lo si comprende o sente proprio; perché in fondo io esco col maglioncino anche in pieno agosto, non è detto che se tu abbia caldo io non possa aver freddo. Un rompipalle molto presente nella mia adolescenza e che cercava verità assolute mi dava della relativista, io penso solo di aver provato spesso a dare valore alle diversità, non ho mai pensato che tutto il mondo dovesse credere a ciò in cui credo io. Come adesso.

  30. Anonimo

    Serena anche a me sei simpatica e per questo mi spiace che tu faccia torto alla tua intelligenza e forse anche alla tua buona fede gabellando pensieri sconclusionati (volutamente) per il Verbo.
    Possibile che sto cazzo di globale non riusciate a spiegarlo? Che cazzo vuol dire?
    Sono mesi che cerco di trovare un senso alle cose che scrive il Dott. Loiacono ma…sei sicura sicura che è solo colpa mia?
    Seregna Luna c’ha le tette ma i tuoi occhioni mi squassano…posso corteggiarti? 🙂

  31. Fabrizio d'Altilia

    “Il talento più grande è credere di essere capaci di fare qualcosa”.

    [JOHN LENNON]

    Questo è stato forse il primo pensiero che ho fatto al mio primo “Gruppo Alla Salute”, doveva essere il 2001.

    P.S.:
    Grazie Barbaloia, ultimamente ti sento parlare una lingua nuova.

  32. serena

    Anonimo (quello che spero non sia avvocato),
    a volte sei talmente assurdo da risultarmi simpatico. Devi essere bravissimo a girare le frittate.
    In questa intensiva c’erano molte persone nuove, se qualcuna di loro capitasse da queste parti mi piacerebbe ci dicesse la sua opinione.
    Un saluto a tutti.
    Ah, i miei complimenti a Stefania, che non riusciva a lasciare il suo primo commento… e ormai è diventata un’assidua del blog.

  33. Anonimo

    Ho letto il brano proposto da libera ed è molto bello. perchè evidenzia un “cuore” del metodo, e cioè lavorare per un nuovo modello molteplice, aperto, poichè quello univoco è ormai più che morto per la vita ma anche da morto (e forse proprio per questo) sta creando tanti danni.
    non è che già sappiamo in che consiste un modello molteplice poichè essendo vario e caotico certamente non si presta a delle definizioni circoscritte. però credo che deve essere una bella cosa, che in piccola parte anche noi cominciamo a vivere, grazie al nuovo punto di vista globale che è alla base del metodo alla salute e di tutte le altre attività. Auguriamoci di approfondirlo e gustarlo sempre di più!
    questo è il mio augurio per tutti i lettori!
    Vi abbraccio e avanti tutta

  34. Anonimo

    Traduco la deregistrazione per chi come me da ancora un senso alle parole: fate come cazzo vi pare perchè se siete dei falliti come genitori,figli,mariti ed amanti non è colpa vostra ma della società che vi incasella in ruoli. Le nostre responsabilità non esistono perchè le istituzioni che ce le affibiano non esistono o sono superate.
    Drogarsi o abusare di sostanze è inutile più che dannoso, per rincoglionirvi non dovete usare psicofarmaci, ci penso io, seguitemi leggete tutti i miei scritti per bene ed alla fine sarete deprogrammati e pronti per il grande salto nella nuova specie.

  35. Anonimo

    Qui si che il nostro anonimo si sta ispirando ad un modello aperto, caotico e vorticoso, peccato però che resti solo un’ispirazione.

    Grazie a Libera e Serena per averci donato questo bellissimo passo che può tornare utile per la crescita di ognuno di noi nel mare complicato della vita.
    Un applauso di incoraggiamento per inviarcene ancora.

  36. Anonimo

    un bacio alle pie donne che sono quelle più bone…!!!me le farei tutte!!!

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